Claudio Scaccianoce
Adrenalina e motori
5 Ottobre Ott 2017 1401 05 ottobre 2017

Never give up!

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Due parole, scambiate a margine della tappa mantovana del Campionato Italiano, con David Philippaerts (responsabile tecnico) e Fabio Tognella (responsabile della comunicazione) del Team Motocross ASTES4 -TESAR Yamaha Official EMX250.

L’ultima volta che ci siamo visti con un registratore alla mano eravamo in provincia di Varese, alla festa di presentazione del vostro Team. Avevate grandi ambizioni e grande voglia di dimostrare il valore della vostra organizzazione. Adesso siamo alla fine della stagione e proviamo a tirare un consuntivo. Eravate fiduciosi ed agguerriti. E adesso?

FABIO: Adesso posso dirti che abbiamo messo i piedi per terra. Ci siamo resi conto che quando accadono determinati eventi, anche la migliore organizzazione e le migliori doti tecniche non bastano. Abbiamo avuto una serie di infortuni incredibile, fino dalla pre season. Prima si è infortunato Maxime Renaux, poi subito a seguire è arrivato l’infortunio di Roan Van De Moosdijk ed a metà stagione si è fatto male anche Kãrlis Sabulis.

E’ stata una stagione fatta tutta in salita; David ha dovuto cominciare daccapo con la preparazione ed i ragazzi dovevano rimotivarsi; quando si rientra da un infortunio non è semplice ritrovare stimoli e concentrazione. Comunque un po’ di risultati sono comunque arrivati; un podio all’Europeo, alcuni risultati discreti all’Italiano. Certo molto molto meno di quanto ci aspettavamo.

foto Francesco Scaccianoce Photography ©
Roan Van De Moosdijk

Guardiamo con convinzione alla prossima stagione.

David, in ogni caso il progetto Yamaha era impostato non solo sulla stagione appena trascorsa ma prevedeva una durata pluriennale. Il primo anno è andato storto, la sfiga quest’anno ha deciso di andare a spasso sulle moto blù, ma ora si riparte. Il progetto rimane sempre valido, il riscatto può iniziare.

Ma certo, nulla di compromesso in senso assoluto. Il mio parere tecnico è che se non avessimo avuto tutti quegli infortuni oggi saremmo a parlare quanto meno di un piazzamento a podio nell’europeo. Ma si sa, la mala sorte gira e non ascolta nessuno. Peccato, peccato perché avevamo già da questa prima stagione grandi potenzialità. Si sono fatti male tutti e tre i nostri piloti ed abbiamo dovuto correre ai ripari cercando di rimpiazzarli in corsa. Guardiamo con convinzione alla prossima stagione.

Roan ha dimostrato un grande talento

Anche se in modo parziale hai comunque avuto l’opportunità di vedere questi tre piloti all’opera in spezzoni di stagione agonistica. Ti hanno convinto?

DAVID: Si può sempre migliorare. Roan ha dimostrato un grande talento, pur avendo tutto sommato poco tempo per gli allenamenti. Non dimentichiamo che sino a quest’anno andava a scuola e la mattina non era mai disponibile. Era un impegno importante, una specie di lavoro che gli ha impedito di prepararsi al 100%. Nonostante l’infortunio ha fatto vedere di che stoffa è fatto e siamo molto soddisfatti di lui.

Gli altri due piloti che hanno corso con noi quest’anno nella prossima stagione saranno avvicendati da altri ragazzi. Vedremo come saranno i nuovi piloti e vedremo come valorizzarli al meglio. Ogni anno si fa esperienza ed ogni anno ci si deve migliorare.

foto Francesco Scaccianoce Photography ©
David Philippaerts

Ed il Guerriero? Soddisfatto delle sue gare e della stagione? Mantova gara 1 è stata un po’ incasinata, fuori subito. In gara 2 abbiamo visto il solito Philippaerts indomabile e determinato al massimo, con i “giovani” che non riescono a stargli sulla coda. Ne ho parlato anche con Alessandro Lupino e sembra proprio che i ragazzi che devono raccogliere la vostra eredità non siano forti come eravate e siete voi.

DAVID: Non è una sorpresa, in Italia è sempre stato così. Prima c’erano Puzar e Chicco Chiodi, poi Cairoli Lupino e Philippaerts, ed adesso c’è una “pausa”. Ma altri tre-quattro talenti italiani arriveranno di sicuro. Una certa mancanza di continuità non è però un fenomeno solo italiano; guarda la Francia che per correre il Nazioni ha dovuto prendere un pilota che fa l’enduro!

Le diverse generazioni arrivano, passano e vanno. La nostra generazione sta finendo, con Cairoli che vince ancora il mondiale e con me che, nonostante la mancanza di allenamento, la rottura delle moto e l’impegno di responsabile tecnico del Team, riesco ancora ad arrivare secondo nel Campionato Italiano alle spalle del Lupo. Siamo un po’ a corto, ma secondo me ciò di cui siamo veramente scarsi è la voglia. Vedrai comunque che nei prossimi quattro-cinque anni arriverà qualcuno capace di battersi bene anche a livello mondiale. E’ una questione generazionale, la generazione subito dopo la nostra non da certezze; farà meglio quella dopo ancora.

Noi abbiamo la migliore struttura per affrontare al meglio l’Europeo.

Nella prossima stagione rivoluzione in MX2. Le case ritirano i team ufficiali (HRC, Suzuki e Kawasaki) ed il campionato rischia di diventare ancora di più un campionato di “seconda fascia”. Per contro il campionato Europeo potrebbe rivelarsi la vera vetrina per i migliori giovani talenti, meno stimolati a fare un mondialino MX2.

DAVID: L’Europeo è diventato veramente tosto. Poi non avendo vincoli di età può essere punto di confluenza di diversi talenti. Si rischia di avere un mondiale MX2 senza abbastanza piloti. Anche la MXGP è impegnativa, molti non trovano la moto con cui correre, perché è un campionato molto costoso da sostenere. E’ un tema difficile da trattare, io preferisco parlare della nostra realtà. Noi abbiamo la migliore struttura per affrontare al meglio l’Europeo. Non è solo una mia valutazione ma è una valutazione condivisa da molti addetti ai lavori.

Dobbiamo miglioraci con nuovi piloti e non avere infortuni e poi potremo candidarci al podio europeo e, perché no, anche mondiale.

La scommessa la rilanciamo, come l’avevamo lanciata mesi fa alla presentazione del team?

FABIO: Certo. Non ci manca niente. Facciamo tesoro di tutte le esperienze vissute quest’anno, anche quelle negative, e ripartiamo. Tutte le squadre partono per arrivare prime e noi non siamo da meno. Lavoreremo sempre meglio, sempre più intensamente e sono certo che raccoglieremo il giusto premio. L’impegno paga sempre. Non credo alla sfortuna…ma visto che non ci credo dico che l’anno prossimo (mettendo in campo tutte le nostre capacità) ci attendiamo qualche credito extra dal destino!

foto Francesco Scaccianoce Photography ©
David Philippaerts

Grazie Fabio e David. Avanti tutta!

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