Elisabetta Favale
E(li's)books
11 Giugno Giu 2018 0751 11 giugno 2018

Nerio Nesi ci racconta Le passioni degli Olivetti

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Le passioni degli Olivetti, un libro di Nerio Nesi (Aragno editore), l’ho comprato al Salone Internazionale del libro di Torino allo stand dell’editore. Mi hanno attratto i protagonisti del libro e anche l’autore.

Nerio Nesi venne assunto in Olivetti poco più che trentenne, era il 1958 e il suo compito era occuparsi dei servizi finanziari.

Questo interessante saggio su una delle famiglie più rappresentative della storia industriale dell’Italia, vuole essere un omaggio non solo ad Adriano ma anche a Camillo e Roberto e a Laura, figlia di Adriano.

Scopriamo così che la Olivetti di Camillo era quella che si preoccupava della tecnologia e che guardò alla organizzazione delle maestranze in modo innovativo, socialista direi.

Nesi racconta di un Camillo Olivetti che esortava i suoi operai alla lotta, erano gli anni Quaranta, quando morì, a dicembre del 1943 una folla di operai sfidò il pericolo (le campagne erano ancora messe a ferro e fuoco dai tedeschi che perseguitavano i partigiani) per assistere ai funerali di quell’uomo che aveva contribuito a trasformarli da contadini a operai.

Ma Nesi ci fa conoscere anche Roberto Olivetti figlio di Adriano. Il rapporto complicato fra i due fu vissuto con evidente “dolore” da questo figlio che si trovò a dover fare i conti per tutta la vita con un mito quale era Adriano. Uno dei grandi meriti di Roberto fu quello di credere fermamente nello sviluppo dell’elettronica, lottò molto all’interno dell’azienda che era nata e cresciuta fabbricando macchine da scrivere e calcolatrici. Chi era cresciuto accanto a suo nonno e a suo padre non lo appoggiava e non credeva nelle potenzialità dell’elettronica.

Nesi racconta di quando Roberto gli chiese di andare da Enrico Cuccia in Mediobanca per fargli capire qual era il salto che l’azienda voleva fare, arrivare ad essere un colosso mondiale dell’elettronica. Purtroppo Cuccia non lo capì erano i primi anni Sessanta e quell’errore costo’ a Olivetti e probabilmente all’Italia l’opportunità di essere protagonisti dell’epoca “moderna”.

La figura di Roberto Olivetti è quella di un uomo, dunque, che dovette affrontare poteri molto più grandi di quelli con cui Camillo e Adriano si confrontarono. Nesi, che negli anni Sessanta era un esponente del Partito Socialista, ci suggerisce come, verosimilmente, dietro il fallimento delle ambizioni di Roberto si annidavano pressioni provenienti dagli Stati Uniti che non gradivano una Italia troppo evoluta e progressista, l’Italia di quegli anni ambiva a svolgere un ruolo di primo piano anche nella “politica energetica “ e la scomparsa di Mattei fu la risposta.

Un uomo solo Roberto Olivetti, morto prematuramente poco più che cinquantenne, se dovessimo riassumere la storia di questa grande famiglia direi, dopo aver letto Nesi, che è la storia di uomini che hanno rincorso i loro sogni per vederli naufragare.

Un libro intimo, un libro di ricordi che di stacca dalla grande produzione di saggi che oggi costituiscono la cosiddetta memorialistica dedicata agli Olivetti.

Nerio Nesi è un ex partigiano, un politico, un banchiere, leggere la sua storia sugli Olivetti è una esperienza interessante, ci restituisce immagini di vita vissuta e sullo sfondo i sentimenti che inevitabilmente contribuiscono a rendere la sua narrazione, asciutta e puntuale, più umana.

Nerio Nesi - Le passioni degli Olivetti - Aragno editore

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