Luca Barni
Banchiere di provincia
17 Marzo Mar 2018 1343 17 marzo 2018

Dalla torre degli Asinelli si vede l’orizzonte

Barni E Vernieri

Rosso, torri, acqua. Di quale città sto parlando? Sono stato a Bologna lo scorso fine settimana per la convention dei dipendenti della mia Bcc e ho scoperto che è una città con tre elementi caratteristici: il rosso dei mattoni con cui è costruita; l’acqua, per lo più sotterranea, che ha alimentato l’economia nel passato e la grande tensione verso l’alto il cui risultato ‘svetta’ nelle numerosissime note torri.

Certo, avere una sfera di cristallo tra le mani ci potrebbe aiutare, chi lo nega, ma, ripeto, nessun timore: sappiamo da dove arriviamo, sappiamo di cosa siamo capaci, sappiamo dove stiamo andando.

Un’intensa due giorni in cui tutti insieme abbiamo ammirato la città, ma, soprattutto, che ci ha consentito di confrontarci sul nostro futuro. Tema: il cambiamento. L’entrata nel Gruppo unico cooperativo è oggi un tema pressante per tutte le Bcc italiane. Spaventa? Sono sincero, come tutti i cambiamenti, capisco che a qualcuno possa sollevare preoccupazioni. Ma c’è da avere paura? E qui rispondo secco: no. Nessun timore, perché noi non abbiamo nulla da temere. Certo, avere una sfera di cristallo tra le mani ci potrebbe aiutare, chi lo nega, ma, ripeto, nessun timore: sappiamo da dove arriviamo, sappiamo di cosa siamo capaci, sappiamo dove stiamo andando.

...il futuro lo si costruisce insieme ogni giorno stabilendo il nuovo paradigma fondato sull’unione della relazione con la clientela insieme all’efficienza nella produzione del reddito.

Diceva Lao Tze che “quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla». Frase stra-conosciuta ma che ci permette di cambiare il modo di guardare al cambiamento. E per farlo abbiamo voluto confrontarci direttamente con chi si stà occupando delle persone all’interno del Gruppo. Perché è solo guardandosi negli occhi e dialogando con trasparenza che si affrontano i temi e si dipanano le paure. Parole confermate da Marco Vernieri ( Responsabile Risorse Umane di Iccrea e delle relazioni sindacali Federcasse): il futuro lo si costruisce insieme ogni giorno stabilendo il nuovo paradigma fondato sull’unione della relazione con la clientela insieme all’efficienza nella produzione del reddito.

È stato lui a confermare che la ricerca de nuovo paradigma è giusta, a delinearne gli scenari, ma soprattutto a tracciare le opportunità che ognuno di noi potrà cogliere . A riallineare i nostri valori essenziali al cambiamento di pelle che il tempo dell’oggi richiede. Una cosa però è certa, nel ridefinire il modo di guardarsi, la nostra identità resta ferma; la nostra storia è quella che le Bcc hanno costruito - giorno dopo giorno - in oltre 130 anni; la nostra natura è nel nostro modo di essere prima ancora che nel nostro modo di fare banca.

Una cosa però è certa, nel ridefinire il modo di guardarsi, la nostra identità resta ferma; la nostra storia è quella che le Bcc hanno costruito - giorno dopo giorno - in oltre 130 anni; la nostra natura è nel nostro modo di essere prima ancora che nel nostro modo di fare banca.

Le Bcc lo sapranno fare? Mutualismo e cooperazione insegnano proprio questo: l’unione di tutti vale molto di più della semplice aritmetica somma dei singoli. Lucio Dalla amava dire che Bologna ha sempre avuto un problema: nata al centro della pianura, rischiava di esser solo un posto dal quale si transita, una tappa sul cammino: si passa, e via; e proprio per questo i bolognesi hanno sempre avuto nell’animo la capacità di far stare bene chi da li transitava, un dna speciale, una caratteristica tramandata nei secoli fondata sulla semplicità – e la qualità - delle relazioni umane basilari, e così la città non ha mai smesso di crescere.

Mi piace ricordare questo aneddoto del grande Lucio, e proprio per questo forse non è stato un caso l’aver scelto Bologna.

Cosa abbiamo imparato a Bologna ? … ad avere una visione panoramica. Senza vertigini, perché lo sappiamo che se vuoi fare un passo avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo. Dalla torre degli Asinelli abbiamo visto l’orizzonte…e il futuro.

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