Elisabetta Favale
E(li's)books
9 Giugno Giu 2017 0724 09 giugno 2017

Il 54 di Wu Ming

54

Da qualche giorno fisso la libreria e mi viene voglia di parlare di libri del passato!

Ho già parlato di “Q” il romanzo storico scritto dal collettivo Luther Blissett poi diventato Wu Ming.

Questo romanzo, “54”, è appunto di Wu Ming. Uscito nel 2002 io l’ho letto due anni dopo, nel 2004, me lo ricordo perché ho l’edizione che era abbinata al cd uscito in quell'anno. Il cd era di Yo Yo Mundi, una collaborazione tra gli scrittori e la band che suona mentre alcuni attori leggono brani del libro, tra gli attori c’è sicuramente Giuseppe Cederna.

Di cosa parla 54?

Vi copio quello che trovate sulla pagina di Wu Ming dedicata al libro.

“Non c'è nessun "dopoguerra".
Gli stolti chiamavano "pace" il semplice allontanarsi del fronte.
Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro.
Oltre la prima duna gli scontri proseguivano.
Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d'acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra.
Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani.
Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di 'libertà", "democrazia", "qui da noi", mangiando i frutti di razzìe e saccheggi.
Difendevano la civiltà da ombre cinesi di dinosauri.
Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi.
Difendevano l'ombra cinese di una civiltà.
Difendevano un simulacro di pianeta.”

Primavera 1954. Che ci fa in Dalmazia Stefano Zollo, italoamericano di Brooklyn, braccio destro di Salvatore Lucania alias "Lucky Luciano"? E perché il suo destino è legato a quello di un televisore McGuffin Electric trafugato in una base militare americana?

Primavera 1954. Che ci fa in Dalmazia Robespierre Capponi, barista bolognese, idolo delle balere cittadine? Chi sono i misteriosi figuri che aprono il fuoco su Robespierre e forse ce l'hanno con suo padre, già disertore dell'esercito italiano, partigiano in Jugoslavia e amico del dissidente Milovan Djilas?


Primavera 1954. Che ci fa su un'isoletta della Dalmazia... Cary Grant, ritiratosi dal cinema un anno e mezzo prima?

Primavera 1954: "Dopo qualche settimana, Frances era tornata a visitarli. Avevano con lei strazianti colloqui, dai quali uscivano devastati. No, non la Frances del '54, sfiancata dal manicomio. Era la Frances del '37, la nuova attrice bellissima e selvaggia, la ragazza che non credeva in Dio ed era stata in Russia [...] Tornava a loro sorridente, ma rammentando che non avevano detto una sola parola contro i suoi persecutori. "

Un romanzo sulla dignità e sul parlare coi morti, tra guerra fredda, show biz ed economia politica dell'eroina.

Confermo, 54 è tutto questo, Wu Ming ha deciso di “nominare” l’anno 1954 come un ipotetico anno che ha dato il via all’epoca moderna, è un’epoca in cui ogni certezza passata, la certezza delle ideologie che avevano fatto la storia fino ad allora, non c’è più, perfino gli idoli, come Cary Grant, hanno vita dura. Ciò che muove questa società è la droga, i burattinai sono i boss del crimine organizzato, Bologna, Napoli, New York, Trieste, Hollywood, Costa Azzurra e Unione Sovietica, la strada della droga si muove veloce tra ex partigiani, agenti segreti, narcotrafficanti e un televisore marca McGuffin Electric “imbottito” di droga! Televisore simbolo evidente di questa nuova epoca, del progresso, un TV “animato” in grado di interagire … è un modello Deluxe, largo ventotto pollici per ventiquattro di altezza, con cinescopio rettangolare da diciassette, ed è disponibile in diversi colori…

Mi ha fatto sorridere l’idea di Cary Grant assoldato dai servizi segreti americani che lo inviano in “missione” da Tito in Jugoslavia e poi a Napoli c’è Kociss, il soprannome di Salvatore Pagano che uscito di galera accompagna Lisetta dai soldati americani per prostituirsi, c’è la morte di De Gasperi, l’Indocina. C’è il 1954 vero e il 1954 di Wu Ming.

Il romanzo è diviso in due parti per un totale di ben 110 capitoli e così tanti personaggi che viene spontaneo dividerli per Paese o città, per raccapezzarsi, un libro scritto da cinque persone, originale e pieno di sorprese, si legge in fretta, esilarante per alcuni versi e ci si dispiace quando si arriva alla fine.

Wu Ming – 54 – Einaudi 2002

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