Daniele Grassucci
Dopo Skuola
1 Febbraio Feb 2018 1643 01 febbraio 2018

Gite scolastiche: una crisi irreversibile?

Gita

Quest’anno non sarà cosa facile imbattersi nelle comitive di adolescenti italiani che - soprattutto in primavera - popolano piazze, monumenti e musei delle nostre città assieme alla scuola. Visto che solo il 42% degli studenti dice che partirà (quasi su 2 su 3 lo faranno nei mesi di Marzo e Aprile). A cui va aggiunto un 3% che la gita l’ha già svolta. Il resto dei ragazzi, invece, rimarrà a casa. È quanto emerge da una ricerca effettuata da Skuola.net - intervistando i ragazzi di medie e superiori - proprio mentre sta per iniziare la tradizionale stagione delle gite.

Il 55% degli studenti quest'anno non andrà in gita con la scuola

A conti fatti, dunque, più della metà degli adolescenti italiani sarà costretta a restare a casa. Ma, analizzando il dato, ci sono alcuni elementi che devono lasciar pensare. La quota di chi ha dovuto rinunciare a malincuore al viaggio di istruzione, infatti, si ferma al 46%. Il motivo? Il ‘fattore docenti’ è ancora quello predominante: in 1 caso su 4 (25%) sono proprio i prof a far saltare la gita, rifiutandosi di accompagnare le classi. Nel 10% dei casi, invece, ci sono questioni disciplinari alla base dello stop alle partenze. Marginali i motivi economici (8%), di scarsa adesione (solo nel 7% dei casi non si raggiunge il numero minimo di prenotazioni) o quelli legati alla paura per il terrorismo (3%).

1 su 10 resta a casa volontariamente: un terzo non vuole stare con i compagni di classe

E il restante 9%? Sono quelli che, pur avendo avuto il via libera da parte della scuola, non parteciperanno lo stesso al viaggio. Per una fetta consistente di loro (il 28%) tale scelta è dovuta alle difficoltà economiche della famiglia, che non può permettersi di pagare la quota del figlio. Tra le altre cause: la mancanza di fiducia da parte dei genitori (6%) e il timore di attentati (3%). Ma, attenzione, sono tantissimi (la maggioranza) quelli che hanno preso questa decisione in maniera spontanea. Preoccupante il fatto che il 30% di loro non è andato perché non ha piacere a stare insieme ai compagni di classe. L'isolamento da smartphone e la paura del bullismo potrebbero essere alla base dell'esilio volontario. Ma il fenomeno non è di così semplice interpretazione. Meriterebbe un approfondimento a parte.

L'interesse culturale della meta 'vince' sul fattore economico

Qualcuno che parte, comunque, ancora c'è. Nel loro caso, ad influenzare la decisione finale sulla meta, è stato soprattutto l’interesse culturale del posto (67%). Ma il 22% ha preferito puntare sulle città più economiche. Il terrorismo, invece, non spaventa: solo il 6% ha scelto in base al livello di ‘sensibilità’ agli attacchi della destinazione. Così come la sicurezza del mezzo di trasporto non pare essere una variabile (la valuta appena il 5%). A tal proposito, il pullman (47%) resiste in cima alle opzioni per spostarsi. Le compagnie aeree low cost (19%) rimangono l’alternativa (soprattutto se la gita è all’estero). Gli aerei di linea (15%) sono la terza strada percorsa. I treni (14%) continuano a non far breccia nel cuore delle scolaresche.

La maggior parte delle scuole sceglie l'Italia

La regina delle visite d'istruzione? È Firenze. Napoli batte Roma

Le mete preferite dagli studenti (e dalle scuole)? L’Italia rimane la destinazione privilegiata, soprattutto dalle classi medie. Nel complesso, il 57% ha puntato una località del nostro Paese (l’80% nel caso delle secondarie inferiori). Le città in cima alla lista? Firenze – città d’arte per eccellenza - è saldamente in vetta (12%), seguita da Napoli (10%). Roma (8%) si deve accontentare della terza piazza. Ai piedi del podio troviamo Palermo (6%), Torino e Trieste (entrambe al 5%). Molto richieste anche le località sciistiche (6%).

L'Europa? Un classico per la gita delle superiori

Le mete più gettonate? Berlino, Londra, Praga, Atene

Ma le città europee si difendono eccome: il 43%, per la gita, varcherà i confini nazionali. La maggior paerte frequenta le scuole superiori. Nel caso delle visite d’istruzione estere, però, non c’è una vera destinazione dominatrice. Più meno si equivalgono tutte, con un sestetto che si contende la prima posizione: Berlino, Londra, Praga, Atene, Vienna e Budapest sono al 6%. Subito dietro Madrid, Barcellona e Amsterdam (4%). Nella top ten entrano anche Parigi e Berlino (3%).

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