Luca Barni
Banchiere di provincia
31 Marzo Mar 2018 1311 31 marzo 2018

Tra il dire e il fare…tra Facebook fake-news e Pmi…

FOTO BARNI PUBBLICITA' Medium

C’è un’Italia che si racconta - o che se la racconta - e una che vive, produce e fatica.

C’è la gente che ascolta, legge e si informa. Ma c’è anche chi, colpito dalle miriade di informazioni che ci bombardano ogni secondo, non riesce più a distinguere una notizia vera da una falsa; ciò che è reale da ciò che viene costruito ad arte; una news da una fake news. Un amico giornalista mi ha sempre ricordato che una notizia prima di essere pubblicata dovrebbe essere confermata da tre diverse fonti. Ma chi ci riesce, chi lo fa oggi? Cosa voglio dire? Guardo alle pmi. Le tanto care piccole e medie imprese alle quali, spesso e volentieri, vengono aggiunte anche le micro. Sono il motore d’Italia, la spina dorsale dell’economia. Fatta di gente che fa...e non parla. Che re-inventa ogni giorno come stare sul mercato, adeguandosi ai cambiamenti. E quindi? Di recente, e diversamente dal passato, nei più importanti media sono cominciati a volare alti gli elogi e gli attestati sulla loro importanza per il futuro della nostra economia. Ma queste sono tutte solo delle gran “pacche sulle spalle” se poi manca la linfa: eh si, perché poi il trend dei finanziamenti alle mpmi è oggi, come durante tutto il periodo della crisi, in continua discesa. Ricordiamocelo! ( dati non parole).

C’è la gente che ascolta, legge e si informa. Ma c’è anche chi, colpito dalle miriade di informazioni che ci bombardano ogni secondo, non riesce più a distinguere una notizia vera da una falsa; ciò che è reale da ciò che viene costruito ad arte; una news da una fake news

Perché questo sfogo? Perché mi infervoro! Da giorni leggo – e qui veniamo al dire- pomposi titoli di giornali : “Il Credito alle imprese cresce”; viviamo un “momento di accelerazione corale”. E di chi sarebbe il merito di cotanto entusiasmo? Prioritariamente,oggi, delle nostre pmi. E di per se questo mi fa davvero felice, perché, tra l’altro, le Pmi sono da sempre il terreno sul quale il Credito Cooperativo costruisce la propria azione creditizia: ma l’entusiasmo muta se passiamo dal “dire” ai freddi numeri dei finanziamenti erogati. L’Osservatorio su Credito e Rischio delle Imprese, realizzato da Assolombarda e Cerved ci dice ad esempio che “in Lombardia la quota di prestiti bancari destinata alle medio-grandi imprese è pari all’87% del totale, mentre solamente il 13 % dei prestiti va alle piccole imprese. Il dato più preoccupante però riguarda le tendenze: il credito alle imprese più piccole è in diminuzione da due anni a ritmi del 3%. Viceversa, i prestiti alle società più grandi crescono”. Insomma, a voi non viene qualche dubbio ?

Agatha Christie ci ha insegnato che “un indizio è un indizio; due indizi sono una coincidenza. Ma tre indizi fanno una prova”. E qui, di indizi, ce ne sono già troppi. Basta informarsi, leggere, confrontare rassegne stampa e analisi di più istituti di ricerca

Agatha Christie ci ha insegnato che un indizio è un indizio; due indizi sono una coincidenza. Ma tre indizi fanno una prova”. E qui, di indizi, ce ne sono già troppi. Basta informarsi, leggere, confrontare rassegne stampa e analisi di più istituti di ricerca … il quadro è sempre lo stesso. Da una parte le parole, dall’altra i fatti. Anche il mondo bancario non si sottrae alla deriva semplicistica e, purtroppo, a tratti mistificante che sta imperando. Attonito, sento dichiarazioni di importanti manager di banche grandi che dispiegano i potenti mezzi dei loro comunicatori per sostenere l’assioma .“Siamo la banca del Paese (sentita personalmente e preciso che per paese intendeva ogni piccolo paese di provincia … incredibile!!) . Ma anche, siamo la “banca della solidarietà attenta” (precisazione: nell’azionariato ha Black Rock); “la ripresa c’è e noi la finanziamo”. Boh. Sono da sempre un ottimista, ma voglio e chiedo fatti a sostegno, no dichiarazioni di comodo. Quando sento un importante amministratore delegato di una banca grande, ancora ieri, dichiarare che erogherà centinaia di miliardi in pochi anni all’economia reale, sono contento. Ma c’è da sperare che anche solo una piccola parte vada alle pmi perché, ad oggi, le statistiche dicono altro rispetto alle roboanti dichiarazioni.

...Che Facebook è lo specchio dei tempi. È un luogo (virtuale) dove ce la si racconta. E tendenzialmente sempre con chi la pensa come noi. È un ambiente definito “confortante”, dove ci viene offerto sempre quello che vorremmo sentirci dire. Manca il confronto...

Leggevo in questi giorni un interessate articolo sociologico su Facebook scaturito dal recente scandalo sull’uso politico dei dati degli utenti del social network. La comunicazione indotta da Facebook, lungi dal possedere un respiro universalistico, è atomizzata al massimo. Sfocia nella segmentazione di un’utenza che cerca e sviluppa il contatto tra persone che si sentono fortemente affini, dotate di gusti e orientamenti analoghi: una condizione che rafforza la convinzione di stare dalla parte giusta”. Cosa significa? Che Facebook è lo specchio dei tempi. È un luogo (virtuale) dove ce la si racconta. E tendenzialmente sempre con chi la pensa come noi. È un ambiente definito “confortante”, dove ci viene offerto sempre quello che vorremmo sentirci dire. Manca il confronto. Proprio come quelle roboanti dichiarazioni che risultano poi distoniche rispetto ai fatti reali. Ma è sul confronto che si fa la differenza e si cresce. Il confronto è più produttivo, non semplifica ed è più faticoso ma ci spinge a dare sempre il meglio.

...Proprio come quelle roboanti dichiarazioni che risultano poi distoniche rispetto ai fatti reali. Ma è sul confronto che si fa la differenza e si cresce. Il confronto è più produttivo, non semplifica ed è più faticoso ma ci spinge a dare sempre il meglio.

È in questa dinamica che emerge tutta la distanza tra il dire e il fare. Tra una comunicazione accomodante (la gran bella pacca sulla spalla) e la realtà. Nel pieno della discussione sulle fake news e sull’utilizzo improprio dei dati ci sono ancora delle certezze. Sono le certezze date da quanti ci mettono (ancora) la faccia, coscienti che il peer monitoring li spazzerebbe via in un attimo se raccontassero balle. A qualcuno potrà sembrare antiquariato, ma il paradigma della Bcc è ancora profondamente attuale. Cooperazione e mutualità sono alla base di quel “controllo alla pari” che è fondamentale nella relazione tra banca e territorio, tra bancario e persona sia esso la casalinga piuttosto che l’imprenditore.

Ci si guarda negli occhi. E gli occhi non mentono. Quale modo più diretto per smascherare le fake news?

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