Sergio Ragone
Pop corn
6 Giugno Giu 2017 1757 06 giugno 2017

La vanità e le visioni dispotiche sulla Tv. Uno spettacolo de La Scuola sull'Albero.

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Potenza, una serata tiepida di inizio giugno. Abiti leggeri, i primi della stagione. La sobrietà essenziale della domenica sera nell’abbigliamento e nelle parole. Ci sono bambini, genitori, giornalisti, artisti e vari parenti degli attori che andranno in scena. Il teatro è quello della città, lo Stabile, inaugurato il 26 gennaio 1881 con la rappresentazione de La Traviata, alla presenza del re, della regina e del principe Amedeo. L’attesa per lo spettacolo è tutta un susseguirsi di foto e selfie da mandare agli amici, di occhi al cielo per mirare meglio gli affreschi del soffitto di questa sala a forma di ferro di cavallo, che per molte parti ricorda il più noto San Carlo di Napoli.

Il tappeto è fatto di note e parole, di musica rock e grunge, con una playlist che manda in sequenza i Red Hot Chili Peppers, i Pearl Jam e gli Smashing Pumkins. Musica che tiene svegli l’attenzione e porta lo spettatore ad attendere la messa in scena con un inevitabile ritorno a quegli anni novanta che oggi ritroviamo addosso a molti millenials e in certe hit musicali. Gli ultimi arrivi vengono accolti da gentili sorrisi e da Breaking the Girl, traccia numero tre dell’album Blood Sugar Sex Magik, quinto album della band di Los Angeles, il cui frontman, Anthony Kiedis, classe 1962, ancora si esibisce mostrando addominali e pettorali da fare invidia ad un qualsiasi calciatore della stessa età. Le voci si uniscono e si confondono, in un brusio seduto comodo sulle poltroncine di velluto rosso della platea, piena come si deve per le grandi occasioni. Sul palco un maxischermo, di quelli da finali di calcio che, vabbè, ed una grafica con una domanda scritta a grandi caratteri: chi è di scena?

Nemmeno il tempo di darsi una risposta che Vania Cauzillo, che con Alessandra Maltempo cura la direzione artistica e la didattica de La Scuola sull’Albero, prende il microfono e, di rosso vestita, racconta le attività svolte durante questo anno dalla Compagnia professionale, dalla scuola e dagli alunni. Un anno fatto di panche di legno e spettacoli di divulgazione, di sperimentazioni e workshop, di educazione alla bellezza, giochi, infanzia ed una geografia delle esperienze vasta che va da Mantova a Bari, passando per Melfi e Matera. Alla domanda iniziale abbiamo la risposta, quindi. Ad essere di scena saranno gli alunni della scuola, in uno spettacolo dal titolo “Vizio di format. Visioni dispotiche sulla Tv”.

Silenzio in sala, buono, si parte. La scena iniziale mette al centro tre autori alla ricerca del format perfetto da proporre ai vertici della produzione. Sembra di stare in una puntata di Boris, con tanto di festa del grazie da sceneggiare, tic e paranoie creative. Si ride, si riflette, si applaude. Così come per le altre scene recitate, scritte da Raffaele Flore e dirette da Alessandra Maltempo. La televisione viene ridicolizzata e portata all’estremo, con il solo obiettivo di sfondare la quarta parete e fare ascolti, essere memorabili, diventare mainstream. Si ride, e tanto, anche nella scena saggiamente costruita del reality show politico: un format verosimile in cui i telespettatori scelgono tra diversi candidati, quale sarà il prossimo Presidente del Consiglio. Se solo non fosse mai successa una cosa del genere, vedi le primarie a colpi di click e populismo ci sarebbe da inorridire, ma la realtà è la più grande fonte di ispirazione per gli artisti ed i creativi giocolieri della parola. E si vede.

Spazio anche alla tv del dolore, che diventa show con tanto di corsa allo share, con la messa in scena di una esecuzione capitale trasmessa in diretta. Risate amare e riflessioni sferzanti e parole taglienti. Per non parlare delle vite da ufficio diventate reality con tanto di occhiali per trasmettere in diretta, con l’ossessione del gradimento del pubblico da casa.Applausi finali, il rito degli inchini e dei ringraziamenti si compie, così come quello dell’interiorizzazione dei messaggi lanciati dal palco. La vanità ostentata e ingigantita dal broadcast yourself in digitale, se ne torna a casa con il morale a pezzi. Bravi gli attori, bravi tutti. La prima domenica senza calcio è andata via così.

I prossimi appuntamenti? Sul sito della compagnia teatrale L’Albero e sulla pagina della Scuola tutti i dettagli, le date, i luoghi, gli attori e le sinossi. Un consiglio? Non fatevele raccontare.

(Foto: Giovanni Marino)

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