Elisabetta Favale
E(li's)books
9 Maggio Mag 2018 0654 09 maggio 2018

La Barcellona desnuda di Amaranta Sbardella - Recensione

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Oggi voglio segnalare un libro di racconti, una bella guida letteraria della città di Barcellona:

Barcelona desnuda

“Fuga nella città: letteratura, luoghi comuni e insoliti cammini. Nella Barcellona dei nostri giorni, i protagonisti di alcune delle maggiori opere letterarie sulla città catalana, Petra Delicado, Clara Barceló, Pepe Carvalho e molti altri con loro, scappano da una stanzetta malridotta del Raval e tornano come spettri in libertà alla Barcellona narrata nei libri. Vagano indisturbati, entrano in caffè e teatri, si calano di nuovo nei luoghi che conoscono, oggi mutati profondamente se non addirittura scomparsi, svelandoci una città più intima e segreta. Grazie a loro scopriamo una Barcellona a tratti sconosciuta, ben lontana dalla cristallizzazione turistica e modernista che da sempre ne accompagna l’immaginario.”

L’AUTRICE

Amaranta Sbardella

Amaranta Sbardella affianca la ricerca letteraria all’attività di editing e di traduzione editoriale da castigliano e catalano per importanti case editrici. Ha vissuto a lungo in Spagna e in particolare a Barcellona. La sua curatela dal catalano di Sotto l’attonita freddezza di questi occhi di Salvador Espriu ha vinto il premio del Departament de Cultura de la Generalitat de Catalunya. Nel 2016 ottiene una borsa di studio della prestigiosa Fundació Mercè Rodoreda. Molte sue traduzioni importanti figurano nei cataloghi di nottetempo, Marsilio, Nutrimenti, Sonzogno. Autrice di numerosi studi sulle riscritture dei miti greci e sulle letterature di ambito iberico, ha recentemente pubblicato Il mostro e la fanciulla. Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento, Quodlibet 2017.

Barcelona desnuda è la sua prima prova letteraria.

COSA HA LASCIATO A ME IL LIBRO

Le vacanze si avvicinano e tra le località che non ci si stanca mai di visitare (non credo sia solo una mia opinione!) c’è di sicuro Barcellona. Se amate i libri come me, se amate fare dei viaggi che abbiano qualcosa di speciale, che escano dal circuito commerciale delle guide turistiche allora dovete acquistare e leggere una guida letteraria, è un consiglio che ho già dato molte volte ma meglio ribadirlo!.

Nel caso di Barcellona desnuda vi troverete a leggere un libro di racconti che hanno come protagonista principale la città di Barcellona e coprotagonisti i personaggi delle opere di famosi scrittori. Amaranta Sbardella, l’autrice, ci guida in giro per la città fornendoci uno strumento potentissimo, la suggestione della narrazione!

Così : “Memorie di un gatto. Barcellona tra industrie, anarchici e splendori”, il primo racconto (liberamente ispirato a“Teresuccia-che-scendeva-le-scale” in Arianna nel labirinto grottesco di Salvador Espriu, 1935; La città dei prodigi di Eduardo Mendoza, 1986; Un signore di Barcellona di Josep Pla, 1951), ci porta, con passo felino, nella Barcellona delle fabbriche:

Barcellona, di notte, è la magia. I monti lontani, i lumini fiochi. I fumi bianchi che salgono dalle ciminiere, da una, da due, da tre fumaioli in mattone. Proprio davanti a lui, a Barceloneta, lo stabilimento della Maquinista Terrestre i Maritima, con l’arco sotto cui passano gli uomini, i carri e i cavalli. A destra, a Poblenou, un’altra struttura massiccia, ma più recente, della Maquinista. Sulla sinistra, contro la collina ancora spoglia e buia del Tibidabo, si stagliano le volute delle possenti fabbriche di Sants e di Les Corts e, non troppo lontano, quella del Vapor Nou di Gràcia. Ciminiere alberi, con colonne di fumo opalescente, tronchi di una foresta incantata, nelle cui radici fremono forni, rulli, macchinari e telai industriali. (…)Barcellona è la magia, Barcellona è il carbone, Barcellona è la voce, Barcellona è il mare. Barcellona è la locomotiva dell’intera Spagna. E gli sbuffi di bianco squarciano la notte oscura di stelle. ”

Il resoconto delle sanguinose contestazioni della “settimana tragica” che vide operai di Barcellona opporsi all’esercito con il supporto di gruppi anarchici viene fatto da un gatto che commenta eventi storici di rilievo, accenna a Primo de Rivera chiamandolo dittatore senza tralasciare di descrivere l’architettura della città raccontando del Barri Gòtic e di Gaudì.

