Giuseppe Trapani
Promemoria
22 Agosto Ago 2017 1135 22 agosto 2017

Ischia, il terremoto e quell'ovvio che non si riesce a fare

Ischia

Ennesimo terremoto in Italia che provoca crolli, molti feriti, alcune vittime e -ansia di queste ore - si lotta contro il tempo per estrarre bambini dalle macerie.

In una apparente serata di mezza estate , mentre ad Ischia va indigesta la cena, nel nostro paese si torna a parlare dell’ovvio che non ci si capacita a realizzare: come è possibile - si chiedono gli esperti - che un terremoto di intensità bassa (per cortesia non facciamo paragoni con i recenti eventi sismici degli ultimi anni) sgretoli case, chiese ed edifici pubblici? Come non aver accantonato discussioni di mediocre livello politico (peraltro divisivi e distorte) per mettere in modalità “priority” una legge perentoria che obblighi da oggi (Renzi direbbe “Adesso”) la certificazione anti-sismica che vincoli tutte le costruzioni alla sicurezza di chi ci mette piede? Dobbiamo aspettare per sfinimento che arrivi un evento cosiddetto “ big one “ - e nell’ordine delle probabilità parliamo di un conto alla rovescia con tempi ahinoi non prevedibili oggettivamente - per arrivare ad un piano di tal genere per l’Italia?

«Abbiamo scoperto che ci sono 2,5 militari stanziati per prevenire il dissesto idrogeologico che non sono stati utilizzati»

il ministro Graziano Delrio - meeting CL di Rimini 21 agosto 2017

Passatemi una battuta (forse corrosiva) ma è inutile parlare di Ius senza “soli”, cioè quando a mancarci è la terra sotto i piedi: se proprio la politica vuole fare un servizio serio ai cittadini ponendo questioni che non ammettano strumentalizzazioni di destra o sinistra, allora i quasi mille parlamentari ancora in vacanza - salvo ospitate nei talk show estivi avendo sullo sfondo il salotto dei loro resort - potrebbero fare valigia come gli ischitani in fuga e tornare a Roma per approvare in meno di una settimana regole che non hanno colore né tornaconto di partito. Il terremoto - sfortunatamente per loro - non viene anticipato da una lettera dei burocrati di Bruxelles o del Fondo Monetario.

La terra se ne frega del nostro autolesionismo distruttivo perciò essa trema da sempre e per ragioni pre-politiche. Un assunto che da un lato urta le mediocri coscienze di tutti noi irrimediabilmente inadeguati a capire la logica della geofisica, sulla base della quale non si costruisce sul cemento impoverito giocando sulla roulette russa del territorio. Quanti proprietari - oggi sfollati - rimpiangeranno di aver barattato la sicurezza di se stessi e delle loro famiglie per mettere su case friabili e godersi vacanza cool nell’isola? E dall’altro quanti amministratori locali si pentiranno di aver firmato autorizzazioni edilizie non conformi alla situazione del loro territorio?

Sono le ore della fase “rescue” che impone più azione che pensiero e la protezione civile - che dio la benedica - nel giro di poche ore salva le vite e cura chi ha bisogno. Ma vi è un pezzo di paese che dovrebbe fare un pensierino a tornare nella capitale e approvare bipartisan la certificazione antisismica, renderla obbligatoria e non facoltativa, ricordandosi le parole rilasciate da quel sapiente “rompiscatole” Aldo De Chiara che al corriere pronuncia uno sconfortante promemoria sul rapporto terremoto e sicurezza edilizia:

«In molti casi è stato accertato che viene utilizzato cemento impoverito. E noi avevamo lanciato l’allarme sul rischio di crolli anche in caso di scosse non particolarmente forti. Purtroppo quello che denunciavamo è successo ieri sera». E sulla situazione ad Ischia è abbastanza netto sui fatti: «L’isola è gravata da una serie di vincoli e tutte le costruzioni degli ultimi anni sono in gran parte fuori legge. Entro i 500 metri dal mare c’è un vincolo di inedificabilità assoluta. Ci sono poi i vincoli idrogeologici. Ricordo che alcuni anni fa ci fu un grosso temporale proprio a Casamicciola che provocò una frana e la morte di alcune persone. Anche in quel caso per il mancato rispetto della legge».

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