Alberto Ciapparoni
ilGraffio
11 Luglio Lug 2017 1650 11 luglio 2017

Dagli al fascista

Casapound

Vi ricordate l’arco costituzionale? Era quel ragionamento/sistema in virtù del quale il Movimento Sociale di Giorgio Almirante era totalmente escluso dalla vita politica italiana. Il Msi prendeva voti, che poi erano di fatto congelati. Era la pregiudiziale antifascista. Adesso sembra tornata di moda, e alla grande. Questa volta però nel mirino non c’è un partito in particolare, bensì soprattutto siti, correnti, espressioni via web, e i saluti romani, anche se l’obbiettivo è puntato naturalmente pure su formazioni come Casapound e Forza Nuova. C’è anche una proposta di legge, avanzata dall’esponente Dem Emanuele Fiano, volta specie a reprimere la 'Rete nera'. Il pensiero unico non li vuole. Ma il pensiero unico non è una ricchezza di un Paese. Anzi. Voltaire diceva: “Non la penso come te ma darei la vita per farti dire quello che pensi": questa è la vera forza di una Nazione. Il politicamente corretto, questo sì, è un male, visto che bolla subito di per sé come un fascista chiunque la pensi diversamente dalla presunta maggioranza. Che logica liberale è? Eppoi, che senso ha? E ancora: se esiste, come esiste, un negozio, che vende oggetti che richiamano la Decima Mas, che facciamo, vogliamo chiuderlo, vogliamo impedire la libera impresa? E come lo spieghiamo a chi è un collezionista, e non un seguace oppure un fan? E perché non vietare allora pure la vendita comunista? La furia del pensiero unico vuole abbattersi anche sulla cosiddetta cerimonia del presente: sì, è vero, ricordare in questo modo i morti degli anni Settanta è ormai una vecchia consuetudine del mondo della destra radicale, ma è un rito che viene da lontano: dai legionari di D’Annunzio e ancora prima dal Risorgimento. Davvero abbiamo paura di un corteo che marcia al rullo dei tamburi e che culmina con il rito dell’appello?

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