Alessandro Sannini
La nota
24 Gennaio Gen 2018 1620 24 gennaio 2018

FINANZA : Pmi Italiane! O la Borsa o La Vita.

Stock Exchange Board


Con il varo del credito d'Imposta per la quotazione sui mercati per il cinquanta per cento dei costi di quotazione esclusi i costi di collocamento si apre finalmente la possibilità di ridurre drasticamente fino ad un tetto di cinquecento mila euro le voci riguardanti la consulenza. Altro particolare interessante che questo provvedimento si rivolge principalmente alle Piccole Medie Imprese secondo la raccomandazione 2003/361/CE quindi quelle realtà che hanno un massimo di 250 dipendenti e 50 milioni di Euro di fatturato annuo. Ed ecco quindi che per la prima volta il legislatore in mezzo ad una marea di incentivi riconosce l'importanza per l'impresa italiana di essere sempre meno bancocentrico e di poter, come nei paesi economicamente evoluti , poter ritrovare equity attraverso i mercati di capitale. Tutto questo si scontra con imprenditori italiani restii ed impreparati spesso in bàlia di un menagè aziendale padronale e con poca cultura avanzata di finanza e di mercati. Tutto questo ben agitato e non shakerato con una leggerissima supponenza e uno scarsissimo senso della realtà. Per una serie di contingenze che dipendono da un abbassamento di peso dell'Italia nel contesto Europeo e per l'arretratezza sistemica del nostro paese la previsione è che il rapporto con le banche non sarà più quello di prima. Questa situazione implica la necessità di crescita interna ed esterna delle nostre aziende italiane. Interna è relativa sopratutto al fatto che le nostre piccole medie imprese vanno managerializzate, va nettamente divisa la proprietà in certi casi dagli operativi. La crescita esterna è quella legata a concetti di sostenibilità, accountability e attrattività verso investitori istituzionali di mercato e di private equity. Il nostro mercato dei Capital Markets con esplicito riferimento ad AiM italia è particolare nel senso che potrebbe diventare esplosivo se si innestasse la consapevolezza che il pensare che le fonti alternative di finanziamento non sono più una bella idea esotica di qualcuno, ma una vera e propria necessità. Nel mercato italiano ad esempio ci sono alcune quotate che forse non dovrebbero esserci ed altre che sarebbe bellissimo che ci fossero, ma per qualche strano motivo non danno la possibilità ai mercati di apprezzarle. Ad esempio c'è qualche quotata che ha amministratori con scarsa consapevolezza del suo status di public company per cui continuano a ragionare come se fosse la propria veranda di casa, non dotandola di mezzi e con piani industriali non all'altezza. Nel 2018 forse sarebbe da riflettere in concreto su percorsi di quotazione che possono partire ad esempio da obbligazioni convertibili che si tramutino in equity uniti ad alla creazione di tutti i presidi avanzati per l'impresa come governance e modello 231 , Controllo di gestione e reporting unito ad efficaci investor relations. Una certa attenzione alla governance perchè ad esempio forse non è tanto una bella idea amministrazioni e Ceo con un curriculum impresentabili.Un Ipo è prepararsi con uno Smoking di Brioni per andare ad una festa di gala. E'il momento d'oro in cui davvero si può fare storytelling sulla propria storia ed il proprio futuro. Ed in ogni interazione con gli investitori e gli stakeholders si dovrebbe mirare a presentarsi al meglio. Paradossalmente un'azienda quotata con tutti i presidi in ordine avrà un miglior rapporto con le banche di una che non lo è. C'è una previsione di poter avere molte matricole sul listino d'attacco di Borsa Italiana-LSE dovuta ad un incedere di una stretta creditizia ancor più pesante dovuta alle attività di BCE e a Basilea III. Ed è chiaro che sebbene gli imprenditori siano nella maggior parte esperti del loro prodotto/servizio in molti casi non sono molto esperti di una gestione evoluta di impresa che prevede una diversificazione delle fonti di finanziamento che porti ad un'ottimizzazione ad esempio del debito a breve termine e del debito medio lungo termine. Una delle grosse mancanze o limite dell'azienda italiana che vuole atterrare nel mondo dei Capital Markets è quello di Piani Industriali spesso raffazzonati che ovviamente depongono negativamente sul giudizio che certi investitori sofisticati ed attenti possono dare. Gli Italiani sono uno popolo di navigatori, infatti sono talmente bravi che spesso nelle loro PMI navigano a vista, c'è una strana idea che si può creare sviluppo e crescita senza tracciare una rotta ben definita arrivando in maniera fortunosa in qualche porto senza conoscere la lingua internazionale,quindi l'inglese. La visione è sempre la stessa, quella di un paese con un tessuto imprenditoriale con grandi potenzialità, ma culturalmente molto arretrato e poco attento al cambiamento sia per quanto riguarda gli aspetti macroeconomici che quelli di scenario denotando una scarsa visione strategica che va ovviamente ad avere ricadute negative ed intrinsece sull'execution di processi e tasks. E' proprio il caso quindi di pensare che l'utilizzo di canali di finanziamento alternativi sia non più un vezzo frivolo, ma una vera e propria necessità in cui ci si gioca il futuro che si parli di Private Equity che di Capital Markets. O la Borsa o la Vita quindi. Sembra un'idea pesante e lontana dalla realtà, ma in questo caso è una sfida alla lungimiranza degli imprenditori che come sono delusi ed arrabbiati per l'eccessiva pressione fiscale , la burocratizzazione e la poca certezza di diritto di questo paese da un altro verso possono essere interpreti di un cambiamento di cui avranno frutti sia economici che di reputazione decidendo di "cambiare marcia" con le loro aziende garantendosi crescita e sviluppo. Insomma è un momento in cui forse bisogna cambiare visione ed aprirsi al mondo, cercando quindi di diventare aziende world class. La Borsa ed in mercati oltretutto sono una visione improntata alla competizione e alla meritocrazia, che può in una visione liberale e di libero mercato cambiare o risollevare questo paese. Quindi che produciate Biscotti, Navi ,Elettromeccanica o Fashion le piazze finanziarie od in alternativa il tavolo di qualche fondo di investimento sono il miglior posto dove potete raccontarvi sicuramente il luogo dove potete ambire a raccontare la vostra eccellenza non è l'ufficio del vostro direttore di banca che presto verrà sostituito da un computer e le banche per come le conoscete diventeranno come le cabine telefoniche dopo l'avvento del telefono cellulare. In secondo luogo, abbiate il coraggio di delegare funzioni e gestione finanziaria a qualche interim o advisor molto specializzato che vi scaricherà dall'impegno di confrontarvi con cose di cui non siete molto esperti continuando con successo a gestire il vostro core business di cui magari avete storia e tradizione.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook