Alessandro Oliva
Viva la Fifa
20 Aprile Apr 2017 0942 20 aprile 2017

Non solo difesa: quella di Allegri è una Juve totale

Bonucci

La Juventus è tra le migliori quattro d’Europa, dopo essersi qualificata alle semifinali della Champions League. Quello che ha colpito la maggior parte delle persone che ha visto la partita del Camp Nou contro il Barcellona è stata la solidità difensiva dei bianconeri. Un dato incontrovertibile: il Barça per passare avrebbe dovuto segnare 4 gol senza subirne, contro una squadra che ne fino a ieri sera ne aveva subìti 2 in tutto in torneo. E che 2 sono rimasti.

A testimonianza dell’efficacia della fase difensiva studiata dal tecnico Allegri c’è il fatto che i Blaugrana, famosi negli ultimi anni per un gioco fatto di tanti passaggi praticamente fino alla linea di porta, ieri sera hanno più di una volta costruito occasioni fuori o dal limite dell’area, cioè dove è più difficile centrare la porta. Questo perché la Juventus è stata più brava degli avversari a coprire meglio il campo, a cominciare ovviamente dalla fase di non possesso. Vediamo un esempio:

Questa è la prima vera occasione creata dal Barcellona. Come si vede, Khedira insegue il portatore di palla che si inserisce in velocità al centro – parliamo di Messi, non so se… - costringendolo ad allargarsi e a passarla a Neymar. In questo modo, mentre l’azione si decentra, la Juventus ha tutto il tempo di posizionarsi per chiudere al brasiliano la possibilità di entrare ancora più in profondità e obbligandolo quindi a ripassarla. Nel frattempo, però, Pjainc ha accorciato su Messi, così che l’unica soluzione possibile è scaricare l’azione su Rakitic, che è fuori area.

L’aggressione della Juve che costringe il Barça ad accelerare l’azione, aumentandone quindi il margine d’errore, si vede anche qui:

Questo non significa che la Juve non abbia rischiato. Anzi, è normale abbia visto in paio di occasioni i sorci verdi, considerato che il Barça aveva bisogno disperato di segnare. Ma non si pensi che i bianconeri abbiano vinto solo grazie alla studiata copertura in fase di non possesso. Basta vedere per cominciare come Allegri ha scelto la formazione titolare, cioè con 4 attaccanti schierati tutti assieme come all’andata: Higuain avanti unica punta, con Dybala dietro a supporto e Mandzukic-Cuadrado esterni. La scelta ha pagato, per due motivi. Primo, perché i giocatori in avanti hanno giocato la classica “partita di sacrificio”, mettendosi a dare una mano in copertura per pressare alto gli avversari e allo stesso tempo creare occasioni:

Dall’altra, la squadra ha giocato anche per attaccare: fare un gol avrebbe tagliato le gambe definitivamente agli avversari. Con una copertura completa del campo - due larghi a lavorare la difesa ai fianchi, più Dybala in mezzo alle linee e Higuain al centro – la Juve ha potuto attaccare svariando per tutta la larghezza del campo, mettendo in difficoltà gli avversari (nell’occasione c’è anche Khedira pronto a inserirsi):

Il 4-2-3-1 ha permesso dunque alla Juventus di poter interpretare al meglio entrambe le fasi, risultando pericolosa e concedendo sì qualcosa, ma chiudendo la doppia sfida con 3 gol fatti e 0 subìti, nonostante la mancanza di efficacia di Higuain. Sotto questo aspetto, la Juve può quasi recriminare, se si guarda alla pericolosità totale dei tiri in porta (quelli blu): se si mettono a confronto le occasioni di Juve (schema sopra) e Barça, i bianconeri hanno craeto più pericoli da dentro l'area.

Una Juve in pratica “totale” e non catenacciara: la difesa è la base dalla quale partire, non un traguardo. Ottimo lavoro di Allegri, nulla da aggiungere.

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