Davide Cardile
Lost in LinkedIn
6 Luglio Lug 2018 1050 06 luglio 2018

LinkedIn: cercasi lavoro ma non per me, è per mia figlia (e comunque non lo trovo)

Linkedin Lavoro

In Estate, specie in Italia, si ferma tutto o quasi. Non si ferma ad esempio LinkedIn, la condivisione di idee, pensieri, ricerca del lavoro o carriera. E non si ferma il tentativo di fare ancora più confusione di quanta ne serva e di quanta c’è ne è in giro, tanta.

Leggevo ieri o l’altro ieri l’ennesimo sfogo.

Ho 11000 contatti - almeno non ha detto amici! - e non ricevo alcuna proposta di lavoro.

L’uomo LinkedIn medio disse così, quello con una headline da dipendente statale. Che non è un offesa ma solo per cercare di fare capire che non ti aspetti che stia cercando un lavoro o che ci possano essere svolte improvvise e creative.

E sotto lunga lista di commenti euforici nella condanna, uniti nel concordare che “si sa, LinkedIn è una cagata pazzesca”.

E poi, se ti prendi il tempo di spulciare, puoi trovare persino di meglio. Ne ho trovato uno che argomentava in modo scientifico, mica chiacchiere:

“Si è vero. Io ho pubblicato il curriculum di mia figlia e non mi ha contattato nessuno.”

Giuro che è una storia vera. Verissima. Tristissima.

Considerazione sparse e confuse

Analfabetismo digitale

Non possiamo pensare che per analfabeta digitale si intenda chi non sappia utilizzare un computer o non abbia idea di come navigare e popolare l’Internet. Non più. Comprendere le dinamiche digitali, che non riguardano più solo l’ambiente digitale, dovrebbe ormai essere un requisito minimo.
Dentro “cerco lavoro per mia figlia” non c’è solo l’amorevole ignoranza ma una mancanza di cultura di almeno due generazioni: perché il padre lo dovrebbe sapere ma soprattutto la figlia dovrebbe essere docente nella materia.

Visibilità è un concetto vecchio

Siamo abituati a pensare il digitale come l’evoluzione lineare dell’analogico. I desktop che ricalcavano le scrivanie e via dicendo. Roba passata e superata.

Internet, un social, LinkedIn, oggi non sono piazze affollate. Non sono punti di passaggio dove se esponi un cartello rischi che x persone ti vedano e qualcuno ti scelga.

Le dinamiche sono completamente diverse e nuove, digitali.

È tutto conversazioni e relazioni.

Reputazione e percezione.

Qualcosa di più della visibilità.

Gogol e i martelli

Anche qui usare un martello e sfasciare le macchine, o sistemi digitali, serve a poco. Pochissimo.

C’è da rimboccarsi le maniche ed aprire gli occhi.

Prendere fiato e dire: “Oh guarda siamo nel 2018!”.

E se le cose non funzionano ricordare quella splendida, cattivuccia, massima di Gogol:

Non prendertela con lo specchio, se il tuo muso è storto

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