Raja Elfani
Gloβ
6 Maggio Mag 2017 1745 06 maggio 2017

Assange e Pamela Anderson, l’amore nella società post-nucleare

Pamela Assange

Il caso Assange ha preso una piega diversa sotto l’amministrazione Trump mentre il dipartimento di giustizia americano ha ancora difficoltà ad impostare l’accusa contro Wikileaks, agenzia d’informazioni ormai da molti equiparata a grandi giornali come il Washington Post e il New York Times e quindi praticamente legittimata. Trump ha spesso dichiarato la sua simpatia per Wikileaks e da qualche mese è anche sopraggiunta da Hollywood l’ex attrice Pamela Anderson – famosa bagnina nella serie cult americana Baywatch e ora attivista – in difesa di ciò che ha brillantemente definito “una lotta romantica”. A scatenare poi il gossip su una presunta storia d’amore fra Julian Assange e Pamela Anderson sono state le sue regolari visite all’ambasciata dell’Ecuador a Londra e mezze confessioni sul suo blog.

Autentico o no, questo strano connubio ha una sua certa risonanza politica in un periodo di riequilibrio globale, risonanza in parte dovuta alle origini russe-finlandesi della Anderson. Recentemente infatti il regalo fatto (e da lei gradito) a Melania Trump della pelliccia sintetica disegnata da Pamela Anderson ci ha dato un primo assaggio di una uniformazione Usa-Russia, linea sempre più probabile con le provocazioni nucleari della Corea del Nord, paese che sta alla Cina come la Crimea alla Russia, nonché ultima frontiera di un imperialismo cinese ancora contenuto. Pamela Anderson ha inoltre fatto apparizioni sulla tv russa RT (la stessa dove Assange trasmise le sue interviste con noti dissidenti) in cui ha dichiarato di fare ottimi affari con la Russia, paese fra i primi importatori di pellicce.

D’altro canto, con la Brexit, il caso Assange, una carta joker forse cara alla Russia, perde di fatto il suo spessore diplomatico in una Londra oggi tecnicamente fuori dall’Europa, prezioso territorio franco fra USA e Russia. Coincidenza vuole che Pamela Anderson si sia recata proprio a Calais sulla Manica dove ha cucinato un pasto vegano nei campi profughi chiedendo nella stessa occasione alla Francia di concedere l’asilo politico ad Assange. Avendo la Francia appena concesso l’asilo all’artista contestatario russo Pavlenski, chissà se a cavallo tra Hollande e Macron la Francia non faccia il primo passo a favore di un’Europa conciliatrice fra le due potenze USA e Russia accogliendo anche Assange.

Raja El Fani

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