Alberto Ciapparoni
ilGraffio
7 Settembre Set 2017 1653 07 settembre 2017

#Raggi chiama #Palermo, #Palermo chiama #Italia?

Virginia Raggi

Era il giugno del 2016 quando Virginia Raggi si è insediata al Campidoglio. A distanza di quindici mesi e al netto di tutte le giustificazioni possibili, il fallimento dell’amministrazione grillina alla guida della Capitale è sotto gli occhi di tutti. Pochi giorni fa in un’intervista Alessandro Gassman ha affermato: “Le condizioni della Città Eterna la fanno peggiorare sempre di più. I fatti e il degrado parlano da soli”. Ed è proprio così: chi vive a Roma lo sa e lo affronta eroicamente tutti i giorni. Sosta selvaggia, tavolino selvaggio, il traffico in perenne crescita, gli scioperi selvaggi, la sporcizia dilagante, vandalismo e writers impuniti, l’invasione dei pullman nel Centro Storico, il moltiplicarsi degli sbandati, la mancata manutenzione anche ordinaria, la crisi dell’Atac, un governo capitolino in continuo cambiamento nella sua squadra di assessori…nulla è mutato. Anzi, se possibile, è peggiorato sotto la giunta targata Movimento Cinque Stelle. Adesso la domanda è una sola, e sorge spontanea, come si dice in questi casi: Roma chiamerà Palermo, e Palermo chiamerà Italia? Nel senso che: i disastri romani avranno influenza, o meno, prima sul voto per il nuovo Presidente della Sicilia il prossimo 5 novembre, quindi sul voto nazionale della primavera prossima?

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