Gianmaria Pica
Dica Pica
20 Aprile Apr 2017 1824 20 aprile 2017

La tripla poltrona del presidente di Consip

Poltrone

Luigi Ferrara è il presidente di Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione. Nel dicembre 2016 Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip, fa bonificare i suoi uffici dalle microspie piazzate dalla magistratura che sta indagando sulla presunta corruzione in Consip. Marroni avrebbe appreso dell’inchiesta proprio da Ferrara che a sua volta lo avrebbe saputo da Tullio Del Sette, comandante generale dei carabinieri. Né Ferrara né Marroni sono indagati.

Ferrara non è un vecchio parruccone burocrate. È giovane rispetto ai dirigenti ministeriali: ha 47 anni, ma da quasi un ventennio ricopre incarichi di vertice nella pubblica amministrazione. Vicinissimo a Enrico Letta, già nel 2000 diventa vicecapo di Gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, guidato dallo stesso Letta. Nell’aprile 2013 Letta viene nominato capo del governo e affida a Ferrara la vicesegreteria generale di Palazzo Chigi. Poi sappiamo com’è andata: “Enrico stai sereno” e l’arrivo alla guida dell'esecutivo di Matteo Renzi. Ma prima di lasciare il Parlamento e l’Italia, Letta riesce a far approdare Ferrara al ministero dell’Economia: diventa capo Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi. Primo incarico.

Un mese e mezzo dopo, l’8 luglio 2014, Luigi Ferrara diventa presidente Consip. Secondo incarico. È stato nominato dall’assemblea degli azionisti della società, cioè dallo stesso ministero dell’Economia che controlla il 100 per cento di Consip. Ma Ferrara non abbandona il ministero, un doppio ruolo che - fanno sapere dal dicastero economico - è normale: i due incarichi “non sono in conflitto d’interesse”, Ferrara “non percepisce doppio stipendio” e “lo scopo è proprio quello di ridurre le poltrone e generare risparmi”. Dunque, nessun problema. Ferrara ha anche un altro ruolo: al Mef è "Responsabile della prevenzione della corruzione” e cura il “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”. Ecco il terzo incarico.

Insomma: Luigi Ferrara è capo dipartimento del ministero dell'Economia, presidente Consip (società controllata dallo stesso Mef) e responsabile anti-corruzione sempre del ministero di via XX Settembre.​

Mi chiedo e lo chiedo al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: la legge lo permette, ma è giusto mantenere in vita il doppio/triplo incarico di Ferrara? Non c’è un palese problema di opportunità politica? Ferrara non rischia di svolgere a metà sia il ruolo da presidente Consip sia quello di capo dipartimento al ministero? È conveniente continuare ad affidare a Ferrara, già impegnatissimo per le altre sue cariche, la responsabilità anti-corruzione e trasparenza del Mef?

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