Barcellona desnuda è un po' una sorta di "lu cuntu de li cunti", i racconti che compongono questa singolare guida della città sono indipendenti l'uno dall'altro eppure sembra finiscano per intrecciarsi man mano che spingono il lettore a curiosare per le strade della città con gli occhi dei personaggi.

Bello lasciarsi coinvolgere dal racconto appassionato di Clara (Una cieca passione Clara e i rimpianti

Liberamente ispirato a L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón, 2001), siamo a plaça Reial al mattino presto, quando la città si sta svegliando. In quella piazza di notte la vita ribolle, “una vita che non fa per lei (Clara): cantanti jazz al famoso Jamboree, viveur, pittori sparsi e vocianti tra il Glaciar e il Café Minotauro. Non ha mai amato confondersi con la folla, neppure con quella gauche divine di intellettuali, scrittori e antifranchisti che in questi primi anni Settanta anima Barcellona.”

Nel racconto di Clara sfilano artisti barcellonesi e latinoamericani come García Márquez, Donoso, Vargas Llosa, Barral, José Agustín Goytisolo, Terenci Moix, Jaime Gil de Biedma, i fotografi Miserachs e Maspons, l’architetto Bohigas, gli editori Tusquets, Barral e Herralde, l’agente letteraria Carmen Balcells.

E’ il 2 marzo 1974, giorno dell’esecuzione di Salvador Puig i Antich e di Heinz Chez, tra le ultime vittime della dittatura militare di Franco, Clara passa da carrer de Sant Domènec del Call e carrer d’en Marlet, dove le hanno raccontato di un’antichissima iscrizione in ebraico, ripulita di continuo da svastiche e celtiche. Confesso che non me ne ricordo, Call è il nome del Ghetto ebraico medioevale di Barcelona. Il termine Call rappresenta la denominazione di tutti i ghetti ebraici della Catalogna; quello di Barcelona era il più grande della regione, seguito da quello di Girona, tutt’ora molto ben conservato.

La prossima volta farò il tragitto di Clara e cercherò l’iscrizione. Nulla invece vi dirò dell’amore infelice di Clara che leggerete in Barcellona desnuda!

Un altro bel racconto coinvolge Carvalho e Montalbán, (Una cena per Pepe Carvalho In giro per mercati con Biscuter Liberamente ispirato a L’uomo della mia vita di Manuel Vázquez Montalbán, 2000).

Si parte dalla Rambla de Santa Mònica verso l’arsenale di Drassanes e le spiagge, Carvalho ripensa alla

Città vedova del potere”, “Regina del Mediterraneo”, “Rosa di Fuoco anarchica”: quelle metafore sono ormai solo vecchie vesti dismesse.”

Deve incontrare la signorina Charo che “è tornata da Andorra ad allietare la cupezza climaterica di Carvalho” Discende “La Rambla, dove man mano i negozi storici chiudono per lasciare il posto agli altari della paccottiglia e ai covi del divertimento preconfezionato. Balzella sul rosso, sul giallo e sul blu del mosaico di Joan Miró, mosaico ispirato all’accoglienza, dove quasi vent’anni dopo si fermerà la corsa folle e assassina del terrorista islamico Younes Abouyaaqoub.”

Ma è insieme a Biscuter che facciamo un giro al mercato della Boqueria, a prendere un caffè ma solo al café Pinotxo, ci siete mai stati? Il gestore è noto per essere un tipo decisamente simpatico! Ma poi ci spostiamo ad un altro mercato, forse meno noto, “Santa Caterina, al lato opposto della Ciutat Vella, vicino a via Laietana, o Sant Antoni, il mercato costruito a imitazione di Les Halles?”

