Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
20 Novembre Nov 2017 1412 20 novembre 2017

Forum Mondiale per la Democrazia a Strasburgo (8-10 Novembre 2017)

Grazie a Caterina Zadra (biografia a fine articolo) che torna a scrivere con un pezzo sul Forum per la Democrazia di Starsburgo.

Democrazia, Europa, Partecipazione Civica, Partiti Politici e Nuovi Media. Questi i temi principali affrontati dal Forum mondiale per la democrazia 2017, un incontro che si tiene ogni anno a Strasburgo, in Francia, per discutere le complesse sfide che attendono le democrazie e promuovere l'innovazione democratica. Il Forum è ospitato dal Consiglio d'Europa e riunisce membri della società civile, leader politici e rappresentanti di imprese, università, media e privati. Il concetto del Forum è che le sfide della democrazia del 21° secolo devono essere affrontate con mezzi del 21° secolo, usando il potere della comunicazione in rete e sfruttando l'innovazione sociale e politica dal basso. Gli scambi che si svolgono durante le riunioni del Forum mondiale si concentrano su iniziative della vita reale di autorità pubbliche o della cittadinanza attiva. Il tema scelto per quest’anno è "Il populismo è un problema?". I vari approfondimenti si sono concentrati su una crescente disconnessione tra cittadini ed élite politiche, sui drastici cambiamenti nell'ecosistema dei media e su come nuovi attori e media emergenti offrono nuove opportunità per i cittadini di partecipare alla vita politica.

Quasi 200 relatori, oltre 2000 partecipanti da tutto il mondo, equità di genere nella scelta dei relatori. Molto interessanti le tematiche sviluppate:

  • dalle “fake” ai fatti: come rafforzare i legami tra ricerca, politica e società per lottare contro il populismo?
  • quali risposte ai discorsi e alle azioni populiste anti-migranti?
  • uguaglianza tra i generi e autonomia politica delle donne
  • 13 “laboratori di idee” per analizzare in quale misura iniziative concrete già in atto “migliorino la trasparenza democratica, la responsabilità, la capacitò di reagire, l’inclusività, la partecipazione, la fiducia nelle istituzioni democratiche”

Alcune delle tematiche e dei relatori sono stati particolarmente incisivi sulla linea di confine fra quello che è la malattia e quello che è un indicatore della malattia parlando di democrazia. Per alcuni il problema è il populista, inteso come leader votato democraticamente e che successivamente toglie ogni altra voce discordante dai media ai vari centri di potere. Per altri è solo un indicatore di una sofferenza più grave: la democrazia malata fra scandali, privilegi, disuguaglianze, tensioni sociali, crisi economica, mancanza di giustizia e di libertà. I cittadini europei, si è detto, attraversano una transizione molto difficile e complessa. Le risposte non possono essere semplicistiche.

Molti approfondimenti sulla libertà delle notizie e dei giornalisti. Molti accadimenti recenti ci pongono davanti a scenari inquietanti quando si parla di libera circolazione delle notizie e utilizzo dei social media come potenziali mezzi per costruire opinione.

Si ha quasi la sensazione che, a prescindere della buona volontà di tante rappresentanze di alto livello, o dell’egregio lavoro di molte commissioni, le istituzioni europee si concentrino su situazioni di emergenza e non su una visione di lungo periodo, indicativa di valori precisi che debbono essere sempre ricordati e attuati come prioritari. Non esiste una vera e propria presa d’atto di alcune gravi disfunzioni che dovrebbero essere ammesse, prima fra tutte la scarsa capacità di affrontare in tempi brevi le principali emergenze d’Europa: sicurezza e antiterrorismo, sanità e nuove epidemie, economia e corruzione.

Ufficialmente l’intento del Consiglio d’Europa è quello di portare “avanti la sua missione di promuovere standard comuni per la democrazia, monitorare il loro rispetto da parte dei nostri Stati membri e sostenere, moltiplicare e potenziare diverse forme di partecipazione dei cittadini nella vita pubblica a tutti i livelli”. Ed è evidente la volontà di far partecipare i cittadini europei intervenuti al Forum, attraverso votazioni per alzata di mano, domande dal pubblico, presentazione di esempi virtuosi. Ma non basta. Non basta indicare il populismo come un problema quando nemmeno la definizione di “populismo” è accettata da tutti, come ben hanno evidenziato molte domande dal pubblico: “non è che potete definire populista tutto ciò che non vi piace” o “perché non chiamare dittatore il dittatore, estremista l’estremista, terrorista il terrorista e delinquente il delinquente? Se a tutti loro chiamiate populisti in qualche modo togliete loro la netta valenza negativa”. E’ troppo comodo infatti tacciare di populista chi indica nella immigrazione di massa, irregolare e mal gestita, un problema serio che va affrontato. Oppure chi definisce corrotti o incompetenti molti politici. Oppure chi difende le priorità dei cittadini europei al di sopra di poco chiare e mal circostanziate priorità delle lobby finanziarie.

“La democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto formano un insieme a vantaggio dei cittadini in Europa e in tutto il mondo. La governance democratica crea libertà, aumenta le opportunità e contrasta la corruzione nella società. Inoltre, sostiene una competizione politica equa con risultati e istituzioni che favoriscono la fiducia del pubblico” queste le dichiarazioni degli organizzatori dell’evento: Consiglio d’Europa in collaborazione con la città di Strasburgo, la regione Grand Est e il governo francese.

Queste istituzioni hanno un grande compito: quello di indicare valori che tutto il resto del mondo guarda come esempio. Primo fra tutti il benessere diffuso dei cittadini d’Europa in un clima di trasparenza, legalità, libertà e giustizia. Non dimentichiamolo mai.

*Caterina Zadra è ideatrice del marchio “Slow Foot”, turismo lento e contemplativo.

Laureata in Scienze della Comunicazione con una specializzazione in Marketing Strategico e dei Servizi. Vincitrice di una borsa di studio del Ministero Italiano Affari Esteri per italiani residenti all’estero, ha frequentato corsi di specializzazione presso il DAMS/Università di Bologna, ivi compreso il seminario di Semiologia e Semiotica di Umberto Eco.

Caterina è titolare di Nonsolotrekking Tour Operator, operatore turistico con sede a Novara, attivo nello studio, nella progettazione e nella realizzazione di soluzioni turistiche nelle quali il valore aggiunto è dato dalla capacità di individuare nuove forme di turismo e di promozione del territorio, con particolare attenzione a tutte le sue valenze da quelle artigianali a quelle artistiche, storiche, naturali ed eno-gastronomiche con l’intento di vederle apprezzate, protette e salvaguardate.

Caterina è stata anche presidente del Comitato Imprenditoria Femminile e Giovanile della Camera di Commercio di Novara e Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Novara. Co-fondatrice della Onlus Geoprogress (www.geoprogress.eu) che si occupa di valorizzare tutti gli aspetti dei territori rurali, e Direttore di Pro-Tour, il Centro di Promozione del Turismo Responsabile della suddetta organizzazione. Membro del Consiglio Direttivo di CdO Insubria che conta circa 1700 imprese, socia del progetto Sapor Cortese (marchio registrato. Collabora con alcune Associazioni.

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