Giuseppe Trapani
Promemoria
3 Maggio Mag 2017 1404 03 maggio 2017

Cena di magra a Downing Street

Brexit Eu

Jean Claude Juncker, Theresa May e la cena di "magra". Si dice che l'appetito vien mangiando ma a quanto pare le bramose aspettative dei due commensali sono state disattese nel breve spazio di uno spuntino, metafora di una dieta delle idee e delle soluzioni intorno alla Brexit.

I retroscena dell'incontro ormai sono un genere letterario (la battuta che circola è: adesso chi paga ora il conto? ) anche perché il Primo ministro inglese e il presidente della Commissione europea sono entrambi due personaggi a loro modi surreali in questo scenario complicato per il continente europeo. Theresa e Jean Paul avranno pensato a portare a casa il bottino. E invece si ritrovano a digiuno e disorientati.

Un convivio dunque beffardo che palesa una divergenza che sembra diventare un solco abissale fra Uk e Ue, nate parenti e diventate serpenti, in un gioco dei due mantra laddove Bruxelles dice "hai voluto la bicicletta e adesso pedala (paga)" e Londra risponde con un "pedalo ma non pago".

Theresa May è determinata oppure maschera una debolezza politica? Per molti la premier May è schiacciata da un lato dalle urne che hanno sentenziato la fuoriuscita dall’Europa , e dall'altro è pressata dall’establishment che tenta disperatamente se non un ritorno alla Ue almeno riagganciare legami in ambito economico-finanziario. A proposito di soldi, il conto della brexit lievita sempre di più, si fa più salato per i britannici, così come è rivelato dalla recente analisi giunta alla scrivania della May dal Financial times. Il quotidiano della City stima il “conto del divorzio” che la Gran Bretagna dovrà pagare all’Unione Europea in circa 100 miliardi di euro. Praticamente parliamo del quasi il doppio, dei 50-60 miliardi di euro indicati finora dal presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e da altri negoziatori di Bruxelles.

Il dossier della separazione fra il Regno Unito e l’Ue tiene poi conto di altri temi cruciali come i diritti di quasi tre milioni di residenti europei in Uk e la spinosissima questione dei confini tra Irlanda e la regione dell’Irlanda del Nord. In definitiva tra Juncker e May si è fatta una cena con i conti senza l’oste e nei due leader appare sempre più chiara la distanza misurata in galassie fra Londra e Bruxelles.

La fame era “stronger” ma il pasto si è rivelato decisamente light: eppure - ne siamo convinti - che Theresa May e Jean Claude juncker avranno certamente preso un digestivo per la forte acidità interiore.

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