Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
3 Maggio Mag 2018 1627 03 maggio 2018

Com’è bella la vita sotto il tetto del 3%

Cult

Proverbio del 3 maggio La gloria ci viene dagli altri

Numero del giorno: 129,7 Debito pubblico italiano in % sul pil previsto nel 2019

Ora che finalmente stiamo tutti sotto il tetto del 3% vi sarete accorti che va tutto benissimo. Niente più ansie da fine mese. Lo spread è stato cancellato dal vocabolario. L’euro si ribassa persino. Aumenta l’occupazione, perbacco. Sotto il 3% la vita nell’eurozona, improvvisamente, è divenuta bellissima.

Come quale 3%? Maddai, non avete letto le previsioni di primavera della Commissione Ue? Caspita ma allora non sapete niente. Adesso ve lo dico io: siamo tutti sotto il 3% del deficit/pil. E’ la prima volta nella storia dell’eurozona. “Il 2018 si prevede che sia il primo anno dall’inizio dell’Unione economica e monetaria in cui tutti i governi gestiscono deficit di bilancio inferiori al 3% del pil, come indicato dai Trattati”. E occhio al si prevede, perché non si può mai sapere.

L’altra buona notizia è che l’economia sta rallentando. Saperlo farà bene allo spirito dei pigri e di quelli che non hanno fretta. Immagino sia un’altra meravigliosa conseguenza del cielo sotto il 3%.

Se poi vi interessano i casi nostri, sappiate che noi italiani rallenteremo pure, e sempre per fortuna: l’1,5% quest’anno, l’1,2% nel 2019, quando il nostro debito mostruosamente pubblico dovrebbe scendere nientemeno che sotto il 130% del pil. Per allora la disoccupazione scenderà al 10,6% e il nostro deficit/pil, per la gioia dei trepercentisti, nota setta mistica di stanza a Bruxelles, sarà stabilmente all’1,7%, pure se peggiorerà il saldo strutturale che vi spiegherei cos’è se l’avessi capito.

Mentre vi accecate cercando di interpretare il gergo esoterico dei trepercentisti, sappiate che grandi cose si preparano per noi tutti, che viviamo nella splendida casa comune dell’EZ. Ve ne dico una che rende l’idea. La Germania ha annunciato giusto ieri che non farà nuovi debiti nel 2018 e neanche quelli successivi perché è teutonicamente ferma nel suo proposito di far scendere il debito pubblico sotto il 60% come previsto dall’altra setta brussellese, quella dei sessanpercentisti, pure nelle sue varianti gnostiche derivate dalla contaminazione con l’eresia keynesiana. Sarà la prima volta dal 2002 che la Germania riuscirà a tornare sotto il 60% del pil. Ossia da quando l’euro è entrato nelle nostre vite.

In Germania la setta dei trepercentisti ha trionfato da tempo, al punto che ormai si è evoluta in quella degli avanzisti, che non sono i riciclatori di avanzi alimentari, ma ossia di coloro che promettono il paradiso in terra rendendo grazie all’avanzo fiscale del settore pubblico, ormai esagerato in Germania. Possiamo dire che lentamente tutta l’EZ si sta accordando al suo profeta, e i risultati si vedono. Ora siamo tutti felici, sotto il tetto del 3%. E figuratevi quanto lo saremo sotto quello del 60%.

A domani.

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