Elisabetta Favale
E(li's)books
16 Maggio Mag 2017 1415 16 maggio 2017

Storie di Editori DANIEL VOGELMANN – LA GIUNTINA

Oh Dio Mio

Confesso che non mi è ancora capitato di leggere un libro di questa casa editrice (specializzata in letteratura yiddish) di cui sto per raccontarvi, lo farò presto però, leggerò certamente “O Dio mio” di Anat Gov e visiterò lo stand della casa editrice al Salone Internazionale del libro di Torino, dalla App del salone ho potuto vedere che è lo stand “posizione K11”; dicevo, voglio raccontare in breve la storia di questa casa editrice.

E’ nata nel 1980 a Firenze grazie a Daniel Vogelmann, figlio di Schulim Vogelmann che a sua volta nel 1928 aveva iniziato il suo lavoro in una antica tipografia di Firenze che si chiamava appunto La Giuntina.

Il padre di Daniel aveva sposato Anna Disegni e nel 1935 avevano avuto una splendida figlia Sissel (in yiddish significa dolce), tutto sarebbe andato per il meglio solo se nel 1938 in seguito alle deprecabili leggi razziali l’intera famiglia non fosse stata deportata, Anna e Sissel morirono nelle camere a gas, a Schulim fu risparmiata la vita e immesso nel campo di Auschwitz, anche per motivi prettamente utilitaristici, un tipografo serviva…

Finita la guerra tornò a Firenze e rilevò la tipografia diventandone proprietario, si dedicò anima e corpo al lavoro fino a quando non ebbe la forza di ricominciare sposando una vedova, Albana Mondolfi che aveva un figlio ancora piccolo, Guidobaldo. Nel 1948 dalla loro unione nacque Daniel.

L’impresa di famiglia seguita da sempre dal fratello, non era la dimensione giusta per l’indole creativa di Daniel che nel 1980 trovò invece la sua strada fondando L’Editrice La Giuntina.

Il primo libro della collana “Schulim Vogelmann” (dedicata alla memoria di suo padre) fu La notte di Elie Wiesel, sconosciuto in Italia, opera che tradusse in italiano lo stesso Daniel.

Oggi la casa editrice conta 300 titoli che riguardano la cultura ebraica a tutto tondo, dalla letteratura alla religione alla cucina.

Per cominciare quindi

Anat Gov – O Dio mio – La Giuntina

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