Andrea Camaiora
Tra Italia e Corsica
17 Febbraio Feb 2018 1854 17 febbraio 2018

A febbraio carne, figatellu e proverbi corsi.. o italiani?

Schermata 2018 02 17 Alle 19

In un febbraio piovoso e uggioso come mai, la Corsica autentica è abitata soltanto da isolani e... affezionati.

Il maltempo che si abbatte sull’Italia centro settentrionale ha graziato il mare che, piatto, si fa attraversare nel week end.

Anche le temperature sono leggermente più miti di quelle della Capitale, intirizzita da temperature basse che non si avvertivano più da molto tempo.

Chi scrive attende di rifugiarsi in uno di quei posticini da esperti del settore: il ristorante Cinderella, lungo la costa orientale, a quaranta minuti a sud di Bastia, è una meta al tempo stesso da amanti del buon vivere e degli ambienti chic. Qui la cura del dettaglio, con la meravigliosa pietra corsa in un contesto caldo e accogliente, è impreziosita da un delizioso camino e arredi di gusto.

E si assaporano prodotti locali cucinati sapientemente: bene la carne, che nell’isola è eccellente, l’agnello e il manzo, ma non solo. Ottime le frittelle di formaggio con il vero “brocciu”, straordinaria e autentica ricotta che qui si prepara da sempre. Gustosi gli stufati ma - ed è più raro in Corsica - si mangia bene anche il pesce. Fortunati se potremo mangiare una delle prelibatezze invernali dell’isola, anche se per gli amanti dei sapori forti: il figatellu alla brace è una vera delizia.

E così, con la pioggia battente, le incombenti montagne lussureggianti e il mare cupo ma fascinoso si prepara l’esplosione della primavera al calduccio, magari rievocando vecchi adagi in lingua corsa, un dialetto italiano a tutti gli effetti, come “Lascia corra u pesciu in mari” o “Hè un pidochju rifattu” o “L’ape succhjanu u mele senza guastà i fiori” o, ancora, in tempo di campagna elettorale, “So discorsi à fà ballà l’orsu” o, infine, “Di maghju so guerrieri, pastori è sumeri”. Alcuni identici o simili ai nostri, altri differenti ma comunque comprensibili. Ed è subito casa.

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