Elisabetta Favale
E(li's)books
30 Novembre Nov 2017 0618 30 novembre 2017

Bielsa con Il catenaccio mi sta antipatico - Marco Ciriello

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Il catenaccio mi sta antipatico non è il primo libro di Marco Ciriello che leggo, quello che ho capito dell’autore è che quando scrive, qualunque sia l’argomento, fa in modo di dare al lettore più livelli di lettura, qui si è superato visto che ha concentrato in poco più di 100 pagine un romanzo epistolare, una biografia di Bielsa, un seconda mini biografia di Cortázar, alcuni racconti che cominciano e finiscono e dei meravigliosi “falsi d’autore”. Ne vien fuori un libro decisamente singolare. Tra le tante lettere io ho trovato particolarmente riuscita quella di Depardieu, così come ho apprezzato molto il racconto “L’ultima notte di Elvis”. Un libro che può essere letto “a pezzi” e io l’ho fatto spontaneamente, per curiosità, saltando da una parte all’altra, può essere letto partendo anche dalla fine.

E’ un libro sul calcio? No, un concentrato di letteratura? Si ma c’è anche tanto cinema e personaggi di romanzi che si animano e diventano talmente reali che si finisce per considerarli più veri di quelli veri. E’ un libro che racconta di Marco Ciriello, delle sue passioni, dei suoi viaggi, dei suoi incontri.

Mi è molto piaciuta la scelta delle illustrazioni che lo rendono un “prodotto editoriale” davvero di pregio.

In quanto all’autore ci ho fatto due chiacchiere ieri, mi ha confermato, di fatto, quel che ho pensato io leggendo, è un gran bel gioco, una caccia ai “metamessaggi”! Ai rimandi letterari a ciò che è successo davvero e... personalmente anche sul calcio ho fatto incredibili scoperte.

1 La prima domanda è banale ma mi interessa davvero molto: quanto tempo hai impiegato a scrivere Il catenaccio mi sta antipatico?

Un mese. Tutto agosto. Ma da tempo pensavo a un libro su Bielsa che passasse per Bianciardi arrivando a Cortázar.

2 Ho come l’impressione che un sacco di gente potrebbe credere davvero che a Bielsa arrivino lettere da Sonia Gandhi… quanto ti sei divertito a scrivere questo libro?

Moltissimo, come gli altri. Io scrivo libri che vorrei leggere, e per scrivere non mi struggo, ma mi diverto, e scrivendo rido. Sono le mie condizioni, poi tardi e male mi pagano pure, non è bellissimo?

3 Nel libro ci ricordi che Octavio Paz diceva che uno scrittore “non ha biografia: la sua opera è la sua biografia” è così anche per Marco Ciriello?

Sì. Questo libro ne è la prova. È un libro sulla letteratura mascherata dietro al calcio. Con quattro percorsi di lettura, e 7-8 stili, con falsi d’artista, giochi, rimandi, da qualche parte ci sono anche io.

4 Mi domandavo se potessi chiedere a Bielsa, a lui che è un filosofo, che ricordi ha della stagione 1984/1985 con Socrates e Aristoteles, la stagione più filosofica del calcio italiano!

Guarda Bielsa ha visto più film di Tarantino quindi è fan di Lino Banfi che ad oggi rimane nella storia del calcio più del suo pupillo Aristoteles – che era svizzero nella realtà. Di Socrates parla nel libro. Bei tempi per il campionato italiano, pieno di portatori di stupore, con le aree di rigore affollate di gente come Craxi e Andreotti e Cossiga, con Berlinguer che aveva smesso da poco, un addio meraviglioso altro che Totti.

5 E… domanderei ancora: “Marcelo, come ha fatto un gran bidone come Luther Blisset a diventare emblema di una “guerriglia culturale”?”

I cattivi calciatori sono sempre buoni allenatori.

6 Ho avuto l’impressione che Marcelo preferisca Roberto Bolaño a Sepulveda, es verdad? E perché, tu lo sai?

Per deduzione, conoscendo bene Bolaño, è un gioco di triangolazioni bielsiano, che dalla nazionale cilena arriva a Marsiglia.

7 L’idea di illustrare il libro come è nata?

La Magic Press è una casa di fumetti che si sta aprendo ad altro, quindi un po’ si stacca e un po’ no, e infatti il libro è un fumetto mancato.

8 Nel libro citi molti grandi autori, William Faulkner diceva che la formula da seguire per diventare un grande romanziere è quella che mescola con audacia "novantanove percento di talento, novantanove percento di disciplina, novantanove percento di duro lavoro", sei d’accordo?

Sì.

9 Invece Gabriel Garda Màrquez diceva che "già nel primo paragrafo si risolvono la maggior parte dei problemi legati al romanzo" è così per te?

Sì.

10 Io ho molti pregiudizi riguardo al calcio che trovo sia un concentrato di ignoranza, violenza e corruzione, quanto torto e quanta ragione ho?

Dipende da dove guardi. Se vuoi avere ragione basta non guardare il campo. Se guardi il campo hai torto, vieni investita dalle emozioni, certo tocca saper scegliere la squadra. Se guardi un po’ il campo e un po’ no, allora è bondage.

11 Descrivi in poche parole questo tuo libro

Un pezzo unico.

12 Il lettore target per il catenaccio

La donna che non deve chiedere mai.

Il catenaccio mi sta antipatico - Marco Ciriello - MagicPress 2017

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