Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
24 Maggio Mag 2018 1602 24 maggio 2018

Caro Presidente non trattarci da deficitenti

Scrivere Lettera

Proverbio del 24 maggio Dove va l’ago, va anche il filo

Numero del giorno: 8.000.000 Pizze prodotte ogni giorno in Italia

Caro Presidente incaricato,

stamattina mi sono trovato a leggere una dichiarazione della Merkel, che si trova in Cina, dove veniva detto che la Germania e la Cina sosterranno l’accordo sul nucleare iraniano, che è non il migliore possibile, ma è sempre meglio di nulla. Forse lei avrà riconosciuto una consonanza di destino, in questa affermazione. Ora sono consapevole che molti sostenitori del suo probabile governo odiano la Merkel perché è tedesca, e quindi cattiva ed egoista, però sono certo che lei, fine conoscitore delle relazioni commerciali del nostro paese, converrà sul fatto che tale dichiarazione ha fatto un gran bene alla nostra economia.

Orbene, adesso la so impegnata in febbrili trattative per individuare l’unica casella che pare sia rimasta libera nel suo album di figurine ministeriale, quella dell’Economia.

La prego perciò di accettare una umilissima preghiera che arriva da uno di quei cittadini che lei ha promesso pubblicamente di voler difendere, anche se non so bene da chi, e non credo si riferisse ai suoi dante causa. Mi sorge il sospetto tuttavia che gli unici verso i quali dovrei indirizzare il mio diritto alla legittima difesa, peraltro ampiamente garantito anche nel contratto con gli italieni che immagino lei abbia letto, siano i tanti che le suggeriscono all’orecchio che la parola magica per risolvere i nostri annosi problemi sia la solita, facile e seducente: deficit.

Perciò ho una preghiera di rivolgerle, ora che deve decidere (perché decide lei giusto?) chi sarà il prossimo custode del nostro salvadanio pubblico, peraltro vagamente scassato. Pensi alla Merkel che tiene in piedi l’accordo con l’Iran e magari dica a quelli che le chiedono di firmare un assegno in bianco che il prossimo ministro dell’economia lo sceglierà ispirandosi alle commedie di Molière.

Ma soprattutto, gentile presidente, non ci tratti da deficitenti.

Grazie.

A domani.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook