Elisabetta Favale
E(li's)books
25 Giugno Giu 2018 1144 25 giugno 2018

Ogni passione spenta - Vita Sackville-West - Recensione

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Oggi voglio raccontare quel che mi è venuto in mente leggendo Ogni passione spenta di Vita Sackville-West.

TRAMA

Diventare un'artista: questo era il sogno della giovane Lady Slane quando, appena diciassettenne, fu costretta a rinunciare alle sue aspirazioni per sposare un importante uomo d'affari, dal quale ebbe sei figli. Settant'anni più tardi, diventata vedova, la donna decide di abbandonare gli agi di una vita trascorsa nel lusso per ritirarsi in una piccola dimora dell'Hampstead. Si ritroverà a respirare una libertà per lei completamente nuova e a essere circondata da una bizzarra compagnia: Genoux, la sua domestica francese; Bucktrout, il generoso padrone di casa; un becchino che dipinge persone morte per rivelarne la vera natura. E Mr. FitzGeorge, un eccentrico milionario che la conobbe e amò in India, quando lei era giovane e molto affascinante. Ispirato a "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf, questo romanzo è anche una riflessione sul ruolo delle donne nella società, sulla loro libertà e sui loro obblighi, sul controllo che riescono a esercitare sulla propria esistenza.

COSA MI HA COLPITO DI QUESTO ROMANZO

Diviso in tre parti, l’autrice ci presenta la protagonista, Lady Slane, partendo dalla morte del marito Lord Henry Holland ex viceré delle Indie e ex Ministro di Sua Maestà a cui fu legata tutta la vita e a cui rimase fedele consorte. Lady Slane ha ora 88 anni, ha vissuto una vita all’ombra di quest’uomo ammirato da tutti, seducente più che brillante o particolarmente intelligente.

Della vera personalità di questa donna, celata per tutta la vita dietro a una maschera di discreta e sottomessa femminilità, il lettore prende atto fin dalle primissime pagine mentre è lì a vegliare il marito defunto:

“Sola nella stanza, la vedova lo contemplava, brulicante di pensieri che avrebbero grandemente sorpreso i suoi figli, se avessero potuto leggerle nella mente “

Dopo una vita vissuta lasciando che altri “stabilissero i suoi arrivi, le sue partenze e i suoi soggiorni [...] aveva seguito le istruzioni che le venivano date, prontamente e senza mostrarsi mai sorpresa” dopo una vita così Lady Slane vuole riprendersi quel che ha perduto in età giovanissima, la libertà, ed ecco che la morte del marito le fornisce l’opportunità di liberarsi della famiglia andando a vivere da sola in una casa vista trent’anni prima, a Hampstead.

“Ho dato retta agli occhi del mondo per così tanto tempo che credo sia giunto il momento di prendermi un po’ di vacanze”.

Nel racconto di Vita Sackville-West si individua la sua volontà di approfondire la “condizione “ femminile nel suo tempo.

Rivendica un modello femminile nuovo, diverso rispetto a quello con cui si doveva confrontare e al quale lei riuscì di fatto a sottrarsi al contrario di Lady Slane.

Il concetto di identità viene sviluppato analizzando il ruolo di Lady Slane moglie e madre prima che qualunque altra cosa.

Il ruolo di madre in effetti, appare per tutto il romanzo forzato, come quello di padre di Lord Holland, lei parla dei figli esclusivamente sottolineandone difetti e debolezze, lui addirittura dovette per tutta la vita reprimere il desiderio di mostrare la sua totale disapprovazione per ognuno di loro. Qualche ricordo di vita familiare legato all’infanzia dei figli fa intravedere una sorta di equilibrio tra una vita pubblica, che aveva la precedenza e una vita privata destinata a passare in secondo piano.

Diversamente il rapporto tra i due coniugi è ricordato e descritto come tenero e connotato da rispetto reciproco pur in assenza di una vera passione.

Lo squilibrio fra le opportunità offerte a un uomo e quelle offerte a una donna risulta un macigno troppo pesante da portare per Lady Slane che, martire, se ne farà carico per tutta la vita arrivando perfino a dubitare delle proprie qualità.

La denuncia della società patriarcale è raccontata con toni leggeri, l’autrice non lascia spazio a critiche accese.

La natura del rapporto coniugale e l’organizzazione domestica sono molto convenzionali, l’alfresco sociale è descritto spesso con toni ironici se non addirittura satirici soprattutto in relazione al mondo coloniale britannico che è lo sfondo costante della vita della protagonista.

Le dinamiche delle coppie del romanzo riproducono sempre lo schema dominio-sottomissione, molto “vittoriano “, delle donne rispetto ai loro mariti, una sottomissione vissuta come inevitabile.

Le componenti del testo, sia contenutistiche (idee, ricordi, esperienze) sia formali (ritmo,metafore, scelte linguistiche) lo rendono elegante, forbito, affatto provocatorio come ci si poteva aspettare da un’autrice come Vita Sackville-West che invece visse una vita all’insegna della “trasgressione “ delle convenzioni sociali.

La seconda parte del romanzo ci fa conoscere Lady Slane nella sua nuova vita, risorge indugiando in amabili conversazioni con il suo padrone di casa e un operaio che diventerà il suo cavalier servente. Si concederà il tempo per fare un bilancio della sua vita, questa parte è un memoir di Lady Slane che vuole capire, testimoni i lettori, se la sua vita è stata poi così sprecata.

La terza e ultima parte ci presenta una Lady Slane cambiata, si è sentita nuovamente donna a 88 anni, recupera, grazie ad una sua vecchia fiamma, la sua femminilità e anche l’amore per la famiglia, per le radici, troverà, nella pronipote che porta il suo nome, la sua nemesi. La gioventù, descritta per tutto il romanzo come periodo di affanni e dolori, diventerà alla fine, opportunità per lottare in nome dei propri desideri.

Il messaggio che per tutto il libro arriva forte mi ha fatto pensare a quello che diceva Rita Levi Montalcini

“la vecchiaia non deve essere vissuta nella memoria del tempo passato, ma in un progetto per il tempo che rimane, sia un giorno, un mese o anni, nella speranza di poter realizzare ciò che negli anni giovanili non è stato possibile attuare".

Verissimo, tuttavia ogni età ha i suoi pregi e i dolori della giovinezza sono indubbiamente quelli che ricorderemo per sempre con nostalgia perfino.

Un romanzo bellissimo, una scrittura elegante di cui ho apprezzato la capacità di mantenere le distanze dall’emotivita’ personale.

Ogni passione spenta

Vita Sackville-West

Traduttore: A. Scalero

Editore: Il Saggiatore

Collana: Narrativa. Tascabili

Anno edizione: 2008

Pagine: 167 p., Brossura

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