Alessandro Oliva
Viva la Fifa
12 Febbraio Feb 2018 1112 12 febbraio 2018

Toh, Karamoh!

Karamoh

Riavvolgiamo velocemente il nastro a una giornata di sole dello scorso fine settembre. L'Inter ospita il Genoa e attorno alla squadra allenata in questa stagione da Luciano Spalletti si sta creando un rapido entusiasmo, tanto che di lì a poco giornali e social cominceranno sempre più a sottolineare i record di presenze stagionali in quella Scala del Calcio che negli ultimi tempi aveva perso smalto. L'Inter ospita il Genoa e a un certo punto entra in campo Yann Karamoh.


Non abbiamo però finito di farci la domanda, che il buon Yann fa una roba così. A 19 anni, al debutto a San Siro.

Vabbè certo, ora è facile andare in totale fomento per lui, dopo il gol rifilato sempre a San Siro contro il Bologna (sì c'è la gif anche di questo, ma dopo però). Di certo c'è che in tempi come questi, dove il cosiddetto "hype" scatta per chiunque faccia due dribbling ben riusciti - una volta qui era tutto un dribbling ubriacante signoria mia, ma che ne sanno i Duemila -, Karamoh merita un po' di attenzione in più.

Verrebbe da dire che il buon Sabatini ha piazzato l'ennesimo colpaccio di quelli che ti fa venire la pupilla e pure l'iride a forma di dollaro (ed è probabile sia così): pagandolo appena 5 milioni di euro, l'Inter si è assicurata a inizio stagione un giocatore di cui in Francia si diceva ai tempi del Caen che fosse il secondo Under 20 più veloce dopo Kylian Mpabbè. In Ligue 1, dove ha debuttato non ancora maggiorenne nella scorsa stagione, Yann ha segnato 5 reti e firmato 4 assist in 35 presenze, contribuendo alla salvezza del proprio club nella massima divisione francese. Ma se la potenza è nulla senza controllo, figuriamoci la velocità. Su questo punto pare che ci siamo, almeno a vedere qualcosa dello scorso anno: Karamoh qui non sembra affatto uno di quelli che cominciano a correre a testa bassa, anzi. Fa con calma e giudizio (spoiler: il ragazzo sa crossare).

Certi video possono essere destinati a perdersi come lacrime nella pioggia, o nella scighera milanese. Non si può negare che Yann Karamoh abbia avuto bisogno di tempo per ambientarsi: in un campionato più difficile - o quantomeno più tattico -, in un club che punta a tornare al top in Italia e in Europa, lavorando con compagni d'esperienza e con un tecnico alle prese anche lui con l'ambientamento dopo gli anni tra Roma e San Pietroburgo. Appena 5 le presenze stagionali fino ad ora, quattro delle quali da subentrato e una prestazione non all'altezza in Coppa Italia contro il Pordenone (ma il concetto per quella gara si può estendere a molti altri suoi compagni). Ma alla prima da titolare, un gran gol signori.

Ora per Yann inizia una nuova fase. Spalletti potrà contare su di lui, ne ha avuto una prima prova dal campo: starà a lui decidere se puntare ancora su di lui, o proteggerlo e dosarlo, perché ora ci si aspetterà di più da lui. Ecco, aspettare: all'Inter lo hanno aspettato, lo aspetteranno ancora con altri numeri. Con calma e giudizio.

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