Elisabetta Favale
E(li's)books
12 Novembre Nov 2017 1623 12 novembre 2017

Emma e Charles Bovary a giudizio da Flaubert

Madame Bovary 1857 (Hi Res)

Stamattina leggendo la newsletter del New Yorker, mi sono imbattuta in un articolo in cui una insegnante di un college raccontava del dibattito instaurato con i suoi studenti sulla compassione di Flaubert nei confronti dei personaggi del suo Madame Bovary. Io non sono certa che il celebre scrittore provasse compassione per Charles ed Emma ma dovrei rileggere il libro per andare a cercare le prove a favore o contro la tesi dell'insegnante americana, ricordo bene invece il modo in cui Flaubert si è adoperato per costruire, pagina dopo pagina, il ritratto della Emma "malafemmena".

Quando Charles alzò per la prima volta gli occhi su Emma, a casa del padre di lei, la vide vestita di azzurro, un colore che indosserà spesso e che nella mente dell'autore rappresenta il segno premonitore dell'ambiguità della personalità di Emma e la sua sconveniente sensualità.

Flaubert ci racconta di una donna avvezza all'inganno, Emma lascia intendere al lettore di essere una giovane pudica e ingenua con il sogno di sposarsi e formare una famiglia in cui svolgere il ruolo di moglie devota e sincera. Nonostante questo aspetto etereo, la pelle bianchissima, i piedi piccoli da parigina, la pettinatura raffinata, Emma portava un occhialetto di tartaruga, come gli uomini, particolare anche questo di cui si servirà l'autore per mettere in guardia il lettore nei confronti di questa donna.

Cresciuta in un convento di Orsoline, Emma aveva trovato il modo di sfuggire al controllo delle suore per leggere libri d'amore e la stessa religione, lo stesso rapporto che aveva con Cristo, aveva per lei un che di sensuale, Cristo era lo sposo celeste, l'amante celeste.

Insomma, mi sembra che più che compassione il caro vecchio Flaubert si sia seriamente impegnato a dipingere il ritratto di una donna destinata a perdersi.

Il matrimonio di Emma con Charles sarà una farsa fin dall'inizio, matrimonio destinato a esaurire le sue potenzialità quasi subito, vi ricordate la scena di lei che butta nel fuoco il suo bouquet da sposa? Lo fa dopo essersi punta con il filo di ferro che lo teneva insieme. Emma si punge spesso durante la storia, come la bella addormentata le punture sono il simbolo del letargo del matrimonio in cui la giovane è piombata e da cui si desterà solo grazie al bacio dell'adulterio.

Flaubert mette sulla strada di Emma prima Léon che sarà solo una anticipazione per arrivare poi all'entrata in scena di Rodolphe che trasformerà Emma in una delle protagoniste dei romanzi d'amore che tanto aveva desiderato emulare.

Più ripercorro la storia e meno compassione ci trovo, Flaubert farà morire Emma lentamente, racconta tutte le fasi del supplizio della donna e non è questione di essere "realisti" come l'insigne scrittore voleva far credere, no, mi sembra piuttosto che si sia impegnato per giustiziare pubblicamente la sua protagonista. Emma sarà descritta in modo decisamente grottesco anche dopo la morte, ci dirà che aveva le tempie "sfregiate" per esempio, farà in modo che susciti disprezzo più che pena.

In quanto a Charles sarà dipinto come un povero stupido incapace di liberarsi di questa donna di cui nonostante tutto non si sentiva degno, povero Charles, vittima di questa crudelissima moglie che non esitò a distruggere la sua autostima definitivamente quando gli accadde di sbagliare l'intervento al piede dello stalliere. Di fatto, in tutta la storia l'uomo è Emma, Charles non ha gli attributi per tenerle testa e farsi valere.

Se Flaubert voleva raccontare una storia attenedosi ai canoni del verismo io dico che non ci è riuscito, ha scritto un romanzo magnifico per celebrare la sua condanna dei protagonisti della storia, soprattutto ha "crocifisso" Emma e deriso Charles.

That's it! Non so se scrivere alla professoressa del New Yorker!

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