Rosario Pipolo
L'ambulante
22 Giugno Giu 2017 0830 22 giugno 2017

Social (R)evolution degli Schenardi di Genova: quando il farmacista non va in vacanza

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A guardarla così sembra una famiglia felice di una fiction televisiva. In realtà di una famiglia "felice" si tratta, ma ha a che fare con i social network. Vi dice qualcosa Farmacia Serra Genova? Provate a rovistare tra le scartoffie di Google o nella lentina di Twitter con @farmaciaserrage e risolverete il rebus. Si tratta di Edoardo e Maddalena Schenardi, i farmacisti più social d'Italia, con prole annessa.

Qui siamo a Genova e non in una di quelle botteghe d'oltremanica che iniziarono a cinguettare solo per allungare la vetrina del proprio business. Nel mio ultimo viaggio in Inghilterra mi accorsi che persino il vecchio D.R. Harris, il farmacista più antico di Londra specializzato in prodotti per la pelle e frequentato da Sua Maestà, aveva indossato con aplomb anglosassone il soprabito social.

Di certo il farmacista non è più quello ultra-vintage in cui i nostri nonni andavano a procurarsi la famigerata stecca di liquirizia né tanto meno può essere uno smanettone che fa il piazzista tra la bacheca di Facebook e la timeline di Twitter.
La social evolution di Farmacia Serra di Genova, pardon chiamiamola pure social revolution, non si è limitata a rendere due farmacisti punto di riferimento autorevole per la Rete in materia - lanciate un tweet, Edoardo e Maddalena vi tolgono l'amletico dubbio - quanto a concretizzare un valore sociale all'attività online.

Negli oltre 30 mila tweet diffusi dal 2009 ad oggi dal loro account ce ne sono una marea a supporto della stessa comunità ligure. Durante le alluvioni che hanno messo in ginocchio Genova tra il 2011 e il 2014, @farmaciaserrage è stato tra gli account twitterini più attivi e costanti a supportare la diffusione di informazioni di pubblica utilità o a segnalare le esigenze dei più bisognosi.

I social network sono anche fertilizzanti di volgarità e narcisismo indigesto. Vale la pena qualche volta segnalare angoli d'Italia in cui l'equilibrio tra autenticità e attività professionale li tutelano come territorio di evoluzione e sano confronto.
E' proprio il caso di dire che "il farmacista non va in vacanza", non tanto per la sottrazione al sacrosanto diritto del meritato relax estivo, quanto per la generosità nel restare a disposizione della community al di là di tutto.

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