Rosario Pipolo
L'ambulante
21 Agosto Ago 2017 0800 21 agosto 2017

Jerry Lewis era già morto nell'indifferenza dell'America

Jlewis

La maschera multiforme di Jerry Lewis è stata il vero volto degli Stati Uniti d'America lungo il corso del Novecento. La pasta argillosa sugli zigomi di Charlie Chaplin e il ventriloco della tristezza nelle pupille di Buster Keaton si sono mescolate nei furibondi giochi facciali che hanno reso "Picchiatello" uno dei più grandi comici del XX secolo.

Jerry Lewis morto ieri alla veneranda età di 91 anni? No, Lewis era già morto e l'America aveva assistito con indifferenza ai suoi funerali perché, diciamocelo con franchezza, la sua genialità surreale e avanguardista era stata sostenuta dagli applausi del pubblico europeo.

Jerry Lewis era già morto quando gli USA videro scivolare tra le dita il sogno Rooseveltiano, dissipato oltre lo steccato dei siparietti irresistibili costruiti con Dean Martin all'alba degli anni '50.

Jerry Lewis era già morto quando l'idillio della provincia americana si era trasformato in fertilizzante della decadenza, abbattendo ogni certezza della famiglia borghese triturata nelle inquadrature di Il ragazzo tuttofare e Le folli notti del dottor Jerryll.

Jerry Lewis era già morto quando l'America si era impantanata nel bagno di sangue della guerra del Vietnam senza accorgersi di essere pilotata dal peggior Presidente di tutti i tempi, Richard Nixon: Jerryssimo e Scusi, dov'è il fronte?.

Jerry Lewis era già morto prima che la folgore pirotecnica dell'America reaganiana triturasse nelle sue coliche la diarrea del Trumpismo e della casta sconfitta senza rivincita di Hillary Clinton.

Re per una notte di Martin Scorsese e Arizona Dream di Kusturica restano perle cinematografiche d'autore perchè hanno fatto della maschera la sembianza umana dell'artista, messosi alla ricerca di sé stesso fingendo di fare l'idiota.

La maschera Jerry Lewis era già morta al cospetto di chi ne ha fatto un lassativo per ridacchiare qualche ora e darsela a gambe dalla serietà della vita. L'artista resterà sospeso su noi che ci siamo rispecchiati in lui con una sacrosanta consapevolezza: dietro l'idiozia si nasconde la drammaticità della vita.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook