Giuseppe Agliastro
Russia e dintorni
11 Aprile Apr 2017 2002 11 aprile 2017

In Cecenia prigioni segrete per gay, torture e omicidi

La polizia cecena arresta, tortura e uccide le persone che sospetta essere omosessuali. Lo denuncia Novaya Gazeta, accusando le forze dell'ordine dell'instabile repubblica del Caucaso russo di aver fermato oltre cento uomini e di detenere illegalmente le vittime di questa vergognosa caccia alle streghe in almeno una prigione segreta, "adesso piena", ad Argun, non lontano da Grozny.

Gli assassinati - scrive la testata - sono come minimo tre, ma alcune fonti "sostengono che siano molti di piu'" e ci sono comunque "informazioni su una possibile quarta vittima". A mettere in pericolo la vita di chi e' considerato omosessuale e' inoltre una terribile usanza ancora tristemente diffusa nella societa' cecena: quella del delitto d'onore, per cui e' possibile che alcune delle vittime - dopo essere state picchiate e torturate - siano state consegnate dalla polizia alle famiglie perche' fossero loro a uccidere il parente ritenuto omosessuale.

Alvi Karimov, portavoce del leader ceceno filo-Cremlino Ramzan Kadyrov, ha bollato l'inchiesta di Novaya Gazeta come "un'assoluta menzogna". Ma le sue parole invece che dissipare i sospetti li rafforzano: "Non si possono arrestare e perseguitare coloro che semplicemente non ci sono nella repubblica" cecena, ha affermato, come a dire che in Cecenia non esistono i gay. E ancora: "Se in Cecenia ci fossero persone cosi', le forze dell'ordine non avrebbero nessun problema con loro perche' sarebbero i parenti stessi a mandarli a quell'indirizzo dal quale non si ritorna".

Pare che le persecuzioni siano iniziate a fine febbraio, quando la polizia cecena ha arrestato un uomo che si trovava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Gli agenti gli hanno sottratto il cellulare e vi hanno trovato foto e video che rivelavano la tendenza sessuale "non tradizionale" dell'arrestato nonche' numerosi contatti di presunti gay. Gli agenti hanno cosi' fatto partire una sorta di reazione a catena: "I telefonini dei fermati venivano lasciati accesi appositamente - scrive oggi Novaya Gazeta - e tutti gli uomini che li chiamavano, anche per i motivi piu' innocenti, finivano subito nella ragnatela della massiccia campagna per la purezza sessuale cecena". Il giornale denuncia inoltre "situazioni in cui i parenti" delle vittime "sono stati costretti a vendere urgentemente appartamenti ed altri beni" per pagare sottobanco i poliziotti e "salvare" cosi' i propri cari. Ma "purtroppo - sottolinea la testata - non tutti sono stati salvati".

Alcuni testimoni raccontano di essere stati seviziati con l'elettricita'. "Faceva male - dice un ex prigioniero - e io dopo un po' svenivo e cadevo. Con la corrente elettrica il corpo comincia a tremare, uno smette di ragionare e comincia a urlare. Quindi" in prigione "si sta seduti e si sentono per tutto il tempo le urla delle persone torturate". Ma gli arrestati si beccavano anche bastonate, frustate con tubi di plastica, offese e sputi in faccia. E alcuni sono stati uccisi.

Ora Novaya Gazeta chiede alle autorita' di Mosca di intervenire.

(ANSA, 5 aprile 2017)

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