Massimo Sorci
Attentialcane
4 Aprile Apr 2018 0941 04 aprile 2018

L'invito a strascico di Di Maio

Pescatore Con Rete

Oggi il presidente Mattarella dà il via alle consultazioni che dovrebbero portare alla formazione del nuovo governo. Lo scenario è piuttosto ingarbugliato, diciamo. La luna di miele tra M5s e Lega è durata giusto il tempo di salutare l’insediamento dei presidenti di Camera e Senato e ora pare si sia tornati allo stallo. Il Pd se ne sta sulla collina (per ora), Berlusconi ricorda a Salvini che senza di lui la Lega è destinata a fare il vaso di coccio, mentre i 5 Stelle…

Ecco, i 5 Stelle. Come si muoveranno i 5 Stelle? Di Maio ha dettato la linea e forse è questa la novità con la quale si apre il rito degli incontri tra il presidente della Repubblica e le delegazioni. Qui c’è il nostro «contratto per il governo» – dice il leader pentastellato – Siamo disponibili a sottoscriverlo sia con la Lega che con il Pd, a patto che Salvini mandi a quel paese Berlusconi e il Partito democratico si sbarazzi di Renzi.

Una novità – questa di Di Maio – che è stata giudicata da diverse angolature. E’ una mossa tattica che nasconde un messaggio alla Lega; è una carezza al proprio elettorato che ha dovuto digerire l’accordo per la Casellati al Senato; è un’indebita interferenza in casa altrui; è la prova provata che i grillini vogliono forzare la mano per andare nuovamente alle urne; è il tentativo di buttarla in caciara per favorire un accordo altro e ritagliarsi l’eterno ruolo di oppositori del sistema.

Io credo che nella mossa di Di Maio ci sia un aspetto che va oltre il qui e ora. In quell’invito a strascico non c’è superficialità nè sconsideratezza e neppure, nel migliore dei casi, tatticismo. Nel «per me pari sono» c’è la convinzione ferma e irrevocabile di stare dalla parte giusta. C’è – in una parola – la Verità del Contratto Sociale di Rousseau, la rotta tracciata di un Programma che non ammette arretramenti nè scarti di lato, l’inflessibilità di una Legge che sì, teorizza contatti con gli impuri, ma a patto che si convertano.

Ecco perché la Lega vale il Pd. E Mattarella si metta di lato.

(www.attentialcane.org)

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