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13 Ottobre Ott 2017 1025 13 ottobre 2017

Il futuro delle rinnovabili? Si decide al Congresso della Cina

Rinnovabili Germania

Dal 18 ottobre gli occhi del mondo saranno puntati su Pechino dove si terrà il diciannovesimo Congresso del Partito comunista, il più importante momento politico ed economico del gigante asiatico. Un evento, quello che si tiene ogni cinque anni, che dato il peso specifico acquisto da Pechino sullo scacchiere internazionale è capace di influenzare i trend globali. Ovviamente questo discorso vale anche per il mondo dell’energia.

Il nucleo del Congresso è la pianificazione e l’investimento statale che restano la vera costante della politica economica del partito che governa il Paese. Politica economica che nell’ultimo decennio ha perseguito un obiettivo ambizioso ma necessario alla stessa conservazione del consenso del governo e della burocrazia statale, ovvero, condurre la transizione economica verso un modello più sostenibile sul lungo termine anche in termini di ambientali.

Già oggi Pechino è il primo Paese al mondo per produzione di energia solare e potenza eolica installata. La Cina ha, però, intenzione di fare molto di più e ha preparato un piano governativo molto dettagliato e ingentissimi investimenti per diventare una vera superpotenza delle energie rinnovabili per affrancarsi dalla dipendenza dal carbone.

Quando lo scorso anno La Cina ha presentato la bozza del suo tredicesimo Piano quinquennale, la strategia per lo sviluppo economico e sociale 2016-2020, incluse le politiche su clima ed energia, del Paese molti analisti hanno parlato del più “green” mai deciso dal governo cinese, introduce per la prima volta un limite al consumo di energia (5 miliardi di tonnellate equivalenti di carbone standard entro il 2020) e nuovi limiti per l'efficienza energetica e l'inquinamento atmosferico. Sono anche previsti ingenti investimenti nelle energie rinnovabili.

In base ad un’analisi del World Resources Institute, se gli obiettivi stabiliti dal piano quinquennale verranno raggiunti, la Cina potrà ridurre del 48% il livello di intensità di carbonio entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005 (l’intensità di carbonio si riferisce al rapporto tra le emissioni di CO2 e il PIL). In base agli accordi della Cop di Parigi, entro il 2030 la Cina si è impegnata a ridurre l’intensità di carbonio tra il 60 e il 65% rispetto ai livelli del 2005.

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