Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
20 Giugno Giu 2017 1809 20 giugno 2017

Mrs May, islamofobia e fondamentalismo islamico non sono la stessa cosa: i violenti della seconda fazione la vogliono morta

Mayt

Theresa May, Primo ministro britannico, ha equiparato l'islamofobia al fondamentalismo islamico. Lo ha fatto ieri, esecrando l'attentato anti islamico compiuto poco dopo la mezzanotte di domenica da un 47enne di Cardiff, Darren Osborne. Il gallese ha fatto esattamente quello che qualche giorno addietro avevano fatto dei fondamentalisti islamici contro gli "infedeli", nella stessa città, Londra: scagliarsi con un furgone sui passanti.

Lo ha fatto sul marciapiede di Seven Sisters Road, solo che i passanti questa volta non erano "idolatri"da uccidere, come intimano di fare i "versetti della spada" della Sura IX del Corano. No, questa volta erano i fedeli musulmani che uscivano dalla moschea di Finsbury Park, dopo le preghiere del Ramadan. Un morto, probabilmente per un malore, ed una decina di feriti.

A salvare Osborne da un linciaggio è stato l'imam della moschea, Mohammed Mahmoud. E con questo abbiamo detto che le brave persone coraggiose, quelle probabilmente più vicine a Dio e certamente più vicine a percepire la sacralità della vita umana, non le distingui in base al credo.

Ma non è solo per queste persone che scrivo. È anche per i disgraziati, letteralmente, che salgono sui furgoni per investire il nemico confessionale. O per quelli che mai lo farebbero ma gioiscono se qualcuno lo fa.

Quelli che sui furgoni omicidi ci salgono, o mitragliano o accoltellano o si fanno esplodere, fingono due volte: la prima a se stessi, simulando di avere una confessione, la seconda agli altri, alle vittime, agli obiettivi della furia, fingendo di odiarli.

Questo gridava Darren Osborne tirato giù dal furgone a forza: «Odio tutti i musulmani, vi ucciderò tutti». «Questo è per Allah» gridavano i tre attentatori del London Bridge brandendo coltellacci da cucina e cinti da falsi esplosivi. Questo gridano tutti gli jihãdisti.

È evidente che nessun Dio creatore può gioire dell'ammazzamento di una sua creatura. Questa è teologia spicciola. Ma sufficiente a sgombrare il campo dall'idea che qualcuno, di entrambe le confessioni, possa agire per conto della Divinità, della sua grazia. Non ho parlato di "dsigraziati" a caso.

Però vorrei dire al Primo ministro del Regno Unito che tra islamofobia e fondamentalismo islamico esiste un'enorme differenza. Prego il lettore della massima attenzione.

Per il fondamentalismo islamico non tentare di islamizzare il luogo in cui si vive – a meno che non si sia in pericolo di vita – è miscredenza. Inviterei la signora May e tutti coloro che dicono che la maggioranza dei fondamentalisti non fa nulla ad apprendere e poi riflettere sul concetto di taqyiia: la possibilità, se non l'obbligo, di dissimulare la fede quando il non farlo porrebbe in pericolo grave e imminente.

Il fondamentalista islamico ha il dovere di islamizzare? Se gli è possibile sì. In assoluto sì. È compatibile questo con uno Stato che garantisce la libertà confessionale? No. Di questo occorre tenere conto. Il presupposto del dialogo va creato, se non si riesce a crearlo, imposto. Finché si è in tempo.

Tutti i fondamentalisti sono disposti alla jihãd, la guerra santa violenta contro gli infedeli? No, Certamente no.

Dirò di più, l'attuale terrorismo che insanguina le nostre strade e che si definisce islamico non ha alcun rapporto con autorità religiose islamiche. È compiuto da giovani immigrati di seconda e terza generazione che disperano di uscire dall'anonimato dei sobborghi in modi differenti dal crimine a motivazione religiosa.

C'è chi li educa a fare questo e ci riesce. Nel giro di pochi mesi. Andiamo a prenderli. Il fatto che insegnino la morte nelle moschee non li rende islamici. Chiedo a tutti i musulmani: perché li tollerate? Perché seppure non violenti siete fondamentalisti? Quanti altri morti innocenti vi occorrono perché vi accorgiate che il fondamentalismo è già violenza?

Allora i casi sono due. O vi rinunciate, al fondamentalismo, e presto, almeno qui in Europa, o la risposta sarà il fondamentalismo cristiano. Di cui la storia ci assicura che quanto a violenza non ha da imparare da nessuno.

Vorrei non avere descritto come andranno le cose se gli islamici non rinunceranno alla volontà di islamizzazione.

A presto.

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