Daniele Grassucci
Dopo Skuola
5 Gennaio Gen 2018 1639 05 gennaio 2018

Iscrizioni 'al buio': se la scuola non orienta rischia di fallire il Paese

Orientamento

Adolescenti allo sbaraglio. No, non è il titolo di un nuovo programma televisivo per ragazzi ma quello che probabilmente accadrà in queste prime settimane del 2018. Gennaio, infatti, è per tradizione il mese delle iscrizioni a scuola. Quest’anno si parte il 16 gennaio. Ma la finestra aperta dal ministero dell’Istruzione è piuttosto breve, soprattutto se non si hanno le idee chiare (la chiusura è prevista per il 6 febbraio). Indecisione che potrebbe essere la nota dominante nella testa di tantissimi studenti. Eppure, specialmente per chi si appresta a prendere la licenza media, è un momento quasi fondamentale della propria vita. Prima ancora di sostenere l’esame finale, viene chiesto loro d’iniziare a decidere cosa fare da grandi. Perché individuare il percorso che faccia al proprio caso non è roba da poco. Anzi.

Iscrizione a scuola: un momento sempre più fondamentale

È nel passaggio dalle scuole medie alle superiori che si gettano le basi per il futuro. Sbagliare scelta potrebbe trasformare i cinque anni successivi in una perdita di tempo. Imperdonabile in un’epoca, come quella attuale, che non permette errori. È già difficile trovare lavoro quando si è straconvinti dei propri mezzi e di quello che si vuole diventare. Figurarsi se, a ridosso della maggiore età, ci si accorge di aver buttato inutilmente gli anni cruciali nella formazione di qualsiasi persona. Per valutarne le conseguenze basterebbe andarsi a leggere le statistiche più recenti: l’altissima percentuale di ragazzi che, dopo aver conseguito il diploma (se non addirittura la laurea), si dichiarano pentiti della scelta fatta anni prima è ormai una costante. Facendo sprofondare nello sconforto migliaia di studenti e genitori.

A pochi giorni dall'apertura delle iscrizioni 1 studente di terza media su 3 non ha ancora scelto cosa farà l'anno prossimo

Per il Miur l'orientamento è un obbligo. Ma le scuole non ci sentono

Peccato però che le scuole, agli occhi dei giovanissimi, continuino a mostrarsi insensibili alle loro richieste d’aiuto. Perché, sebbene una circolare Miur dica chiaramente che gli istituti sono tenuti a indicare ai propri alunni una o più opzioni compatibili col loro profilo culturale e con le loro inclinazioni, questi continuino a svolgere in maniera non adeguata il proprio compito di 'guida'. A mancare è un’organizzazione capillare che faccia dell’Orientamento uno degli appuntamenti centrali dell’anno scolastico. E non qualcosa di accessorio.

Al Nord si cerca di fare il possibile, il Sud 'abbandona' gli studenti

Non sono supposizioni, lo dicono i dati: secondo una ricerca effettuata da Skuola.net – in collaborazione con Radio24 - appena il 47% degli studenti di terza media afferma di aver svolto attività di orientamento intensive e non sporadiche da settembre ad oggi (solo al Nord si viaggia più spediti e la media sale al 65%). Un terzo dei ‘licenziandi’, invece, pur avendo avuto sprazzi di orientamento a scuola lo giudica decisamente insufficiente. Sempre meglio di quel 20% che non ha avuto neppure un’infarinatura generale (un dato che al Sud, purtroppo, sale al 36%). E i risultati di questa ‘lacuna’ si vedono eccome: a ridosso dell’apertura delle iscrizioni, il 36% dei tredicenni non ha ancora scelto quale strada intraprendere.

Orientamento? Missione fallita: nel 28% dei casi non tiene conto dell'opinione dei ragazzi, nel 27% non suggerisce nulla

Scelte sbagliate anche per colpa dell'orientamento

Perché il vero nodo della questione non è che l’orientamento non viene fatto. Semplicemente viene fatto male, in maniera superficiale. Così, anche laddove queste attività sono state frequenti e intensive, il livello di soddisfazione non sale: solo 4 studenti su 10, tra quelli ‘orientati’, hanno ora in mano strumenti adeguati per fare una scelta consapevole. Per il 45% dei futuri iscritti alle scuole superiori, infatti, l’indirizzo consigliato dalla propria scuola potrebbe essere “azzeccato”. Negli altri casi, invece, l’orientamento sembra aver fallito: per il 28% il suggerimento non ha tenuto conto dei suoi interessi e delle sue capacità, mentre il 27% dice che la scuola alla fine non ha dato alcuna indicazione.

Già da adolescenti il futuro appare buio

Difficile, a questo punto, pensare che non ci sia alcuna correlazione tra una scelta sbagliata o poco consapevole in questa fase - di cui la scuola si rende in parte complice - e la disoccupazione giovanile nel nostro Paese. Uno spettro che aleggia anche nella mente della stragrande maggioranza degli studenti più piccoli: il 26% ha molta paura di non trovare lavoro dopo gli studi, il 40% giusto un po’. Ma a spaventare è pure un altro dato: complessivamente 2 su 3 vedono come certa (il 28%) o possibile (il 38%) una fuga all’estero una volta terminati gli studi in Italia, per lavorare o per continuare a formarsi.

Incubo disoccupazione: a 13 anni ci pensano già 2 su 3
Gli stessi che progettano una fuga all'estero

Il sito 'Scuola in chiaro'? E chi lo ha mai sentito!

A questo punto una riflessione che parta dalle istituzioni e coinvolga, a cascata, l’intero sistema scolastico è necessaria. Ma, nel frattempo, si potrebbe iniziare dalla valorizzazione di strumenti che già esistono (che però nessuno conosce). Uno di questi è ‘Scuola in chiaro’, il sito web del Miur in cui sono contenute tutte le informazioni – offerta didattica, rendimento degli iscritti, strutture, rapporto di autovalutazione (RAV) – di tutti gli istituti d’Italia (statali e privati). Una sorta di bibbia della scuola italiana. Un mezzo teoricamente potentissimo. Peccato che quasi tre quarti dei ragazzi (73%) non ne abbia mai sentito parlare. E, anche tra quel 27% che afferma di conoscerlo, lo hanno usato davvero in pochi per scegliere la scuola in cui iscriversi: appena il 55%, poco più della metà. Le risorse, dunque, ci sono. Basterebbe un piccolo sforzo in più. Ritrovare quella volontà che finora è mancata, Ne va del futuro dei nostri giovani.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook