Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
29 Novembre Nov 2017 1129 29 novembre 2017

Il calo demografico. Sì sì, d'accordo, ma il problema è eminentemente culturale: le palle

Goyasa

E c'è sempre il fenomeno che commenta il calo demografico nazionale con il titolo "La paura del futuro". Che è uno dire reazionario e qualunquista, che è un dire che fa comodo ai monarchi dello stato delle cose. Quest'oggi il fenomeno è Antonio Polito, vice direttore del "Corriere della sera". Il quale dopo lo snocciolamento dei dati economici in salsa di crisi del mondo scrive chiosando: «Un'inversione di tendenza potrà dunque avvenire solo quando ci sarà piena consapevolezza di queste cause culturali. Quando ricominceremo a pensarci comunità invece che come agglomerato di interessi».

E quali sarebbero le case culturali: «il pessimismo che attanaglia ancora l'Italia nonostante i primi segni di ripresa» e «la persistente arretratezza che caratterizza da noi il rapporto fra i sessi», cioè il fatto che «i padri italiani non sembrano ancora campioni di responsabilità parentale». La solita manfrina: spostare l problema dal piano economico al piano culturale per perpetuare le attuali diseguaglianze.

Dunque per rilanciare la natalità non occorreranno politiche familiare autentiche (che poi magari per finanziarle devi ridurre qualche privilegio e scontenti il padrone) ma un lavoro di riflessione, analisi e proposta culturale. Popolo, basta che prendi in mano i libri invece dei forconi. E poi, vuoi smetterla di credere ai tuoi occhi e non all'Istat?

E poteva mancare la tiritera femminista del padre italiano prevaricatore e gretto? Altro specchietto per le allodole. Pensate alla parità fra i sessi, please, così non penserete alla parità tra gli uomini. Così vi perderete in massa nel labirinto del cavalierato postmodernista del salvare le fanciulle in assenza del drago e non penserete a salvare uomini e donne divorati dal bisogno e dall'esclusione sociale.

State sempre attenti quando si dice che la soluzione è culturale. Non chinatevi. L'ombrello è vicino. Oppure siete di quelli che tengono l'ombrello: pensate, in tal caso, che paura, che terrore se ve lo strappassero di mano! Ah, ma questa è violenza, lo impedirebbero con le cariche di polizia. E invece, quando il popolo si muove, non c'è polizia che tenga.

A presto.

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