Elisabetta Favale
E(li's)books
22 Giugno Giu 2017 0731 22 giugno 2017

Matteo Pericoli e l’architettura delle Notti Bianche di Dostoevskij

Dostoevsky Elevationsmall Size

Oggi vi voglio parlare di Matteo Pericoli, il fondatore di un laboratorio speciale, il Laboratory of Literary Architecture.

Cosa fa esattamente? Trasforma i libri in progetti di architettura.

Nel sito del laboratorio dice: “quante volte leggendo un libro avete avuto l’impressione di trovarvi all’interno di una costruzione? Di una struttura? Non solo nel senso di struttura architettonica ma anche nel senso di spazio letterario! Le metafore dell’architettura spesso sono usate per descrivere la letteratura, si dice, ad esempio, architettura del romanzo, parimenti, ogni progetto architettonico ha una struttura narrativa. Il laboratorio di architettura letteraria non fa altro che esplorare le storie senza ricorrere alle parole, ne sviluppa e narra gli spazi”

Poi cita Alice Munro quando dice che:

“A story is not like a road to follow … it’s more like a house. You go inside and stay there for a while, wandering back and forth and settling where you like and discovering how the room and corridors relate to each other, how the world outside is altered by being viewed from these windows. And you, the visitor, the reader, are altered as well by being in this enclosed space, whether it is ample and easy or full of crooked turns, or sparsely or opulently furnished. You can go back again and again, and the house, the story, always contains more than you saw the last time. It also has a sturdy sense of itself of being built out of its own necessity, not just to shelter or beguile you.”

Quello che la Munro vuol dire è che una storia non è come una strada ma è più come una casa in cui entri e rimani per un po’ vagando da una stanza all’altra, scoprendo i corridoi guardando come il mondo esterno appare dalle finestre, il lettore stesso risulta diverso in questo spazio in cui può tornare più volte e riscoprire ogni volta aspetti diversi.

Una storia che Pericoli ha disegnato è Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, la storia di questo romanzo breve la conosciamo tutti: il protagonista è un uomo solitario, un sognatore che gira di notte nella San Pietroburgo della metà dell’Ottocento, durante una delle sue passeggiate incontra una giovanissima ragazza, Nasten'ka e con lei, nelle quattro notti in cui si snoda la storia, riscopre il sentimento dell’amore.

Un incontro di due solitudini, di due vite vissute nel disagio sociale e nella delusione dell’amore non ricambiato.

Su questo tema Pericoli ha disegnato una San Pietroburgo molto particolare, sui sentimenti del protagonista che per un attimo ha la sensazione di farcela, di poter uscire dalla solitudine sperando in un amore ricambiato invece Nasten'ka ritrova il suo di amore e a quel punto ogni speranza per il nostro sognatore diviene vana.

“Il grattacielo si alza con fatica dalla città. Con questa inclinazione, ben inferiore ai 45 gradi, il peso grava ancor di più sul tessuto urbano. Nell’ascesa, ognuno dei quattro elementi che lo compongono vanno alleggerendosi, diventando così sempre più aerei. Visto dall’alto, il grattacielo sembra non esistere, perché la sua massa volumetrica insiste sui vuoti della città. Da lassù, la sua forma coincide con quella delle strade e delle piazze, degli angoli e dei viali – è come se si mimetizzasse.

All’apice della successione dei quattro volumi c’è un piccolo ulteriore elemento – una sorta di terrazza o belvedere: un punto di vista su una città ormai lontana e offuscata, da dove, in solitudine, potremo intravedere l’ultimo raggio di sole prima del crepuscolo.”

In quanto al consiglio di oggi è chiaro:

Le notti bianche - Fëdor Dostoevskij – Mondadori

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