Elisabetta Favale
E(li's)books
11 Luglio Lug 2017 0857 11 luglio 2017

Wuh! di Andrea Paolucci

Wuh Copertina HD

Vista la mia passione per i racconti vi do una anticipazione di un libro che ho sul comodino! E' una raccolta di racconti di Andrea Paolucci dal titolo molto molto intrigante!

Vi regalo uno stralcio del racconto Un amico non è per sempre

Stavo tornando da un solitario weekend al mare quando mi squillò il cellulare, non ero uno di quelli che in auto rispondono come sul divano di casa e non ero neanche provvisto di auricolare, perciò accostai, senza però mettere la freccia. Gli accidenti dell’auto dopo di me filarono via insieme alla sua velocità troppo elevata. Il ritorno da un weekend al mare, evidentemente, è il presagio della settimana che verrà. Il telefono continuava a chiedere attenzione tramite la mia suoneria gradevole e poco pedante: il Tuca Tuca della Carrà. Il nome che lessi sul display già puzzava di rogna però: Scabbia, l’amico che tutti vorrebbero non avere. Scorsi un attimo il panorama circostante, così, tanto per ricordarmi com’era prima dell’avvento di chissà quale catastrofe improvvisa e fulminante. Non era poi tanto interessante: una distesa di fabbriche ed edifici abbandonati, adornata di tanto in tanto da qualche pino secolare. Alzai gli occhi al cielo sperando che il Tuca Tuca smettesse di ballare, ma incessante Scabbia lo faceva suonare e disprezzare. Il cielo era plumbeo e crepuscolare, poco rassicurante e in attesa di precipitare su di me. Come Scabbia, appunto.

— Faro, cazzo, hai deciso che devo scontare qualche fottuto screzio! — urlò Scabbia gorgogliando sul finale come una tromba marina.

Mi scappò una risatina nervosa mentre in automatico gli occhi notarono sul vetro le prime gocce di pioggia.

— Non trovavo il telefono, tutto qua —, risposi con calma assennata respingendo l’attacco con maestria.

— Bravo, sei una merda —, commentò Scabbia con affetto, — il tuo migliore amico sta nei casini e tu giochi a nascondino col telefono —, terminò poi offeso.

Il fiato mi si bloccò in gola non per il guaio annunciato, ma per la premura di Scabbia verso la nostra amicizia. Cosa c’era d’aggiungere a quella dichiarazione falsa, gratuita e inaspettata?

Niente.

— Pronto… Faro… ci stai ancora, cazzo! — chiese Scabbia per sincerarsi che non fossi scappato in un posto sperduto e impervio.

— Ci sono… tranquillo —, risposi dopo qualche tragico secondo introspettivo.

...

Andrea Paolucci - Wuh! - Gorilla Sapiens Edizioni

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