Vincenzo Maddaloni
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6 Maggio Mag 2017 1010 06 maggio 2017

Voto in Francia, perde la democrazia

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BERLINO. Le ultime notizie rivelano che nella notte con un annuncio a sorpresa, la campagna elettorale di Emmanuel Macron ha denunciato un attacco di hacker «massiccio e coordinato». «Non si tratta in effetti di una semplice operazione di pirateria informatica, ma di un tentativo di destabilizzare le elezioni presidenziali frances»i, si legge nel comunicato di En Marche.

Questo finale avvelenato di campagna elettorale accentua l’attenzione, che le presidenziali francesi stanno ottenendo in tutto il mondo, come mai prima era avvenuto per nessun’ altra elezione francese. Sicuramente perché la sfida per la poltrona dell’Eliseo, tra il globalista Macron «garantito» da Rothschild e la nazionalista Le Pen, richiama il dibattito politico universale dei nostri tempi.

La Sinistra europea ha perso una grandissima opportunità per denunciare le conseguenze nefaste delle politiche delle multinazionali, per chiarire il pericolo che incombe, il rischio che la democrazia evapori

In Occidente, in Francia come altrove, da una parte c’è la destra nazionalista che inalbera il discorso anti-globalista in parte carpito alla sinistra. Dall’altra parte il Macron di turno che nell’immaginario collettivo impersonerebbe il globalismo delle multinazionali. Questo in parte spiega perché la destra americana che ha appoggiato Trump sostiene la candidatura della Le Pen e attacca Macron. C’è infatti la convinzione, che il discorso anti-globalista è determinante per attirare i voti, e a supporto – si ricorda - che Trump è stato eletto proprio con quei voti.

La Storia insegna che non si può essere anti-globalisti se non si è anche anti-capitalisti. Infatti a guardar bene, il Trump dopo essere stato eletto presidente degli Stati Uniti, ha pienamente accettato l’ideologia globalista neoconservatrice dei suoi predecessori, e sta quindi ottenendo il massimo sostegno da personaggi come John McCain e Paul Wolfowitz. Il paradosso è che la Sinistra in Europa non si è pronunciata con il dovuto rigore su questa colossale contraddizione che mette a rischio la democrazia. Incredibile. Le presidenziali francesi rappresentano - ancora per qualche giorno - una grandissima opportunità per denunciare le conseguenze nefaste delle politiche delle multinazionali, per chiarire il pericolo che incombe, il rischio che la democrazia evapori.

Sulla copertina dell’edizione francese di “Rumiyah” - la rivista dell’ISIS - si vede una mano infilare una busta in un’urna il tutto avvolto da fiamme. Ottimo lavoro!

Guarda caso, sull’ultimo numero di “Rumiyah” - la rivista dell’ISIS - si ricorda ad «ogni buon musulmano il dovere di uccidere i candidati, gli elettori, il personale ai seggi, che vanno dati alle fiamme in quanto simbolo di idolatria». Nel testo non vengono fatti i nomi dei due rivali, Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Rumiyah giustifica l’uccisione dei candidati e degli elettori spiegando che chiunque parteciperà al voto «è un infedele».

Sulla copertina dell’edizione francese si vede una mano infilare una busta in un’urna, il tutto avvolto da fiamme. Ottimo lavoro! La paura confonde le idee. E così, Macron che è uno strumento dell’establishment, un uomo dell’azienda, proprio come Trump, sarà il prossimo presidente della Francia, come vuole appunto la famiglia Rothschild. Le multinazionali hanno raggiunto l’obiettivo, anche questa volta.

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