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Millennials
12 Marzo Mar 2018 0926 12 marzo 2018

No PD, niente governo: questa volta è giusto saltare un turno

Waldo
Lasciamo governare Waldo, è il suo momento!

Nel primo episodio di Black Mirror, prima stagione, il Primo Ministro inglese è sotto ricatto: uno sconosciuto, dopo aver rapito la principessa d’Inghilterra, ne minaccia l’assassinio se il PM non si accoppierà in diretta nazionale con un maiale. Prima reazione: gelo e disgusto tra i consiglieri del Primo Ministro! Poi qualcosa cambia. I media, i social, i cosiddetti intellettuali iniziano a premere perché il Primo Ministro ceda all’ ignobile ricatto pur di salvare la bellissima e adoratissima principessa.

Il PD è nella stessa situazione. Ha perso le elezioni, e dovrebbe - a senso - saltare un giro. C’è un però: che il 32% pentastellato non solo non ha la maggioranza per formare un Governo, ma dopo aver insultato a destra e a manca qualunque forma politica intelligente (media inclusi) chiede responsabilità per formare il Governo. Ed eccoli gli intellettuali, la borghesia pensante, il ceto medio (e anche medio-alto) che inizia a domandare un passo avanti del PD verso la responsabilità governativa. Nello scenario black mirror post elettorale, il PD deve accoppiarsi col maiale in diretta nazionale: questo gli viene chiesto.

Evidentemente, pensiamo che questa proposta vada respinta con forza. Non per ripicca, come incredibilmente sostiene oggi chi ha perseguito per anni la linea dei "no a prescindere", ma sulla base di argomenti di razionalità e rispetto della politica.

La richiesta di discontinuità da parte dell’elettorato

Il PD ha governato in coabitazione da fine 2011 a oggi. Si è assunto la responsabilità di tutte le azioni più odiate da parte dell’opinione pubblica: la Riforma Fornero, il Jobs Act, il salvataggio delle banche. Non ha saputo comunicarne l’importanza? I risultati tardano ad arrivare? Al momento, è inutile cercare spiegazioni: ha sonoramente perso. Allearsi con il M5S significherebbe rinnegare la propria azione, dato che nel programma dei 5 Stelle si prevede il “superamento della legge Fornero”, o l’abolizione della “cosiddetta” Buona Scuola; ed è difficile trovare le coperture di tale programma, per cui il PD dovrebbe accettare la fantascienza dei 50 miliardi recuperati dai costi della politica (che però coprono 23 miliardi di spesa in totale...). Gli elettori hanno dato un segnale preciso, chiudere con l’attuale esperienza di governo: che si rispetti la loro voce, che si provi a realizzare ciò che vogliono, a partire dal reddito di cittadinanza.

La ricerca di un’autonomia politica

Un’alleanza con un partito visibilmente più in salute, entusiasta, spingerebbe il PD a subire quasi ogni proposta, con la minaccia permanente di essere additato a causa del fallimento nel caso si rifiutasse. Da questa trappola mediatica è meglio levarsi immediatamente, con forza e serenità.

La necessità di costruire una visione del futuro, riforma dopo riforma

Il PD, al riparo da un dannoso appoggio al Governo, può finalmente concentrarsi su piani di medio periodo. Sul costruire una visione del futuro, genuinamente riformista, ciò che noi Millennials chiediamo alla classe politica italiana. L’opposto delle soluzioni tampone strillate da chi si limita a far leva sul legittimo malessere di chi è rimasto indietro. Le priorità sono chiare:

  • equità intergenerazionale: intervento su pensioni e welfare;
  • sicurezza conti pubblici (con delle soluzioni tecniche per garantire il debito a livello europeo);
  • riforma del sistema fiscale;
  • riforma università, ricerca, innovazione;
  • politiche attive del lavoro per ricollocare i disoccupati, per facilitare l’inserimento dei giovani;
  • politiche per la competitività e per attrarre investimenti;
  • rilancio dell’integrazione europea.

Facendo di questi temi il cavallo di battaglia di una vigorosa opposizione, il PD potrebbe attirare su di essi l’attenzione che meritano, con l’efficacia di chi può permettersi di giocare da battitore libero.

Tutelare il rispetto delle istituzioni, proteggere la democrazia

Tra un dibattito sulla sostenibilità del reddito di cittadinanza o sull’euro/non-euro (che ancora non abbiamo capito come sia finita…), ci stiamo dimenticando punti assolutamente fondamentali. Ci siamo forse abituati all'idea che il Movimento sia una costola della Casaleggio Associati? Legittimiamo il fatto che esponenti politici del Movimento con ruoli istituzionali comunichino attraverso il sito del Sacro Blog per massimizzare click e quindi introiti? Accettiamo che il processo decisionale sia opaco e che abbia un ruolo assolutamente centrale un privato cittadino non eletto, Davide Casaleggio? Perché questo vorrebbe dire per il PD e per i suoi elettori appoggiare il Movimento per creare un nuovo Governo.

Un’ultima riflessione

Avete presente l’appello di Pif? Beh, in un Paese dove la classe intellettuale è rappresentata da ex-Iene e giornalisti sportivi, anche Pif si sente in dovere di dire la sua: “PD, hai fatto il Governo con Verdini e Alfano, come puoi non farlo con i 5 Stelle?” . Su questo, vogliamo commentare con due osservazioni. La prima è sulla domanda: “come puoi non farlo con i 5 stelle?” . Non si tratta di un: “ti dico perché devi farlo con loro”. Piuttosto è un: “ti chiedo perché non lo vuoi fare”. E’ l’argomentazione al contrario, fenomeno tipico di chi non ha validi argomenti a supporto, delle ideologie e degli estremismi. Pura aggressività verbale. Il secondo e ultimo punto, invece, riguarda il perché il PD si è alleato con il cdx e ora fa storie con i 5s. Dimenticano probabilmente il fatto che il PD avesse una solida maggioranza alla Camera ma non al Senato. Dimenticano la sceneggiata di Crimi e Lombardi in streaming per umiliare Bersani che chiedeva i voti al Movimento. Ma dimenticare è tipico di una classe giornalistica che a forza di inchinarsi ha ginocchia consumate e sguardo troppo basso per vedere l’orizzonte.

REDAZIONE MILLENNIALS

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