Elisabetta Favale
E(li's)books
11 Aprile Apr 2018 0616 11 aprile 2018

Una ragazza affidabile - Silena Santoni - Recensione

UNA RAGAZZA AFFIDABILE SILENA SANTONI

Da oggi in libreria. Di seguito la trama, una breve nota sull'autrice e il mio racconto di questo libro che ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima.

UNA RAGAZZA AFFIDABILE - SILENA SANTONI

Giunti Editore | Collana Scrittori Giunti

276 pagine | 18.00 euro |

TRAMA

Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni, così lontana dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere di scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza: l’impegno nello studio, la lotta contro l’obesità, l’attrazione che evolve in amore per il cugino Sergio, il rapporto complesso con la sorella, l’invidia, mai del tutto riconosciuta, per la sua propensione a cavalcare le tumultuose vicende del suo tempo.

Un’inquietudine crescente si impadronisce di Agnese. È assalita dall’ansia per le due figlie, in vacanza da sole e non raggiungibili telefonicamente, mentre il viaggio nella memoria la riconduce in modo inesorabile al punto, dolorosissimo, che ha segnato la sua vita.

Intanto a Bolzano un ispettore di polizia interroga due sorelle, uniche testimoni di un incidente sciistico costato la vita a un loro compagno di vacanza. Il sospetto che gli sci siano stati manomessi alimenta nel commissario la convinzione che le ragazze siano responsabili dell’accaduto. Al termine del romanzo, in un susseguirsi di colpi di scena, le tessere del puzzle si ricompongono. Niente è come sembra.

Silena Santoni è nata e vive a Firenze. Per molti anni ha insegnato Lettere nelle scuole medie e superiori. Ha frequentato una scuola triennale di recitazione e un corso annuale di sceneggiatura teatrale e scrive brani e adattamenti teatrali per la compagnia Katapult nella quale recita. Con il suo primo romanzo Il canto dell’aragosta ha ottenuto la menzione d’onore al Premio Cattolica 2015. Nello stesso anno ha vinto col racconto Volver il fiorino di bronzo al Premio Conti di Firenze.

Ho incontrato Silena Santoni nella sede milanese di Giunti, bionda, magra, un sorriso aperto e una luce negli occhi, è una luce di soddisfazione. Silena ha esordito con questo romanzo, un thr involontario come ha spiegato lei! Un racconto che parte con un tono conciliante, si parla di “sorellanza” e via via, continui passaggi tra passato e presente, trascinano il lettore in una storia dove, di fatto, non ci sono personaggi positivi.

Micaela è la sorella maggiore, è bella, vivace, corteggiata, magra.

Agnese è la minore, non particolarmente bella, introversa, solitaria, grassa.

Come spesso avviene nelle dinamiche familiari, soprattutto tra fratelli dello stesso sesso, si finisce per ferirsi con quella crudeltà fomentata dalla competizione più o meno giustificata. Le cosiddette “dinamiche di rifiuto” poste in atto dai membri di un nucleo familiare causano ferite profondissime dalle quali difficilmente ci si affranca.

La discussione degenera in rissa. Ripercorriamo l’infanzia, l’adolescenza, la giovinezza, aggrappandovi alle inezie, trasformando cose da nulla in motivi di risentimento profondo. Senza esclusione di colpi sfoghiamo delusioni, la rabbia, le sofferenze che ognuna di noi si è portata dentro e che sono decantate in trenta anni di separazione e di silenzio “.

Questo è successo ad Agnese, il suo rancore fermenterà all’infinito per tutta la vita. A nulla serviranno i suoi successi scolastici, il riappropriarsi del proprio corpo fino ad uscire dal ruolo di brutto anatroccolo, la carriera, il matrimonio e infine le figlie. Agnese ha un brillante al dito, vestiti firmati, capelli in ordine e non deve neppure chiedersi quanto costano le cose, è distinta, borghese e colta che però continua a vivere in un passato solo all’apparenza sepolto.

Indugio nel cortile, impastoiata dai lacci di un passato lontano che avevo sepolto”.

Micaela, come la sorella, è rimasta fedele a se stessa. Vive e si rapporta al mondo come quando aveva venti anni, ma di anni ne ha sessanta e ciò che emerge chiaro al lettore è che a poco le è servito vivere intensamente, è rimasta “al palo”.

Alla fine si presenta con una gonna troppo corta e con un paio di stivali lucidi, elasticizzati, che le fasciano il polpaccio”.

Le relazioni fraterne dovrebbero rappresentare un’oasi di stabilità nella vita, tra Agnese e Micaela manca dall’inizio il sentimento di fiducia e comprensione, si sviluppa una “ostilità primaria” che si nutrirà soprattutto della lotta per uno stesso uomo.

Man mano che si va avanti nella storia vien da chiedersi quanto ci sia di autobiografico (Silena è figlia unica e non ha figli per cui niente! Allora 10+!) i due personaggi principali, le due sorelle, sono vere, concrete, bella l’analisi introspettiva che Silena Santoni fa fare ad Agnese, la vera protagonista della storia, molto ben raccontati gli "scorci" storici: un famoso discorso di Lama, la parentesi delle lotte femministe, della violenza delle brigate rosse e ogni fatto è evidente, poggia basi ferme su episodi realmente accaduti e dai quali Silena ha attinto.

Non c’è intento moralistico in questa storia, la domanda principale è: quanto il caso può influenzare la nostra vita e soprattutto, siamo certi di non avere mezzi per opporci?

La famiglia qui non rappresenta “protezione” ma frustrazione e l’amore è, per Agnese, umiliazione, è rifiuto, autodistruzione che sfocia nella negazione, perdita completa con la realtà e con ciò che è giusto e ciò che non lo è, tra bene e male.

Sono i desideri a muovere il mondo: di fronte al loro insorgere anche le certezze più solide di eclissano. Come l’ombra a mezzogiorno “.

Una lezione che Agnese impara troppo tardi.

Perché leggere questo libro: perché è coinvolgente, perché è scritto bene, perché Silena Santoni ha tirato fuori due colpi di scena da scrittrice navigata, la sua è una storia sorprendente! Davvero.

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