Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
7 Febbraio Feb 2018 2053 07 febbraio 2018

Nascita ed esigenza di un nuovo governo Mondiale.

Grazie a Cosimo Micali (biografia a fine articolo) per questo articolo su prospettive di governo mondiale!

Strobe Talbott, segretario di Stato durante il governo Clinton, nel 1992 sulla rivista Time Magazine, pubblicò un articolo intitolato: “The birth of a Global Nation”; in questo articolo il membro del Council of Foreign Relations (CFR) spiegò in maniera dettagliata il perché il nazionalismo, ma anche le nazioni stesse- come noi le conosciamo- sarebbero state destituite dalla nascita di un nuovo Stato Unitario Globale. Questa previsione, in verità, si spinge ben al di là delle anticipazioni del fondatore della Trilateral Commission, David Rockfeller, che nel Luglio 1973 creò tale Commissione proprio per armonizzare leggi ed economie delle tre macroregioni (ovvero Europa, Nord America, Estremo Oriente), in maniera da avere uniformità e favorire gli scambi commerciali. Leggendo in combinazione cronologica i due avvenimenti, notiamo che sono l’uno la conseguenza dell’altro, la tensione verso un unico governo Globale, deve essere colta fra le righe. Non è un caso, che proprio il Trattato di Maastricht sia del 1993, e grazie a questo documento cessano di esistere le barriere doganali, allo scopo di facilitare gli scambi commerciali. La naturale successione temporale, portò nel 2002 all’istituzione di un'unica valuta valida ( l’Euro) per tutto il territorio europeo, destituendo di fatto ogni singola valuta nazionale. La spinta verso una governance-globale, grazie al ruolo dell’Europa, è avvenuta anche col trasferimento di competenze dal livello centrale (nazionale) verso le città (dette per l’appunto Smart cities). Tanto che Brenner e Theodore nell’articolo: “Cities and geographies”Actually existing Neoliberism”, sostengono che la smart city incorpora lo spirito Neoliberista e mina, colpendo al cuore, le politiche nazionali, costituzionali. Nel Libro: “Storia del Nuovo Ordine Mondiale” Pierre Hillard, professore di relazioni internazionali, spiega come la ratifica del Trattato di Lisbona, il 19 Novembre del 2009, segni un' accelerazione verso il Governo Globale, aggiunge inoltre, che il Trattato stesso sembra ricalcare gli intenti del famoso discorso di Henry Kissinger, membro del CFR e della Trilateral Commission, il quale davanti al Gruppo Bilderberg riunito ad Evian il 21 Maggio 1992 ebbe a dire: “Oggi, gli Americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe dell’ONU entrassero a Los Angeles (In quel periodo c’era stata la famosissima” Rodney King Uprising “in cui gli afro americani si ribellarono all’omicidio di Rodney King, da parte della polizia n.d.a) per rispristinare l’ordine; ma un domani sarebbero loro molto grati. Ciò è specialmente vero, se venisse loro detto che c’era una minaccia esterna, reale o fittizia, che mette in pericolo la nostra stessa esistenza. Dopo di che, tutti i popoli del Pianeta supplicheranno i leader mondiali di liberarli da questo male. L’unica cosa che l’uomo teme è l’ignoto. Di fronte a questo scenario, i diritti individuali verranno soppressi di buon grado purché venga loro garantito l’ordine e la pace di un Governo Mondiale.” Dunque quello che ci aspetta, e che si sta concretizzando, sotto i nostri occhi distratti dalla contingenza degli impegni quotidiani, è la nascita di un Nuovo ordine Mondiale, in cui le politiche, le diversità tra popolazioni e fra nazioni, verranno cancellate per favorire l’economia, gli scambi e l’armonizzazione legislativa.

Definito per adesso il ruolo delle tre aree macroeconomiche più sviluppate i più attenti si chiedono: “e il resto del mondo?”. Per rispondere a questa domanda, cito un articolo di Bernard K. Gordon della rivista Foreign Affairs, la cui pubblicazione avviene a cura del Council on Foreign Relations, in cui l’autore sostiene che l’immigrazione non svaluta il costo del lavoro, e non crea conflitti sociali; nella fattispecie Gordon affronta il problema della disoccupazione degli afro-Americani, la fascia sensibilmente più colpita dall’arrivo di nuova manovalanza da altri Paesi. In pratica il leit motiv è il solito, si giunge a dire che ci sono lavori che gli statunitensi non vogliono più fare (come se un disoccupato cronico abbia la facoltà di rifiutare un lavoro), mentre in verità, diremmo noi, la vera lotta è sui salari. La stessa cosa avviene in Europa, non esistono professioni escluse a priori, prova ne sia che il 13 gennaio del 2015 in Veneto hanno risposto 5200 persone ad un concorso in cui si cercavano degli spazzini a tempo determinato, oppure basta leggere la storia di Giuseppe Spizzino ( nomen omen) il quale laureato in ingegneria, ha dovuto accettare un posto da operatore ecologico- appunto da spazzino- diremmo in linguaggio popolare. Chi ha la possibilità, ed una famiglia alle spalle, che possa sostenere le spese, cerca una svolta all’estero. Si calcola che a fine Gennaio 2017 i giovani che hanno cercato fortuna altrove siano stati circa 5 milioni, ovvero l’8.2% della popolazione nazionale. Quindi cercando di rispondere al precedente quesito, in virtù del ragionamento sopra citato per sommi capi, non possiamo che ipotizzare che i Paesi che non fanno parte delle tre macroregioni economiche siano tenuti lì come serbatoio per favorire i flussi migratori. Che siano proprio questi flussi di migrazione selvaggia a dover creare il caos che auspicava H.Kissinger, nel sopra citato intervento? Quel caos e quel disordine che” avrebbe cancellato i diritti individuali” ( i diritti sociali legati alla dignità del lavoro, per esempio) è quello provocato da questi flussi? Dunque ci sarebbe un piano per incrementare il disordine, in modo che i cittadini esasperati richiedano la nascita di un Nuovo governo Globale, capace di riportare l’ordine? Sembra uno scenario Orwelliano, se non fosse che tutto ciò sta accadendo, ma pochi se ne accorgono.

* Sono assistente universitario di Filosofia del Diritto, Principi Costituzionali del Diritto e Teoria generale del Diritto, all'università E-Campus di Novedrate ( CO), collaboro con CE.DIS ossia il centro studi e ricerche su politiche del diritto e sistema produttivo e dei servizi, presieduto dal Prof.Bolognini, che si occupa di ricerche interdisciplinari a livello universitario. A livello bibliografico ho diverse pubblicazioni soprattutto su giureconsulti del Sud America (Miguel Reale,Tobias Barreto, Carlo Cossio). Collaboro con Sovranisti Italiani, ass.Culturale economica, e La Contea Ass.Culturale novarese. Ho all'attivo diverse conferenze su temi quali: storia del pensiero gender, Globalizzazione, Economia e nuove figure professionali, Cyber bullismo e bullismo differenze e attinenze.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook