Davide Cardile
Lost in LinkedIn
16 Marzo Mar 2018 0814 16 marzo 2018

LinkedIn: smettila con la Macarena ed ottieni successo (barando)

Linkedin Davide Cardile Macarena
staticflickr.com

Se ci fosse un dizionario del successo, alla voce vantaggio competitivo ci sarebbe ancora e solo una voce: RELAZIONI. Anche su LinkedIn puoi perdere tempo con la Macarena, trick, hack ed altre cose simili. O creare le vere condizioni per avere successo.

Se stai pensando che il titolo puzzi di clickbaiting…beh potresti avere quasi ragione. Quasi però. Il termine “barare” abbinato al “non vale” e “non è giusto” viene infatti usato in modo molto ampio; spesso quando si usano espressioni di questo tipo non c’è in atto un comportamento realmente scorretto o una situazione realmente scorretta, c’è solo una situazione che non ci sta bene e piace.

So per certo che i bambini ad esempio dicono “Non vale” (o hai barato) ogni qual volta vengono battuti in modo evidente. Se provi a stracciarli su una corsa di 10 metri, è facile che ti facciano notare che “non vale” perché tu hai una falcata troppo più grande della loro. (Quanto sono teneri i bambini…e no, non stracciare mai un bambino durante una corsa).

Comportamento simile però lo si ritrova anche da adulti. Nel campo del business e del lavoro, “il non vale” è spesso associato al fatto che qualcuno abbia raggiunto successo in virtù di amicizie e relazioni che gli hanno semplificato la vita.
Di contro se tu sei ancora al palo, perché non conosci nessuno o nessuno di influente ti dà una mano, allora fa tutto schifo. E non vale!

Fare la differenza e barare

Barare viene usato anche da Seth Godin, ne La Mucca Viola, quando spiega, con lo stesso carico ironico, perché alcune aziende abbiano avuto un successo che ha lasciato di stucco il mercato. Ad esempio Ryanair ha barato perché ha puntato decisamente sul low cost mentre altri pensavano non fosse possibile. (Lasciamo da parte le conseguenze e le analisi ad anni di distanza).
Nel nostro discorso invece, ciò che è importante comprendere è che anche oggi per avere successo bisogna conoscere le regole alla perfezione per infrangerle. E comprendere che se ci fosse un dizionario del successo, alla voce vantaggio competitivo ci sarebbe ancora e solo una voce: RELAZIONI. In Italia abbiamo un concetto deviato dall’accezione “raccomandati” ma è vero quanto disse Zig Ziglar:

"Un sacco di persone sono andate più lontano di quanto pensavano perché qualcun altro pensava che potevano farlo."

LinkedIn è il territorio ideale per prendersi e costruire un Vantaggio

Di tutta la tecnologia sin qui conosciuta, LinkedIn è lo strumento e il territorio ideale per creare e coltivare questo vantaggio competitivo. Un social in grado di farti individuare esperienze, competenze, Persone che possono darti una mano ed azzerare, in tempo relativamente breve, gap di tipo geografico o se vogliamo “sociale”. “La missione di LinkedIn è semplice: collegare i professionisti di tutto il mondo per aiutarli a essere più produttivi e a raggiungere i propri obiettivi professionali.”

Ecco, come essere più produttivi e come raggiungere i propri obiettivi professionali, sia un nuovo lavoro, un avanzamento in carriera, o trovare clienti, è qualcosa che necessita di Relazioni prima di ogni altra cosa.
In Italia, come detto, suona come qualcosa di strano o esoterico ma si parla di trovare Mentori, persone con più esperienza (e relazioni consolidate) che possano aiutarti a velocizzare il tuo percorso; ovunque tu stia andando. L’obiettivo di ognuno su LinkedIn dovrebbe essere dunque semplice: trova i tuoi mentori. Trova persone che possano raccontarti in anticipo cosa potrebbe succedere, cosa è successo loro, e con le quali costruire dei rapporti di stima (e perché no affetto – mentore include anche questo) che portino anche ad un vero aiuto nei momenti che contano.

La stessa storia di Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, raccontata in “Teniamoci in contatto”, ne è un esempio concreto. E come ha recentemente sintetizzato: “Come imprenditori siamo fiduciosi, ci piace pensare di poter capire le cose da soli. Ma è molto meno costoso ottenere le giuste informazioni in una conversazione di 15 /30 minuti anziché passare un paio di mesi a fare qualcosa e capire che è stata la cosa sbagliata da fare”.

Alla luce di questa dichiarazione, LinkedIn non è solo il luogo dove trovare un Mentore inteso come “guida spirituale” ma la possibilità di confrontarsi quotidianamente con persone che hanno già percorso “la strada”. Mi verrebbe da parlare di “reverse mentoring” ma il discorso diventerebbe eccessivamente lungo.

La regola 80/20 anche su LinkedIn

Ad ogni modo, quando si sente dire “LinkedIn non funziona” pensa dunque a quanto abbiamo appena detto. Pensa alla stessa situazione di un bimbo che lagna perché un adulto ha il passo più largo e veloce. E pensa all’ottusità nell’insistere su strade relativamente nuove, infarcite da parole inglesi, neologismi e tante altre cose che servono quasi a niente.

Purtroppo il feed è spietato e lucido nel raccontarlo. La maggior parte dei professionisti, di ogni genere, si sta impegnando nel produrre una marea di contenuti dei quali non si comprende l’utilità, né per lui né per gli altri.
Tantissimi sono quelli che fanno i social ma non sono social, come ha scritto l’altro giorno Osvaldo Danzi su Harvard Business Rewiew.

Purtroppo i modelli principali, quelli che fanno scattare l’applauso (ma poi perché? Per cosa?) sono quelli di Ceres, Taffo, e altri poco ambiziosi esempi del “fare ridere le persone" per attrarre attenzione e pseudo consensi.
Un’altra cosa, sulla quale insisto da tempo, a proposito del “sembrare social” è quanti professionisti saltellano al ritmo della macarena intorno a Personaggi (!), tool ed eventi di “marketing”. Come se dire di essere stati all’evento del super funnel o stare a discutere di Cro e retemption on line sia essere Social.
Non lo è affatto. Essere social è saper parlare con le Persone, sapersi relazionare con le Persone. Sapersi circondare dalle Giuste Persone.

Allo stesso modo, per quei “poveri” e tanti “ragazzi” che non trovano lavoro, smettiamola di bombardarli di spazzatura, trick, hack ed altre cose di questo genere. Basta consigliare di “farsi aiutare”.

“Saper stare al mondo”, direbbe il vecchio. Perché alla fine di questo si tratta, anche se ci scriviamo tramite smartphone, usiamo i filtri per le foto e siamo spesso tanto lontani. Perché alla fine LinkedIn non fa eccezione, vale anche qui la regola del 80/20. Poche persone, giuste, decreteranno se tu avrai successo oppure no. Perché alla fine:

“Quando una persona con solide relazioni incontra una persona senza solide relazioni, la persona senza solide relazioni rimarrà sempre indietro.”

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