Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
19 Maggio Mag 2017 1503 19 maggio 2017

L’Era della post-verita': Il Procuratore razzista, Di Maio il populista, Il parroco della Misericordia

Migranti
Migranti

Grazie a Domenico Giannino (biografia a fine articolo), che scrive su migranti, Sud e populismo...

Chiedo scusa per quei negri su un barcone

che si portano per mare quel dolore da due soldi

ed è giusto che qui abbiano un padrone

marciscon come le arance carità cristiana e i santi

(Eman)

Le cronache delle ultime settimane hanno portato alla ribalta del grande pubblico – estremamente sensibile ai titoloni ed altrettanto rapido a dimenticare appena il vento dello scoop smette di soffiare – il tema dell’immigrazione.

La complicata congiuntura internazionale e una politica migratoria nazionale ed europea totalmente inadeguata non hanno fatto altro che amplificare gli effetti di quella che non può che essere definita una tragedia umanitaria. Tale situazione – per essere chiari fin dal principio – è soprattutto frutto della scellerata longa manus statunitense in Medioriente che nell’ultimo decennio, attraverso alleanze in loco e ‘servi’ europei, ha prodotto la definitiva destabilizzazione di un’area geografica di per sé già abbastanza instabile. Quali siano gli obbiettivi a lungo termine – ammesso che ce ne siano – non è dato sapere, sono invece chiari gli effetti che soprattutto i Paesi dell’Europa meridionale stanno scontando.

Non è mia intenzione discutere di astratti equilibri geopolitici o di come gestire il problema immigrazione, nonostante ciò qualche idea a riguardo me la sono fatta.

É abbastanza palese che una politica europea in termini di gestione comune dei flussi migratori e di regole comuni sul tema non esiste, o, almeno, sembra altamente inadeguata. Lo stesso discorso può essere fatto a riguardo della politica estera dell’Unione Europea, se l’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza servisse a qualcosa sarebbe stato, probabilmente, un tedesco, o al massimo un francese.

Per quanto riguarda invece il versante nazionale, schematicamente penso: i campi di accoglienza sono dei lager; accogliere tutti sarebbe bello ma impossibile; chi si trova da clandestino in un qualsiasi Paese sta commettendo un reato e va trattato di conseguenza. Tutti noi preferiremmo un mondo senza confini, in cui l’umanità riuscisse a vivere in pace ed armonia, ma purtroppo i confini ci sono e le guerre pure. Un governo ha quindi un duplice dovere: in primo luogo di tutelare il benessere e la sicurezza dei propri cittadini; secondariamente offrire una dignitosa alternativa di vita a profughi ed immigrati.

Tornando all’attualità politica nostrana, sembrerebbe proprio che, spinti da un sussulto di ‘radicalchicchismo’ politicamente corretto, noi come popolo libero – citando il drammaturgo Steve Tesich – abbiamo liberamente scelto di voler vivere in una specie di mondo post-verità. Gli odierni protagonisti di questo Paese delle meraviglie in cui il vero diventa falso – nel momento in cui è politicamente scorretto sostenere il contrario – sono il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, il grillino Claudio Di Maio ed infine il poco misericordioso parroco della Misericordia di Isola Capo Rizzuto.

Carmelo Zuccaro è un galantuomo catanese ed un magistrato molto stimato che, qualche settimana fa, affermava su Agorà "alcune ONG potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga". Il procuratore di Catania faceva riferimento ad una indagine conoscitiva basata, per lo più, su materiale probatorio non utilizzabile giudiziariamente, ma comunque proveniente da ambienti istituzionali nazionali ed europei. Il magistrato alludeva inoltre ad alcune intercettazioni ambientali a supporto di tale impianto accusatorio, rivolto – come precisato dallo stesso giudice – non tanto a delle responsabilità penale personali, ma piuttosto ad un fenomeno che rischia di diventare incontrollabile.

La levata di scudi contro le dichiarazioni del magistrato – colpevole di avere evidenziato come l'immigrazione sia ormai un grosso buffet su cui si azzuffano, in perfetto stile italico, diversi commensali – è stata immediata. Particolarmente solerte nel difendere il vangelo del politicamente corretto, il nostro presidente del Senato ha dato il là ad una serie di attacchi concentrici contro il procuratore di Catania.

È chiaro che generalizzare ed utilizzare strumentalmente le dichiarazioni del dottor Zuccaro sarebbe del tutto inopportuno, ma altrettanto inopportuno è chiudere gli occhi dinanzi ad un fenomeno ormai del tutto incontrollabile e, nel caso di chi ha il dovere istituzionale di fare rispettare la legalità, ciò sarebbe addirittura criminale.

Dichiarazioni dello stesso tenore erano state fatte qualche giorno prima dal 'celebre populista' Luigi Di Maio che aveva puntato il dito – citando ed esagerando le parole del Risk Analysis 2017 dell'agenzia europea Frontex – sul lavoro delle ONG. Anche in quel caso uno dei maggiori paladini nostrani del pensiero unico politically correct, Roberto Saviano, ha sentito l'inderogabile impulso di difendere – con accuse che vanno dall'inadeguatezza istituzionale a parallelismi con il Cile di Pinochet – il verbo dell'accoglienza ad ogni costo contro le parole dello 'sfascista' Di Maio.

Visto che abbiamo parlato di grosse abbuffate non poteva certo mancare la tristamente celebre accoppiata coppola e tonaca. La recente inchiesta della DDA di Catanzaro ha portato alla luce la gestione da parte della 'ndrangheta del centro di accoglienza più grande d'Europa ironicamente chiamato la Misericordia dai suoi gestori, palesi o occulti, che di misericordioso avevano ben poco. All'abbuffata di Isola Capo Rizzuto sembra aver partecipato il 'misericordioso' Don Scordio la cui assistenza spirituale ai migranti – sicuramente di alta qualità visto che nel 2007 sembra aver ricevuto 132 mila euro – sono certo serviva a compensare il cibo da maiali con cui venivano nutriti.

Di fronte ad un afflusso di denaro di decine di milioni di euro delle faglie nel sistema di controllo sembrano più che probabili, non è potuto sfuggire qualcosa di così macroscopico: a pensare male si fa peccato ma delle volte ci si azzecca.

A proposito di peccati, una presa di posizione dura e convincente da parte della Chiesa calabrese sarebbe più che gradita, in quanto se le preghiere bastano per le pene spirituali, non sono di certo sufficienti in casi come questi che di spirituale hanno ben poco.

L'estrema politicizzazione di un tema sensibile come quello dell'immigrazione – agitata da taluni come uno spauracchio e trattata da altri in maniera irresponsabilmente strumentale – nasconde spesso una totale incapacità di offrire soluzioni ragionevoli, riconducibile ad una più generale assenza del potere pubblico. Se lo Stato e l'Unione Europea facessero il proprio lavoro certe criticità legate alle azioni delle ONG nel Mediterraneo sarebbero, ad esempio, facilmente evitabili. Allo stesso modo non vi sarebbe bisogno di un antistato che, distribuendo prebende a destra e a manca, si arricchisce sulla pelle di poveri disperati alla ricerca di un futuro migliore, che siamo incapaci ad offrirgli.

*Domenico Giannino, spirito europeo nato in Calabria. Laureato in Giurisprudenza all'Universidad de Jaén (Spagna) ed in Scienze Politiche all'Università della Calabria, dove ha recentemente conseguito il dottorato di ricerca in diritto pubblico comparato. Lavora come Academic Tutor al Kaplan International College di Londra. Le sue opinioni non riflettono necessariamente quelle del gruppo Kaplan.

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