Elisabetta Favale
E(li's)books
6 Luglio Lug 2018 0651 06 luglio 2018

La ragazza con la Leica di Helena Janeczek vince il Premio Strega 2018

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A gennaio ho recensito La ragazza con la Leica per Cultweek e lo avevo definito uno dei miei libri preferiti del 2017. Con piacere quindi accolgo la notizia della vittoria dì Helena Janeczek, è suo il Premio Strega 2018! Complimenti anche a Guanda Editore.

Dopo 15 anni finalmente una donna!!!!

Di seguito un estratto della mia recensione.

“La ragazza con la Leica di Helena Janeczek è stato per me l’ultima bellissima lettura del 2017, dopo pochissime pagine era già entrato nella mia classifica personale dei libri più belli letti nell’anno appena passato.

Perché mi è piaciuto tanto? I motivi sono molteplici, primo fra tutti la scrittura di Helena Janeczek che ho trovato raffinatissima; inoltre La ragazza con la Leica non è solo un magnifico ritratto di Gerda Taro, è anche il racconto minuzioso di alcune importanti pagine della nostra storia più recente. A tutto ciò aggiungete il mio interesse per la fotografia e l’ammirazione per le foto di Capa, compagno di Gerda al momento della sua scomparsa.

Il libro è diviso in tre sezioni, Helena Janeczek ci racconta Gerda attraverso gli occhi e i ricordi di tre persone: Willy Chardack, amico della fotografa e innamorato pazzo di lei, Ruth Cerf, l’amica di Lipsia con la quale Gerda aveva convissuto per diverso tempo, infine Georg Kuritzkes, amico e poi fidanzato di Gerda, prima di Capa.

La narrazione è in seconda persona e non segue un vero ordine cronologico ma Helena Janeczek è riuscita a creare un filo conduttore nonostante i tre diversi punti di vista delle voci narranti: rievocano i loro ricordi, i sentimenti che hanno provato per questa piccola donna dall’aspetto fragile ma che riusciva a lasciare un scia di energia ogni volta che arrivava in un posto, Willy, Ruth e Georg parlano di lei circa trent’anni dopo la sua morte e i ricordi sono ancora vivi. Leggendo La ragazza con la Leica il lettore sa di essere negli anni Sessanta ma viene continuamente catapultato dalla macchina del tempo dei ricordi negli anni Trenta. I continui flashback utilizzati dalla Janeczek sono costruiti in modo esemplare, il lettore riesce ad attraversare, con la narrazione, gli spazi e il tempo o meglio i “tempi” in cui si svolgono le vicende.

Se i riferimenti a fatti e persone sono spesso supportati da fonti che li confermano trasformando questo narrare in storia vera, l’ardore, lo sgomento, i sentimenti con cui alcuni episodi arrivano al lettore fanno pensare a due cose: al fatto che La ragazza con la Leica è un saggio con una allure di romanzo e la seconda che l’autrice, lei stessa tedesca con genitori ebrei originari della Polonia, riesce a posare il suo sguardo su avvenimenti come quelli legati all’epoca del nazismo restituendo a chi legge un sentimento di profondo dolore.”

Potete leggere il seguito su Cultweek

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