Alessandro Sannini
La nota
27 Febbraio Feb 2018 2223 27 febbraio 2018

Npl: Sannini (Twin A.); Pmi a rischio con nuove regole Ue, diversifichino fonti

Pmi

MILANO (MF-DJ)--"Gli imprenditori devono affrancarsi dal canale bancario inteso come unica fonte di finanziamento, puntando sul canale obbligazionario, prima, e azionario, poi. Ovvero, sposare il modello di finanziamento anglosassone". E' quanto dichiara in una nota Alessandro Sannini, senior advisor di Twin Advisors&Partners. Secondo l'esperto, gli strumenti normativi ci sono gia'. Un esempio concreto e' rappresentato dai minibond, "strumenti obbligazionari pensati per finanziare le Pmi con fatturato al di sotto dei 50 milioni di euro, che e' poi la stragrande maggioranza delle imprese italiane. Quanti imprenditori sono a conoscenza di questi strumenti? Pochi", sostiene Sannini. Il risultato non e' scontato, perche' "questo passaggio richiede un cambio di cultura, la creazione di intermediari specializzati in questo tipo di operazioni e la volonta' da parte degli imprenditori di crederci". Il tutto mentre pero' il tempo stringe. "Dal primo aprile scatteranno le nuove regole della Bce sui non-performing loan, i 'crediti inesigibili' detenuti nei portafogli degli istituti di credito che, secondo tali direttive, dovranno essere svalutati a zero. Entro 24 mesi se privi di garanzia, entro 7 anni tutti gli altri. Ne consegue che la situazione per il tessuto economico delle aziende italiane potrebbe complicarsi non poco. "Non solo. A breve verranno anche introdotte le nuove indicazioni suggerite dalla Commissione Europea sulle regole di capitale. Il nuovo framework normativo che sta prendendo forma nell'Eurozona e', quindi, quanto di peggio il nostro sistema economico, storicamente banco-centrico, si potesse augurare". Per effetto di tutto cio', le banche italiane, ancora alle prese con il problema dello smaltimento di uno stock importante di Npl, "dovranno pensare a predisporre cuscinetti di capitale piu' elevati, per dirla con una semantica molto tecnica, oppure a chiudere i rubinetti del credito, per dirla in maniera piu' brutale. La chiusura del canale creditizio provocherebbe il drastico ridimensionamento dei finanziamenti alle imprese, soprattutto piccole e medie, che non disporrebbero piu' della liquidita' necessaria per portare avanti la loro attivita' ordinaria o finanziare nuovi progetti". com/ofb (fine) MF-DJ NEWS ))

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