Elisabetta Favale
E(li's)books
8 Febbraio Feb 2018 0650 08 febbraio 2018

Paolo Foschi e La pattinatrice sul mare

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L’ultimo libro di Paolo Foschi è uscito qualche giorno fa, il protagonista è sempre l’ormai noto Igor Attila della Sezione Crimini Sportivi, dopo il ciclismo Paolo ci porta in un mondo che è stato raccontato in mille film, quello del pattinaggio sul ghiaccio.

La particolarità di questa storia è l’ambientazione: Claudine Russo, la protagonista che si prepara per le Olimpiadi, si allena su una piattaforma petrolifera nel Canale di Sicilia.

Entrano in gioco, a rendere tutto più movimentato, un network televisivo, un magnate russo del petrolio, una banda di ecoterroristi.

Poi, come sempre, le storie di Igor Attila che ritroviamo con delle grosse novità personali e con i suoi soliti dubbi esistenziali.

Ho fatto qualche domanda a Paolo Foschi su questo suo ultimo lavoro.

1. Igor Attila è il protagonista delle tue storie, ex atleta e investigatore della Sezione Crimini sportivi, a chi ti sei ispirato per creare il personaggio?

“Nei miei romanzi cito spesso alcuni classici della letteratura di genere (ma non solo): penso al Maigret di Simenon o al Lincoln Rhyme di Deaver: è un omaggio a scrittori che trovo geniali. Igor Attila, a parte il calvados in questo caso omaggio all’Alligatore di Massimo Carlotto, vero maestro del noir, è invece frutto della farina del mio sacco e delle mie frustrazioni: vive nel rimpianto del mancato successo alle Olimpiadi di Seoul, si fa cullare dallo spleen delle canzoni Genio Incompreso (Luigi Tenco), nonostante l’avanzare dell’età si stordisce con allenamenti massacranti alla ricerca di improbabili rivincite sportive. E, ancora, ha una Honda Hornet 600 come la mia, ma sperimenta la mobilità sostenibile (bici elettrica) come del resto sto facendo io; ha una Gibson diavoletto identica alla mia che mi fu rubata due anni fa; ed è un inguaribile idealista”.

2. Mettere in evidenza i difetti di un personaggio che rappresenta la legge, renderlo umano e passibile di errore, è una cosa che si fa spesso (penso anche a Schiavone di Manzini), oggi però molti uomini di legge sono corrotti, un poliziotto eroe e tutto d’un pezzo forse potrebbe essere gradito alla gente che ha bisogno di credere nella giustizia tu che pensi?

“Credo che Igor Attila sia comunque percepito dai lettori come un eroe positivo. Ogni tanto commette un errore, spesso forza le procedure, ma alla fine è una persona di cuore che odia le ingiustizie. Insomma un personaggio positivo, se non ci si ferma all’apparenza e alla forma, ma si guarda alla sostanza”.

3. Nelle storie “polar” ci sono secondo me due canali di lettura, uno segue quello che l’autore scrive e racconta e uno segue quello che il lettore è in grado di leggere tra le righe, nel tuo confronto con i lettori quali sono i messaggi che tu vorresti arrivassero in modo più diretto e inequivocabile?

“Il mio obiettivo non è mandare messaggi, ma far riflettere su problemi seri con il sorriso. L’idea di fonda è di raccontare con leggerezza, ma senza superficialità, realtà che spesso sono sotto i nostri occhi, ma delle quali non percepiamo la drammaticità”.

4. In questo libro, La pattinatrice sul mare, c’è anche il tema dell’ecoterrorismo, tu cosa pensi degli ecoterroristi e degli A.L.F.?

“Io sono contrario a qualsiasi forma di violenza fisica, ma ho grande rispetto per chi si batte con forme di disobbedienza civile, e senza violenza, per obiettivi di pubblico interesse. Purtroppo gli inquinatori hanno grandi risorse per arrivare ai risultati che perseguono, gli ecologisti hanno le armi spuntate. Di fronte a questo squilibrio di forze in campo, parteggio per i più deboli e non mi scandalizzo per esempio quando i gommoni degli ecologisti infrangono la legge e il codice di navigazione per cercare di fermare le stragi di cetacei commesse dalle navi baleniere”.

5. Parli anche di televisione e reality show, tu non guardi tanta televisione, anzi, mi sa che non la guardi affatto, cosa pensi di questo fenomeno dei reality?

“Guardo poco la televisione, i reality mi piacciono poco. La realtà raccontata dal buco della serratura non mi interessa, ancora di meno la ricerca dell’audience a tutti i costi. Nel romanzo cerco di stimolare la riflessione anche su questi temi”.

6. Mi interessa molto il modo in cui nelle tue storie racconti l’amore, i tuoi personaggi sono in perenne crisi affettiva, come mai?

“E’ un po’ il modo in cui ho vissuto l’amore nella prima parte della mia vita, fino a quando non ho incontrato Maria Teresa, mamma dei miei piccoli e splendida moglie. Ero sempre insoddisfatto, ero sempre alla ricerca di qualcos’altro. Igor Attila forse deve ancora incontrare il vero amore della sua vita”.

7. Come è cambiato Igor Attila in questi anni (se è cambiato)?

“E’ un po’ più malinconico, ha qualche acciacco in più e soprattutto da quasi-single come si sentiva nel primo romanzo, adesso è quasi-bigamo con tre figli”.

8. Tu metti sempre nelle tue storie le tue passioni come ad esempio la musica e lo sport ma anche i nomi dei tuoi figli o i posti che ami o conosci bene, perché?

“I libri sono un modo per condividere con chi legge le passioni della mia vita e tutte le cose o le situazioni che mi emozionano. Da quando scrivo romanzi, mi è capitato di conoscere tante persone, con alcune è nato un rapporto di profonda amicizia, come ho potuto verificare in un momento terribile della mia vita che ho passato di recente. Ero a pezzi e accanto a me ho trovato alcune di queste persone conosciute a una presentazione o sui social. Tutto grazie ai libri. Non è straordinario?”.

9. Quanto c’è di tecnica nella scrittura di una storia e quanto di talento e istinto? Questo libro ha una carta e una copertina molto belle, di pregio, il tuo “trasloco” a casa di Giulio Perrone ti ha portato una nuova immagine sei contento?

“Non credo che ci sia una regola, ogni scrittore e anche ogni singolo libro vivono di un proprio equilibrio fra tecnica, pathos, trama, talento, istinto, e via dicendo. Devo dire che la veste grafica complessiva del nuovo romanzo è stupenda e ringrazio Giulio Perrone e Mariacarmela Leto, bravvissima editor, per aver adottato con tanto affetto Igor Attila. Non è facile mettersi in casa un commissario burbero di cinquant’anni”.

10. Io mi sono divertita a leggere La pattinatrice sul mare, pensi di continuare con Igor Attila o hai in mente nuovi progetti?

“Ho anche altri progetti (fra cui un libro inchiesta su un tema economico molto importante ma sul quale non posso anticipare nulla), ma sto lavorando anche al nuovo Igor Attila: stavolta torna a Roma per indagare nello straordinario mondo dello sport amatoriale, animato da grandi passioni ma caratterizzato anche da incredibili contraddizioni”.

La pattinatrice sul mare - Paolo Foschi - Giulio Perrone editore 2018

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