Edoardo Varini
Due o tre cose che so del mondo
15 Marzo Mar 2018 1431 15 marzo 2018

L’intellighenzia di sinistra corre sul carro pentastellato. Ma davvero?

Carrop

Nel suo fondo sul “Corriere” odierno Paolo Mieli lamenta: «l’incredibile corsa del ceto medio riflessivo della sinistra italiana in vista di un balzo sul carro dei Cinque Stelle nei minuti successivi alla proclamazione dei risultati delle elezioni politiche».

Ora, a parte che “riflessivo” sta per “paraculo” e dunque non si capisce che mai ci sia da stupirsi, non posso proprio convenire con il meditativo Paolo allorché afferma che si tratterebbe di una sesquipedale caduta di stile. Ma di che stile stiamo palando, di grazia?

Abbiamo avuto un segretario del Pd che ha sostenuto che «il reddito di cittadinanza non dà dignità ma è assistenzialismo». Domanda: ma dal momento che tale reddito andrebbe a soggetti nel più completo disagio economico ne dovremmo dedurre che a conferire dignità a tali soggetti sono l’indigenza e l’esclusione sociale?

Malgrado questa completa e vorrei dire criminale sordità dell’intellighenzia pidiessina nei confronti dei connazionali alla fame, Mieli si avventa nel dire che con questa corsa post elettorale verso il carro pentastellato verrebbe sancito che per essa «la partita del movimento operaio e del socialismo rifomista italiano è definitivamente chiusa».

Prima, l’abbiamo visto, era vivissima. Maddai!

Ma già a uno che pensa di difendere i lavoratori parlando di “movimento operaio” oggi, che cosa vuoi dire?

Accomodatevi circensi del privilegio e dibattete di stile nei quattro-sei mesi a venire, ma il popolo italiano non ha al momento alcuna rappresentanza politica.

Il governo che si farà per certo non produrrà alcuna progettualità socialista, per la semplice ragione che essa richiede riflessione e coraggio intellettuale. Qualcuno ravvede questo virtuoso binomio nei possibili futuri premier? Non scorgo mani alzate, sento solo pernacchie.

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