Rosario Pipolo
L'ambulante
25 Settembre Set 2017 0700 25 settembre 2017

Claudio Baglioni e le chiavi in mano del Festival di Sanremo 2018

Claudio Baglioni Sanremo 2018

Reminiscenza da corridoio dell'industria musicale: Claudio Baglioni, nel lontano '74, ritrovò sul palco del Festival di Sanremo Gianni Nazzaro cantare il suo brano A modo mio senza preavviso da parte della casa discografica. La leggenda vuole che quel dente avvelenato contribuì al deterioramento e al divorzio definitivo dalla RCA di quarant'anni fa.

Dalla golden age della prepotenza dei discografici al Festival di Sanremo siamo arrivati al tempo del cantautore "factotum" e monumentale: Baglioni è stato incoronato direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2018.

Il rumore sui social network dello scorso weekend vale poco e niente, perché ormai cavalchiamo il trend del "gioco delle parti": se un youtuber scrive libri e canzonette liquefatte, perché un cantautore della vecchia guardia non potrebbe avere le chiavi in mano del circo sanremese?

Claudio Baglioni "schivo e appartato" sembra una cianfrusaglia nostalgica agli occhi di chi non ha i capelli brizzolati. Per dirla alla Charlie Chaplin "il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca".
E fu proprio da un silenzio riflessivo a venir fuori quella da me definita "La trilogia del solstizio della vita", Strada Facendo-La vita è adesso-Oltre, che riscattò una volta e per tutte il Baglioni del "passerotto non andare via" dagli snobismi precotti degli intellettuali ex sessantottini e di chi voleva in Italia soltanto canzoni politicamente impegnate.

Oggi bisogna mettersi in gioco. Lo aveva capito anni addietro Fabio Fazio che convinse l'amico Claudio a far scoppiettare "lo showman" nascosto in lui. La RAI fa qualche conticino con il pallottoliere dell'audience ed è pronta a riproporci il Baglioni over 60 nel bis di "Anime in gioco"?

Comunque andrà l'avventura a Sanremo del cantautore romano, noi con i capelli brizzolati preferiremmo il Baglioni "schivo e appartato" con un bel progetto discografico dei tempi andati.
Pardon, questo non è il "decennio del silenzio". Abbiamo fatto arrugginire in una soffitta salisburghese una perla di saggezza di Mozart: "Parlare bene ed eloquentemente è una gran bella arte, ma è parimenti grande quella di conoscere il momento giusto in cui smettere".

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook