Elisabetta Favale
E(li's)books
15 Maggio Mag 2017 0806 15 maggio 2017

Quel pervertito di D'Annunzio

Gabriele Dannunzio

Lucy Hughes-Hallett è una giornalista e un critico statunitense, ha scritto il suo primo libro tardi, era il 2013 e aveva già 65 anni, libro che vinse subito diversi premi per la categoria non-fiction, questo libro sarà il mio consiglio di questa settimana per il libri in lingua inglese.

Il titolo è The Pike, è una biografia, quella di Gabriele D’Annunzio. Perché The Pike? Perché era il soprannome che Romain Rolland aveva dato a D’Annunzio, "Il Punto", secondo Rolland l’autore italiano più discusso di tutti i tempi era una sorta di punto in movimento che con quel suo mix di idee “tossiche” rappresentò una vera rivoluzione nel mondo intellettuale.

Il D’Annunzio che viene fuori dalla biografia di Hughes-Hallett è (cito a memoria traducendo letteralmente dall’inglese) un uomo disgustoso senza capelli, con denti verdognoli, alito cattivo, depravato, egoista e vanitoso.

Allo stesso tempo però è descritto come un uomo impavido in battaglia, pronto a proteggere i suoi uomini, spietato con i nemici, caratteristiche che lo resero molto “gradito” a Mussolini.

Chi era insomma quest’uomo terribile? Puccini adorava lavorare con lui, Proust riteneva le sue opere grandiose e Joyce lo paragonò a Kipling e Tolstoj, qualcuno ha addirittura azzardato un paragone con Dante eppure parliamo dell’uomo che chiedeva ai suoi figli di chiamarlo maestro, l’uomo che pretendeva di avere continui rapporti sessuali con la sua governante, li riteneva parte dei suoi compiti...

Se siete curiosi di leggere del nostro D’Annunzio filtrato dalla cultura americana, dalle idee e dalle ricerche di Lucy Hughes-Hallett allora leggete The Pike, vi avverto che sono 694 pagine…

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