Elisabetta Favale
E(li's)books
16 Aprile Apr 2017 0911 16 aprile 2017

La fine dei vandalismi di Tom Drury

La Fine Dei Vandalismi

Dalla redazione del Blog Sabotino 14 (NN Editore)

La fine dei vandalismi è arrivato in libreria. Noi vi proponiamo le prime pagine, in attesa di farvi conoscere Tom Drury in persona il 23 aprile a Tempo di libri, il primo appuntamento italiano del Tour dei vandalismi (qui date e info).

Buona lettura!

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Quell’autunno, l’iniziativa per la raccolta del sangue si tenne alla stazione dei pompieri di Grafton. Lo sceriffo Dan Norman era lì perlopiù in segno di buona volontà ma, siccome una delle infermiere non si era presentata, aveva acconsentito ad applicare il cotone nell’incavo del braccio dei donatori. «E grazie» diceva.
Era primo pomeriggio quando arrivò Louise Darling. Dan la conosceva appena. C’era con lei anche Tiny Darling, il marito. Dan era convinto che Tiny fosse l’autore di alcuni furti con scasso avvenuti alla Westey’s Farm Home, sulla Highway 18. Non c’erano prove concrete, però.
Louise aveva in testa un foulard rosso. Si tolse la giacca da marinaio per farsi prelevare il sangue. Sotto indossava una maglietta verde scuro con taschino. Dan ammirò i suoi lunghi avambracci bianchi e le premette un quadrato di cotone sulla vena.
«La ringrazio, signora Darling» disse.
Poi toccò a Tiny. Aveva i capelli rossi, e un gufo tatuato sul dorso della mano. «Dovreste mandare questo sangue a Port Gaspar» disse.
«Dove?» domandò Dan.
«A Port Gaspar» ripeté Tiny. «La Marina militare ha venduto un carico di salmone surgelato avariato agli eschimesi, e adesso stanno male. Hanno la setticemia. E indovina che cos’ha fatto la Marina. Ha mandato gli avvocati a minacciare la comunità eschimese».
«Dove si trova Port Gaspar?» domandò Dan.
«Al Polo Sud» rispose Louise. Aveva grandi occhi verdi e lentiggini sbiadite. «Abbiamo sentito la notizia alla radio. Magari non era la Marina militare, ma le navi con cui sono arrivati erano quelle».
«Come osservatori» disse Tiny. «Gli eschimesi hanno viaggiato sui ponti in una piccola sezione tutta loro, delimitata da corde. E ora devono farsi le trasfusioni».
Lo sceriffo Dan Norman lasciò il braccio di Tiny e si rivolse all’infermiera Barbara Jones. «Dove va a finire questo sangue? Tutto al Mercy?».
«Già» rispose lei. «Ma sai cosa ti dico? Una volta una mia cugina di secondo grado si è ammalata di setticemia. È una cosa molto seria. Tu la conosci, Dan: mia cugina Mary».
«Mary Ross» disse Dan.
«Mary Jewell» precisò l’infermiera. «In realtà, era sua madre che si chiamava Ross: Viola Ross. Era cugina di Kenny Ross, che è stato in Corea… be’, quand’era malata non riusciva nemmeno ad attraversare la stanza».
Louise Darling si sistemò la giacca e inclinò la testa da un lato. «Non sono sicura che fossero proprio eschimesi» disse.
«Faceva abbastanza freddo perché fossero eschimesi» disse Tiny. «Gli avvocati hanno detto che se si lamentano ancora vanno a spianargli l’intero villaggio con lo spazzaneve».
«Le loro case sono fatte di neve?» domandò Dan.
«A quanto pare» disse Tiny.

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https://sabotino14.com/2017/04/13/benvenuti-a-grouse-county-tom-drury-la-fine-dei-vandalismi/

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