Emanuele Rigitano
Ego politico
15 Maggio Mag 2017 1020 15 maggio 2017

Il complottismo disperato di uno juventino di Roma del Pd (fiction)

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Foto di Schueler Design via Pixabay

Ero sicuro che la Roma avrebbe perso contro la Juve. Non poteva andare diversamente, la Juve è troppo forte. Eppure ha vinto, c'è qualcosa che non mi so spiegare.

La Juventus doveva vincere per assicurarsi lo scudetto, era andata in vantaggio, poi è arrivato subito il pareggio. Allegri ha poi detto che la sua squadra ha dominato il primo tempo, poi però in vantaggio ci è andata la Roma. Avete visto come Buffon ha lasciato andare il tiro di El Shaarawy? Quasi volesse farlo entrare in porta. E il terzo gol fatto da uno che non stava nemmeno tanto bene!

Forse i giallorossi hanno fatto pena ai bianconeri. Anzi, è Roma che fa pena. Farli vincere, far vedere di riaprire il campionato, per distrarre i romani per altre due settimane dalla monnezza e da tutti i problemi in cui versa la città. Sicuramente, è così. Noi abbiamo organizzato l'evento delle formichine del Pd contro i grillini a Roma (a piazza dei Gerani ci siamo addirittura divisi l'area da pulire)...ed è bastata la vittoria romanista per oscurare la nostra iniziativa.

Anche perché, pensateci bene, la Juventus sta a Torino, città amministrata da Chiara Appendino dei 5 Stelle, che ha detto che voleva aiutare la Raggi. La Appendino ci ha anche lavorato con la Juve. Troppe cose cominciano a tornare. E se la Juve in cambio di qualcosa avesse fatto un favore al duo Raggi-Appendino?

Non può essere diversamente, altrimenti la mia squadra avrebbe vinto e staremmo già a festeggiare lo scudetto. Non possiamo perdere all'ultimo! Vabbé basta che ci portiamo a casa almeno la Champions...e che ovviamente alle prossime elezioni arrivi primo il Pd.

(Questo testo è una provocazione inventata per capire come non sempre un collegamento tra due cose che può avere senso è automaticamente realtà. Un invito a non buttarsi sempre nel complottismo becero ma cercare di approfondire e capire i fatti, le cose per come stanno, perché l'arte del sospetto è subdola e pericolosa).

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