Una struttura davvero originale, “famoso per il tetto sgargiante a trencadís di Enric Miralles e Benedetta Tagliabue” .

Insomma, Barcellona desnuda è un vero e proprio "calco" della città in cui l'autrice ha sapientemente lasciato "colare" personaggi e autori che la rappresentano: Petra Delicado, Clara Barceló, Pepe Carvalho e molti altri si animano in racconti coinvolgenti tanto da non sapere più ciò che è vero e ciò che non lo è.

Ho apprezzato molto i cenni storici e anche l’espediente di utilizzare personaggi di romanzi noti per un bel “ripasso” di autori catalani.

Troviamo (ne cito solo alcuni):

Salvador Espriu (1913-1985). Poeta, narratore e drammaturgo. Malgrado la sua riservatezza diviene, negli anni della dittatura, il Vate catalano della lotta contro Franco.

Alicia Giménez-Bartlett (1951). Dopo gli studi in Lettere, esordisce nel 1984 con Exit. Negli anni Novanta crea il personaggio dell’ispettore Petra Delicado, protagonista di una serie di romanzi polizieschi assieme al viceispettore Fermín Garzón.

Eduardo Mendoza Garriga (1943). Autore fine e ricercato, descrive spesso personaggi umili che cercano un loro spazio nella società.

Josep Pla i Casadevall (1897-1981). Scrittore e giornalista, ha al suo attivo un’opera sterminata, composta da diari, descrizioni di viaggi e paesaggi, racconti, biografie e molto altro.

Carlos Ruiz Zafón (1964). Scrittore e sceneggiatore, è autore del bestseller mondiale L’ombra del vento (2001).

Joan Sales i Vallès (1912-1983). Soldato nella guerra civile spagnola, trascorre nove anni in esilio e quindi torna a Barcellona, dove gioca un ruolo fondamentale nella pubblicazione di autori in lingua catalana come Mercè Rodoreda e Llorenç Villalonga.

Manuel Vázquez Montalbán (1939-2003). Laureato in Lettere, viene arrestato per la sua partecipazione alle lotte universitarie contro la dittatura franchista. Deve la fama internazionale ai romanzi polizieschi incentrati sulla figura dell’investigatore Pepe Carvalho.

Io vi ricordo anche che nel 2015 Barcellona è stata nominata città della letteratura, il riconoscimento è dovuto sicuramente al numero di librerie e biblioteche, al fatto che è una città bilingue e che organizza eventi letterari famosi come ad esempio la festa dei libri e delle rose che guarda caso cade il 23 Aprile (che è anche il giorno della festa di San Jordi), e che proprio per questo nel 1995 l’UNESCO ha deciso di dichiarare tale data come la giornata mondiale del libro. In questa giornata le strade sono piene di banchetti che vendono libri di ogni tipo e rose: le coppie, per tradizione, si scambiano regali. L’uomo riceve un libro e la donna una rosa e così San Jordi è diventato il santo degli innamorati della Catalogna. Si racconta che San Jordi uccise il drago per salvare la principessa e che la rosa nacque dal sangue versato.
I libri si aggiunsero a questa festa nel 1930, quando si decise di festeggiare il libro nel giorno della morte di Miguel de Cervantes. Spesso autori celebri sono in strada ad autografare le loro opere. Nel cortile gotico della chiesa dedicata al Santo si ha occasione di prendere parte alla benedizione delle rose.

Quel che ha fatto Amaranta Sbardella è traferirci la sua esperienza diretta di chi conosce Barcellona, ci ha vissuto e ha deciso di adoperare la letteratura come una sorta di filtro per guardarla e "trasferirla" al lettore.

Barcellona desnuda è a tutti gli effetti un "atto creativo" di scrittura, un libro di racconti che ha in sé l'eco, la risonanza della tradizione letteraria della città.

Per chi visiterà il Salone Internazionale del libro di Torino potrà trovare il libro allo stand H113 della casa editrice.

Exòrma pubblica letteratura, letteratura di viaggio, saggi narrativi, con particolare attenzione agli aspetti antropologici, estetici, all’attualità dei temi sociali. “Scritti Traversi” (luoghi e viaggi, dal reportage al romanzo-saggio) e “quisiscrivemale” (narrativa) sono le due collane principali.

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